Dl Genova, cosa prevede: la squadra di Marco Bucci e la roadmap del ponte

Chi paga costruzione e demolizione, chi risarcisce gli sfollati, quali misure sono previste per Genova e soprattutto quando sarà pronto il nuovo ponte? Ecco i contenuti del decreto

Il decreto Genova è legge: dopo 93 giorni di attesa, il Senato ha approvato giovedì 15 novembre la conversione di un documento che contiene tutte le linee guida per la demolizione di quanto resta del Morandi, la ricostruzione di un nuovo viadotto e le misure a sostegno di sfollati, imprese, porto, commercio e famiglie delle vittime.

Nel giro di poche ore dall’approvazione, il commissario per la ricostruzione Marco Bucci ha iniziato a pubblicare i decreti cui ha lavorato sino a oggi (5 in totale, 3 dei quali dedicati alle nomine di due sub-commissari e della sua squadra di lavoro e altri 2 dedicati all’avvio delle procedure per affidare i lavori e inviare le lettere alle aziende qualificate per partecipare) dicendosi «molto soddisfatto, e più sereno» delle risorse messe a disposizione dal governo. 

Risorse economiche e giuridiche con cui Bucci dovrà occuparsi della demolizione, rimozione e smaltimento delle macerie di quel che resta del viadotto Morandi, e della progettazione, affidamento e ricostruzione del nuovo ponte. Il commissario ha poteri praticamente illimitati, eccezion fatta i vincoli dettati dall’Ue eble norme del Codice Antimafia. Potrà però agire in deroga alle leggi, in particolare per quanto riguarda l’affidamento dei lavori, che per necessità di «andare veloci, non possiamo fermarci ora», avverrà senza gara. Ma cosa prevede esattamente il decreto per Genova, e qual è la squadra scelta dal sindaco per lavorare a una delle opere più importanti della storia della città?

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Crollo Morandi, la squadra del commissario Marco Bucci

Bucci ha scelto di nominare due sub-commissari con durate massima dell’incarico di 12 mesi rinnovabili sino a 3 anni (proprio come la sua): si tratta di Pietro Floreani, magistrato della Corte dei Conti, cui sono delegate le attività di indirizzo e coordinamento delle questioni di carattere giuridico e amministrativo, di contabilità speciale e amministrazione delle risorse finanziarie; e di Ugo Ballerini, direttore generale di Filse - Finanziaria Ligure per lo sviluppo economico), cui è affidato il compito di gestire il personale della struttura commissariale e le collaborazioni esterne, gestire la comunicazione e occuparsi degli adempimenti connessi all’amministrazione trasparente e alle norme di antiriciclaggio, sicurezza e anticorruzione.

Oltre a Floreani e Ballerini ci sono poi i membri della struttura commissariale vera e propria, e cioè:

Direttore generale: Roberto Tedeschi, ingegnere, dirigente comunale nel settore Patrimonio e Demanio e poi direttore del Coordinamento delle risorse tecnico operative;

Direttori amministrativi e finanziari: Cinzia Laura Vigneri, dirigenti del Comune di Genova nel settore Sicurezza aziendale, trasparenza e prevenzione della corruzione; e Giovanni Librici, dirigente comunale nel settore Contabilità e finanza.

Raccordo tra la struttura commissariale e l’Autorità di Sistema portuale: Domenico Napoli, comandante del Porto di Genova

Direttore del settore Strategie e progetti per la città: Giovanni Battista Poggi, ex direttore del settore Strategie e progetti per la città del Comune di Genova

Esperti esterni della pubblica amministrazione: Erika Falone, giornalista; Luciano Grasso, ex direttore amministrativo dell'ospedale Galliera ed ex commissario straordinario dell'Asl 3 genovese; Maurizio Michelini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Genova.

Funzionari e collaboratori: Paolo Arvigo, Sara De Mayda, Alessandra Figliomeni, Gianluca Roggerone, Chiara Tartaglia, Katia Chiappori, Andrea De Napoli, Emanuela Marighella, Giuseppe Materese, Sergio Abbondanza, Ginevra Beverini e Simone Gimelli

Chi paga il nuovo ponte?

