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Corruzione, Matteo Cozzani si è dimesso da capo di gabinetto di Regione Liguria

Lo aveva annunciato durante l'interrogatorio di garanzia lo scorso 11 maggio davanti alla gip Paola Faggioni

Matteo Cozzani si è dimesso dalla carica di capo di gabinetto in Regione Liguria. Lo aveva annunciato durante l'interrogatorio di garanzia lo scorso 11 maggio davanti alla gip Paola Faggioni. La mossa potrebbe essere dovuta alla speranza che gli venga concessa la revoca dei domiciliari. Cozzani, difeso dall'avvocato Massimo Ceresa Gastaldo, è agli arresti domiciliari con l'accusa di voto di scambio e corruzione elettorale aggravata dall'agevolazione mafiosa.

Cozzani - coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista ‘Cambiamo con Toti Presidente’ - è indagato anche in un'inchiesta parallela a Spezia. Attualmente si trova ai domiciliari perché secondo la procura di Genova avrebbe agevolato l’attività di Cosa Nostra, in particolare del clan Cammarata del Mandamento di Riesi. 

Nell'inchiesta sono entrati anche i gemelli Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, destinatari dell'obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, in provincia di Bergamo, dove vivono, accusati del reato di corruzione elettorale commesso al fine di agevolare Cosa Nostra. Infine Venanzio Maurici, sindacalista, destinatario dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è accusato dello stesso reato: corruzione elettorale, aggravata dal fine di agevolare la mafia, sempre il clan Cammarata.

In particolare "Cozzani (che agiva su mandato di Giovanni Toti) ed i fratelli Testa si accordavano tra loro onde far convogliare i voti degli elettori appartenenti alla Comunità Riesina di Genova (almeno 400 voti) e comunque siciliani verso la lista 'Cambiamo con Toti Presidente' e verso tre specifici candidati".

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