Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Genova vista da cinque personaggi illustri

Abbiamo raccolto i pensieri di cinque tra scrittori e artisti su Genova. Da Richard Wagner al pittore Paul Klee e ancora Gustave Flaubert e Valery Larbaud. Sono davvero moltissimi i personaggi illustri che hanno amato e raccontato la nostra città

Vi siete mai chiesti cosa pensassero scrittori, artisti e viaggiatori di Genova? Dopotutto la nostra è una città ricca di storia, che vanta un importantissimo centro storico a livello europeo, i Palazzi dei Rolli e tanto altro.

Insomma, Genova è certamente una città "vissuta".

Ecco l'idea che ne avevano 5 personaggi e uomini illustri:

1) Il compositore e poeta Richard Wagner, tratto da una lettera del settembre 1853: "Ah Mimuccia! Mimuccia! Non ho mai visto nulla come questa Genova! È qualcosa d'indiscutibilmente bello, grandioso, caratteristico: Parigi e Londra al confronto con questa divina città scompaiono come semplice agglomeramento di case e di strade senza alcuna forma. Davvero non saprei dove cominciare per darti l'impressione che mi ha fatto e continua a farmi: ho riso come un fanciullo e non potevo nascondere la mia gioia! Tutti debbono vedere Genova!";

2) Lo scrittore francese Valery Larbaud in Ex voto: San Zorzo: "Genova austera, vibrante, ampia! Luogo unico dai trecento ripiani a terrazza sul mare, ornata di parchi stupendi! Genova, dove i tramways sono gli ascensori! Le strade ed i quartieri, sovrapposti, si aggrovigliano, si superano, si ricongiungono, si dividono ancora ... Città a sorpresa!, il cui uso insinua un'astuta saggezza: una scalinata, un àndito, un archivolto, una passerella, una galleria conducono in pochi minuti ad un palazzo, ad una piazza alla quale non si sarebbe giunti che in un'ora, seguendo le strade";

3) Il pittore tedesco Paul Klee (foto), da Diario italiano (1901): "Case alte fino a tredici piani, vie strettissime nella città vecchia, fresche e maleodoranti, di sera una fitta folla, durante il giorno quasi solo bambini";

4) Lo scrittore Gustave Flaubert, autore di Madame Bovary, nel 1845 descrive così Genova in una raccolta di lettere, paragonandola a Istanbul: "Da Voltri a Genova si vedono sempre case, tutto annuncia una grande città. Presto il porto appare e si vede la bella città seduta ai piedi delle montagne: il faro della Lanterna, come un minareto, dà all'insieme qualche cosa d'orientale e si pensa a Costantinopoli";

5) Nel 1896, lo scrittore spagnolo Vincente Blaco Ibanez scrive "Genova è la città dei contrasti, dei grandi palazzi e dei miseri caruggi". Aggiungendo poi: "In alto, sulla cima delle colline, giardini lussureggianti, ville marmoree, veri nidi d'amore che fanno ricordare i voluttuosi alberghetti francesi del tempo della Reggenza; in basso, vicino al porto, quartieri che sono veri ghetti con viuzze strette e sotterranee, dove le grondarie si toccano e tre persone non possono camminare fianco a fianco per la rapida discesa dell'acciottolato".

Davvero tantissimi uomini importanti hanno parlato della nostra bella città, nel tentativo di descriverne la bellezza a parole.

Una cosa è certa: solo i suoi abitanti possono realmente coglierne l'essenza, che va oltre gli alti palazzi e i giardini di cui si parla in queste opere.

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