Il decreto stabilisce che la ricostruzione del ponte sarà pagata da Autostrade perché «responsabile del mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità dell’infrastruttura concessa». Nel caso in cui la società, completamente esclusa dai lavori (così come le sue controllate), decidesse di non pagare, lo Stato anticiperà i soldi: la legge autorizza che si possano spendere complessivamente 360 milioni, pari a 30 milioni annui, fino al 2029, come garanzia per l’avvio delle attività. 

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Chi risarcisce gli sfollati?

Lo stesso meccanismo che il commissario dovrà seguire nel caso in cui Autostrade decidesse di non rimborsare gli sfollati della zona rossa e la perdita delle loro case, per cui il decreto prevede 2.025 euro a metro quadro, un’indennità di 45mila euro per l’esproprio e 36mila euro per lo sgombero: se la società non pagasse, il commissario potrebbe attingere allo stesso fondo di garanzia da 30 milioni l’anno. 

Le indennità sono diminuite del 10 per cento nel caso in cui gli espropri non avvengano su base volontaria: Autostrade ha 30 giorni di tempo per corrispondere il dovuto, in caso contrario subentra il commissario straordinario.

Le date per il nuovo ponte

Ottenuta l’ufficialità sulla conversione in legge, Bucci ha confermato le previsioni fatte nei giorni scorsi sulle tempistiche per demolizione e ricostruzione:

26 novembre: termine entro cui è possibile inviare proposte, da parte delle aziende, per partecipare ai lavori;

15 dicembre: inizio lavori di demolizione;

Aprile: inizio lavori di ricostruzione

Dicembre 2019: termine costruzione nuovo ponte (che potrebbe venire collaudato nei primi mesi del 2020).

Chi dovesse presentare ricorso, o in generale mettere i bastoni tra le ruote alla ricostruzione, «avrà 600mila genovesi vicino, per usare un eufemismo, io per primo», ha chiarito Bucci in riferimento a eventuali ricorsi da parte di Autostrade per l'esclusione dai lavori.

Qualità, tempi e costi i fattori utilizzati per valutare i progetti di demolizione e ricostruzione, che dovranno arrivare appunto entro il 26 novembre. Nel frattempo la struttura commissariale continuerà a lavorare per accelerare il dissequestro in collaborazione con la procura e per ottenere i fondi da Autostrade.

I numeri del decreto Genova

Dal punto di vista economico, il decreto Genova prevede lo stanziamento di risorse pari a circa 900 milioni di euro, cui con la Legge finanziaria se ne aggiungerebbero altri 250. 

Tra le misure previste per la città c’è l’istituzione della zona franca a sostegno delle imprese che hanno avuto difficoltà economiche a causa del crollo del ponte, agevolazioni e sostegni per la zona portuale e gli autotrasportatori (per cui sono previsti 20 milioni) e investimenti per il potenziamento del trasporto pubblico locale e l’acquisto di nuovi mezzi (cui sono destinati 43,5 milioni totali).

Le aziende in zona rossa avranno a disposizione un contributo fino a 200 mila euro, per un tetto massimo di 10 milioni per il 2018; approvata inoltre la cassa integrazione in deroga per i lavoratori privati, che sarà concessa per 12 mesi ai lavoratori attivi a Genova nel limite di spesa complessivo di 11 milioni per il 2018 e 19 per l’anno successivo (a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione dell’Inps). Previste inoltre nuove assunzioni in Regione Liguria, Città Metropolitana e Comune di Genova, e in generale sino a 300 assunzioni negli enti territoriali, in società collegate e nella Camera di commercio, tra il 2018 e il 2019 per aumentare il personale preposto alla gestione dell’emergenza.

Il decreto contiene inoltre una norma particolarmente contestata relativa allo smaltimento dei fanghi in agricoltura, innalzando i limiti degli idrocarburi, anche se il governo ha spiegato che con questa misura si rimedia a "un danno fatto dai precedenti governi". 

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