Tursi, ambulanti ed edili sul piede di guerra: «Col Durc 1000 famiglie a rischio»

Decine di persone si sono date appuntamento davanti alla sede del Comune per protestare contro la "tassa" che minaccia l'intera categoria: «Chiediamo l'intervento di Comune e Regione»

Giornata di fuoco a Palazzo Tursi in occasione del consiglio comunale, che ha visto andare in scena prima la protesta dei 143 lavoratori della Ideal Service,  l’azienda che ha in gestione le pulizie sui mezzi  Amt, che hanno fatto irruzione in Sala Rossa protestando a gran voce per il rischio licenziamento ventilato lo a inizio mese, e poi quella degli ambulanti e dei commercianti mercatali liguri, che si sono dati appuntamento alle 14.30 davanti alla sede del Comune per chiedere alle istituzioni un’ulteriore proroga sull’entrata in vigore del Durc, il Documento unico di Regolarità contributiva che attesta la regolarità di un’impresa.

«Il documento è entrato in vigore nel 2011, ma per far fronte alle difficoltà di decine di famiglie che non riuscivano a sostenerne i costi abbiamo chiesto uno stop, concesso per due anni e prorogato per altri due, sino luglio 2015. Adesso però, senza una carta esercenti che regolarizzi il nostro settore e senza ulteriori provvedimenti, oltre 1000 licenze verranno ritirate - spiega Romolo Fieschi, vicepresidente dell’associazione U Mercou de Zena, organizzatrice della manifestazione di oggi - Nel frattempo, complice la crisi, gli ambulanti che non sono in grado di pagare i circa 3600 euro l’anno per il Durc sono diventati più di mille. Per tutti loro l’entrata in vigore del Durc significherebbe la fine».

Una situazione che coinvolge anche i 600 ambulanti della comunità senegalese regolarmente in possesso di permesso di soggiorno e in regola, che ogni giorno pagano al Comune la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e battono i mercati alla ricerca di un posto in cui vendere la mercanzia: «Se proseguono con l’idea di adottare il Durc, ci ritroveremo nel giro di pochi mesi senza lavoro e anche senza permesso di soggiorno, che verrebbe ritirato. E’ un problema non soltanto di natura economica, ma anche sociale”, spiega Khoule Moussa, portavoce della comunità senegalese e straniera. E che tocca anche i lavoratori edili, come spiega Fabrizio Martin, imprenditore che da tempo si batte per la sua categoria: «L’edilizia è fortemente penalizzata dal Durc: in mancanza di esso le imprese non possono lavorare. Questo significa la chiusura, e la perdita di decine di posti di lavoro. Le istituzioni devono capire che in questo modo le categorie non fanno altro che unirsi per chiedere giustizia, soprattutto quando le associazioni non fanno nulla».

Il problema, proseguono gli ambulanti, è che a differenza dei negozianti i mercatali lavorano soltanto 190 giorni l’anno, ma con il Durc devono pagare la stessa quota dei colleghi con sede “fissa”, senza però rientrare delle spese: «Chiediamo almeno una sospensione del Durc di altri due anni, e poi un intervento di Comune e Regione per far sì che venga messa a punto al più presto la carta degli esercenti che ci ha promesso il consigliere Rixi, che potrebbe quantomeno risolvere alcuni problemi per quanto riguarda la regolamentazione della categoria. In caso contrario centinaia di famiglie si ritroveranno senza lavoro e in casi estremi in mezzo alla strada».

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Dopo avere chiesto a gran voce un incontro con il sindaco Marco Doria, oggi assente, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dall’assessore allo Sviluppo economico, Emanuele Piazza, che ha promesso di fare da collegamento con le parti in causa, mentre il resto dei presenti ha fatto il suo ingresso in Sala Rossa per assistere al consiglio comunale, ma tensione e preoccupazione rimangono, soprattutto in vista dell’imminente scadenza delle concessioni.

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