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Don Seppia a palazzo Giustizia, inizia il processo

Il parroco di Sestri Ponente è giunto in tribunale poco prima delle 10. È accusato di violenza sessuale su minori e cessione di stupefacenti. Il giudice respinge richiesta costituzione parte civile dei Radicali

Cappotto e berretto blu, è arrivato questa mattina poco prima delle 10 al tribunale di Genova, in manette, accompagnato dal suo legale Paolo Bonanni. Don Riccardo Seppia, nel processo a suo carico che inizia oggi, è accusato di tentata violenza sessuale su minori, plurima offerta di droga anche a minori, tentata induzione alla prostituzione minorile. Il parroco di Sestri Ponente è a palazzo di Giustizia per rispondere al gup di Genova Roberta Bossi.


Don Seppia è detenuto in carcere a Sanremo dal maggio scorso. Il Comune di Genova ha rinunciato a costituirsi parte civile nel processo, a differenza di Marta Palazzi, tesoriere dell'associazione Radicali Genova. «La nostra azione - dice la Palazzi - è volta a spingere la curia a fare pulizia e affrontare queste emergenza con trasparenza. Questa costituzione ci serve perché noi affidiamo i nostri bambini a persone che riteniamo di fiducia e che, invece, si comportano in modo non corretto. Noi chiediamo - conclude - la costituzione di una commissione d'inchiesta indipendente per valutare il numero reale e l'entità dei reati di questo genere». Il giudice, Roberta Bossi, dopo essersi ritirata in camera di consiglio per decidere, ha respinto la richiesta di Marta Palazzi.

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