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Cronaca

Disturbi del comportamento alimentare, la Regione decide di non aumentare le strutture

Respinto anche un ordine del giorno, che avrebbe impegnato la giunta ad attivare in ogni Asl un centro con approccio multidisciplinare e almeno un centro residenziale

Con sei voti a favore (minoranza) e 14 contrari il consiglio regionale, nella seduta di martedì 21 giugno, ha respinto la mozione 70, presentata da Paolo Ugolini, che avrebbe impegnato la giunta ad attivarsi per accedere ai finanziamenti previsti per il 2022 e 2023 per istituire, laddove i servizi non dovessero già essere attivi, presìdi di assistenza e presa in carico e cura dei pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare.

La mozione, inoltre, avrebbe impegnato la giunta a una verifica annuale sul livello di assistenza dei servizi ambulatoriali territoriali che operano nella diagnosi, cura e assistenza dei soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare (Dca).

Con 6 voti a favore (minoranza) e 15 contrari è stato respinto anche l'ordine del giorno 380, presentato sempre da Paolo Ugolini, che avrebbe impegnato la giunta ad applicare interventi di prevenzione, riconoscimento e potenziamento dei servizi, con particolare attenzione all'età evolutiva, per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, ad attivare in ogni Asl un centro con approccio multidisciplinare e almeno un centro residenziale.

Nel documento si chiedeva, inoltre, un aumento dei posti letto per i trattamenti residenziali e semiresidenziali, ora presenti a Pietra Ligure e Genova, e il potenziamento degli ambulatori territoriali per bambini e adolescenti. Nel dibattito comune sulla precedente mozione 70 e l'odg 380 è intervenuto il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti.

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