Cronaca

Morandi, Di Pietro chiede scusa ai familiari delle vittime: "Sconfitta dello Stato"

L'ex ministro in aula prima di rispondere alle domande dell'avvocato Raffaele Caruso del Comitato vittime Morandi sul crollo del 2018

"Temo una sconfitta dello Stato e per questo chiedo scusa a nome mio ai familiari delle vittime". Lo ha detto l'ex ministro Antonio Di Pietro sentito come testimone al processo sul crollo Morandi. 

Prima di rispondere alle domande delle parti civili, l'ex magistrato ha voluto rivolgere un messaggio alle famiglie delle 43 vittime che hanno perso la vita in seguito al crollo del viadotto il 14 agosto del 2018. Di Pietro ha detto all'avvocato Raffaele Caruso del comitato vittime Morandi: "Io so come mi sono comportato ma il crollo è stata una sconfitta dello Stato, per quanto mi riguarda in questa sede volevo scusarmi con i familiari".

Tornando a quello che ha detto in aula, Di Pietro ha continuato: "Per questo avevo previsto che fino a che non venivano realizzati i controlli li doveva pagare Aspi. Io avrei insistito molto dentro il Governo per avere i fondi ma cadde per Razzi e Scilipoti. Nel 2008 si parlava di fare la Gronda proprio per alleggerire il traffico. Mi ricordo - ha continuato - che era un'opera contestata da alcune parti. Ma le autorità locali ci segnalavano che tutto il traffico confluiva lì ed era diventato un ingolfamento totale. Nessuno mi disse 'guarda che il Morandi sta crollando', sentivamo ogni giorno che era sempre tutto bloccato. Facemmo riunioni che culminarono in un protocollo per la realizzazione di nuove viabilità. In conferenza stampa dissi 'Il ponte non è eterno' non perché qualcuno mi disse che stava crollando ma perché non si poteva passare sempre tutti dallo stesso punto. Era un dichiarazione di buon senso che poi purtroppo poi si è rivelata vera".

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