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Bruco, terminata la demolizione. E si pensa al rilancio dei giardini di Brignole

La passerella sopraelevata che collega Corte Lambruschini a via Cadorna è stata abbattuta in due notti di lavori. Il prossimo passo per riqualificare l'area coinvolge l'area verde davanti alla stazione

Nessun imprevisto, nessun ritardo, nessun disagio: la demolizione del Bruco, iniziata nella notte tra sabato e domenica scorsi, è terminata senza intoppi nella mattinata di martedì, quando i genovesi, e in particolare i residenti della Foce, hanno potuto spaziare con lo sguardo da Corte Lambruschini sin quasi alla Fiera del Mare senza incontrare alcun ostacolo.

La passerella sopraelevata progettata dall’architetto Pietro Gambacciani è stata abbattuta nell’ambito dei lavori del terzo lotto di copertura del Bisagno, e alle operazioni condotte dalla ditta Itinera hanno partecipato, per la fase finale andata in scena tra lunedì notte e martedì mattina, 48 agenti della Municipale, impegnati a gestire il traffico dalle 20 di lunedì alle 7 di martedì.

E’ finita dunque senza intoppi la parabola discendente del Bruco, come hanno sottolineato soddisfatti Gianni Crivello e Anna Maria Dagnino, rispettivamente assessore ai Lavori Pubblici e alla Mobilità del Comune di Genova: «La soluzione di concentrare l’intero smantellamento nello spazio di due sole notti ha consentito di limitare in maniera significativa i disagi. Ringraziamo tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita dei lavori nel cuore della città. Il bruco era da tempo una struttura da demolire. La sua eliminazione rientra nel nostro progetto di riportare Brignole al suo antico splendore cancellando anche le ferite delle ultime alluvioni. Nei prossimi mesi si interverrà sui sottopassi Cadorna e sul verde dei giardini di Brignole, ripristinando anche l’arredo urbano, le fontane e le panchine».

VIDEO | L'utimo giorno del Bruco, addio alla passerella di Brignole

Una riqualificazione dell’intera zona, dunque (che si interseca con quella di via Tolemaide e via Canevari, prevista sempre nell'ambito dei lavori per la copertura del Bisagno) per cui i fondi sono già arrivati, come ha confermato anche il presidente del Municipio Medio Levante, Alessandro Morgante, commentando in modo positivo anche l’abbattimento del Bruco: «Non posso non dire che la demolizione è stata un sollievo, la struttura era diventata ormai una sorta di “blocco” fisico e psicologico per il quartiere e per la città. E a quest’intervento seguiranno quelli destinati ai sottopassi e ai giardini di Brignole. Diciamo che sia il sottopasso sia il Bruco sono strutture che appartengono a un’architettura del passato, e dovrebbero farci riflettere sull’importanza di adeguare le opere al momento storico. Per quanto riguarda la riqualificazione dell’area, non riusciamo ancora a dare tempistiche: i lavori sono già finanziati, i soldi ci sono perché vengono dal piano triennale, ma parlando di cifre oltre i 100 milioni di euro è necessario rispettare alla perfezione l’iter burocratico, in primis il bando di gara per l’assegnazione dei lavori. Molto probabilmente si partirà in estate».

Per quanto riguarda invece il riutilizzo dei materiali di risulta della demolizione del Bruco, Morgante si è detto scettico che possano trovare un nuovo uso: «La struttura era molto malandata, come abbiamo avuto modo di notare tutti, e non credo possa essere impiegata in altre opere. L’idea che in molti propongono è quella di chiedere a Ferrovie dello Stato di portare a termine il progetto iniziale, creando un collegamento con la stazione di Brignole, ma non credo l’azienda accetterà: aveva detto no negli anni ’90, non credo siano intenzionati a farlo ora». 

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