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Cronaca

Perché questi continui divieti di balneazione? Le spiegazioni del Comune

Dal consiglio comunale è arrivata la richiesta di trovare soluzioni strutturali per non dover arrivare ogni anno alle porte della bella stagione con diversi divieti

L'inizio della stagione estiva a Genova si apre con una serie di divieti di balneazione: oltre alle aree in cui le restrizioni sono permanenti, in questi giorni c'è stato un susseguirsi di divieti e revoche. Per la giunta, in buona parte dovuti anche al fatto che con la pioggia sono diversi i rivi che scaricano in mare portando in acqua sostanze inquinanti. 

Ma sono in previsione interventi strutturali da parte del Comune per la risoluzione delle criticità che puntualmente si verificano soprattutto in determinate zone come Pegli ma anche Boccadasse? È la domanda posta da Filippo Bruzzone (lista Rossoverde) in consiglio comunale: "Rischiamo di arrivare ogni anno alla stagione estiva senza sapere cosa succederà sulle nostre spiagge. Non si tratta solo di capire cosa dice Arpal a seconda dei campionamenti puntuali, ma anche studiare interventi strutturali per poter avere da qui ai prossimi anni una situazione più priva di incertezze possibile".

"Chiediamo al soggetto che gestisce le fognature di fare verifiche - ha risposto l'assessore all'Ambiente Matteo Campora - per individuare possibili eventuali fonti di inquinamento. Inoltre il superamento dei valori limite avviene quasi sempre laddove c'è una presenza di rivi sotterranei o a cielo aperto".

Statisticamente, andando a vedere gli ultimi anni, la balneazione viene spesso vietata a Pegli davanti al Rexello, e anche a Boccadasse e a Priaruggia: "A Pegli la zona è vicina a un rivo, a Boccadasse ne abbiamo uno sotterraneo che sbuca in mare e anche a Priaruggia abbiamo un rivo addirittura più grande rispetto agli altri" commenta Campora, che tira in ballo anche il maltempo degli ultimi giorni. "I fiumi che si immettono in mare, soprattutto in occasione di forti piogge, portano diverse sostanze in acqua". 

Come si risolve il problema? La giunta ha chiesto a Ireti di fare una serie di controlli, ma per approfondire meglio il tema verrà attivato un tavolo tecnico con la Direzione ambiente, Arpal e i soggetti interessati proprio per fare un focus su questi punti in cui i divieti si ripetono da tempo e individuare soluzioni concrete. Il prossimo mese verrà programmata anche una commissione consiliare con Arpal per illustrare le zone più critiche ma anche proporre soluzioni di fronte al gestore della rete fognaria. 

"Dobbiamo andare oltre il campionamento puntuale e trovare soluzioni strutturali - ha ribadito Bruzzone - altrimenti ogni anno arriviamo a giugno e non sappiamo bene cosa ci toccherà". 

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