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Decreto Genova, il testo è al Colle. Gli sfollati: «Ora stop ai ritardi»

È arrivata la "bollinatura" da parte della Ragioneria dello Stato. Gli sfollati: «Pronti a protestare sotto casa di Grillo» e per Toti: «Non è detto che il decreto sia soddisfacente»

Il Decreto Genova è arrivato sulla scrivania del presidente della Repubblica. La firma di Sergio Mattarella autorizzerà la pubblicazione del dispositivo facendolo entrare in vigore. Fonti del Ministero dell'economia confermano: "Il decreto urgenze, che contiene le misure per affrontare l’emergenza di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi, è stato "bollinato" stanotte dalla Ragioneria generale dello Stato".

Cosa prevede il decreto

Tra i punti più importanti, si parla della nomina di un commissario straordinario per la ricostruzione, anche se non compare ancora il nome di chi dovrebbe ricoprire questa carica. La durata dell'incarico del commissario è di 12 mesi e può essere prorogata per non oltre un triennio dalla prima nomina.

In quanto ritenuto respinsabile del crollo, il concessionario del tratto - cioè Autostrade - dovrà far fronte alle spese di ricostruzione del ponte e di ripristino del connesso sistema viario, entro 30 giorni dalla richiesta del commissario (ma se non dovesse pagare o se dovesse tardare, lo Stato anticiperà 30 milioni annui dal 2018 al 2029). Dunque Autostrade pagherà, ma non potrà essere lei a ricostruire.

Per far fronte alle necessità conseguenti dell'evento, la Regione Liguria, la Città Metropolitana di Genova, il Comune di Genova, previa autorizzazione del commissario, possono assumere per il 2018 e 2019, con contratti a tempo determinato, fino a 250 persone con funzione di protezione civile, polizia locale e supporto all'emergenza.

A sostegno delle imprese colpite dal crollo del ponte, sarà costituita una zona franca, e la "Zona Logistica Semplificata - Porto e Retroporto di Genova".

Dal 1 gennaio 2019 inoltre verrà istituita l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali.

Tanti sono stati comunque i tagli rispetto a quanto era previsto nelle prime bozze del decreto: i fondi per il porto scendono da 90 a 30 milioni, così come quelli per il trasporto pubblico locale, da 80 a 20 milioni per il 2018. Nè viene fatto cenno al Terzo Valico, per collegare Liguria e Piemonte.

La reazione degli sfollati

«Bene, ora basta ritardi», con queste parole Ennio Guerci, il portavoce del Comitato sfollati genovesi di via Porro, ha commentato la "bollinatura" del decreto ai microfoni di Radio Babboleo. Soltanto ieri una parte delle persone rimaste senza casa si era dichiarata pronta a protestare sotto casa di Grillo in seguito alla notizia dell'allungamento dei tempi per il dissequestro dei monconi del ponte Morandi. «Dal Governo ci saremmo aspettati maggiore chiarezza e velocità - ha dichiarato, questa mattina in radio, Ennio Guerci - dopo il confronto positivo col ministro Toninelli prima che intervenisse all’apertura del Nautico. Il balletto sul decreto non ci voleva. La nostra attenzione resta alta, veniamo da settimane molto difficili e la pazienza ormai è poca».

Il grido di dolore dei commercianti

Chiedono di lavorare per la loro dignità i commercianti della zona arancione che questa mattina hanno organizzato un presidio in piazza Masnada, dove si sta concentrando tutto il traffico che un tempo transitava nella zona rossa, ora interdetta. «Vogliamo tornare alle nostre attività» chiedono i piccoli e medi imprenditori che stanno subendo gravissime perdita. Si stima che circa 1400 imprese siano rimaste danneggiate in maniera diretta e indiretta a oggi.

Il commento di Toti

Il presidente della Regione, Giovanni Toti, rimane perplesso: «Il decreto arriverà, ma non vuol dire che sarà soddisfacente - ha dichiarato alla stampa questa mattina - bisognerà vedere cosa c'è scritto dentro dopo questo balletto fatto in una settimana e mezzo tra un ministero e l'altro. Mi sembra che il decreto venga fatto per escludere gli enti locali. Mi dà l'impressione che il governo voglia gestire la situazione a Roma e non in Liguria. Ma va bene tutto, siamo laici, basta che si raggiungeranno i risultati».

Il centrosinistra: «Il decreto del nulla»

«È il decreto del nulla: 44 lunghi giorni di gestazione per partorire un topolino moribondo - è il commento del Pd ligure e genovese -. Meno soldi per il trasporto pubblico locale, meno soldi per l’autotrasporto, meno soldi per la Zona franca. E per il porto una misera mancia da 13 milioni di euro che non può che suscitare irritazione. Non vi è traccia di misure a sostegno e per il rilancio dell’economia genovese e il suo porto, che è il primo scalo d’Italia. C’è, a stento, la riparazione dei danni subiti. Non c’è la cassa in deroga per la piccola e media impresa commerciale e artigianale. Niente sesto lotto del Terzo Valico, con buona pace del viceministro Rixi che, a questo punto, dovrebbe dimettersi. C’è una sola certezza: il ponte lo paga subito lo Stato, le autostrade si vedrà».

«I ritardi sulla stesura - è il commento di Luca Pastorino, deputato LeU - hanno trovato così una spiegazione: mancavano i fondi e anche le idee. Alla fine il testo e' stato predisposto solo perche' da Genova e' arrivata la pressione dei cittadini, stanchi di questi rimpalli di responsabilita'. Per i partiti di governo e' finito il tempo della propaganda: alla prova dei fatti, la risposta e' ridicola e quindi offensiva per una citta' gia' ferita con il crollo del ponte Morandi».

I documenti di Autostrade a Roma

La Struttura Commissariale per il superamento dell'emergenza ha ricevuto da Autostrade per l’Italia il piano di demolizione e ricostruzione del Ponte Morandi, sollecitato al Concessionario con lettera del 20 agosto scorso per la messa in sicurezza dell’area di città interessata dal crollo. I documenti sono stati inoltrato questa mattina, giovedì 27 settembre, al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte al Sottosegretario Giancarlo Giorgetti, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, al Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, al Prefetto di Genova Fiamma Spena, al Sindaco di Genova Marco Bucci, al Procuratore Capo Francesco Cozzi e al Comando Provinciale dei Vigili del fuoco. Tutta la documentazione, con l’intero progetto, è stata inviata in considerazione del fatto che verrà nominato un nuovo Commissario di Governo per la demolizione e la ricostruzione del ponte.

Ai sensi della normativa vigente spetta alla concessionaria il dovere di garantire la sicurezza e ripristinare l'infrastruttura nel più breve tempo possibile. La Struttura, che aspetta di vedere il Decreto Genova, ancora in via di definizione, resta in attesa di riscontro dalle autorità competenti.

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