Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Centro / Piazza Raffaele de Ferrari

Gli studenti di medicina vogliono tornare in corsia: "Da due anni senza tirocini"

La protesta in piazza De Ferrari per il diritto alla formazione

Chiedono di tornare in corsia e di ricominciare i tirocini. Gli studenti di medicina sono scesi in piazza dopo un anno e mezzo di stop delle loro attività formative a causa della pandemia.

"Ci troviamo costretti a mobilitarci e a scendere in piazza, perché ogni nostro tentativo di confronto istituzionale non è stato proficuo", scrivono in una nota gli iscritti al corso di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova. 

"L’inizio dei tirocini in reparto era previsto per ottobre 2020. Ciò non è potuto accadere per ragioni note a tutti e che chiaramente comprendiamo - dicono da piazza De Ferrari dove si sono radunati dalle 10 di venerdì 8 ottobre - nonostante non manchino esempi di Atenei dove tali attività sono state portate avanti. La prospettiva a noi profilata era quella di un rientro in corsia a partire da maggio 2021, ma nonostante ciò, i tentativi di riapertura sono stati minimi e isolati al sesto anno. L’organizzazione della campagna vaccinale ha impedito che questo si realizzasse per gli studenti degli altri anni in quanto non ritenuti una priorità".

L’istruzione deve essere un diritto e un pregio del nostro Paese e non una vergogna, dicono: "Sebbene i nostri colleghi di altri Atenei o frequentanti altri corsi di laurea nella stessa Università di Genova in ambito sanitario siano stati vaccinati e messi nella condizione di poter frequentare i reparti. La vaccinazione, seppur avvenuta con notevole ritardo, era volta al ripristino della frequenza dell’attività ospedaliera a partire da ottobre 2021. Tuttavia, con un preavviso inadeguato e privo di giustificazioni ufficiali, l’aspettativa è stata infranta pochi giorni prima dell’inizio dell’anno accademico".

L'appello è rivolto al rettore dell’Università degli studi di Genova, professore Federico Delfino, al presidente della Regione Giovanni Toti e ai primari delle Asl liguri:"Con difficoltà siamo riusciti a venire a conoscenza di alcune delle motivazioni causanti l’ennesimo posticipo. Tra di esse vi sono la mancanza di posti in reparto per tutti e l’impossibilità di eseguire, in congrue tempistiche, le visite di sorveglianza sanitaria necessarie per il rientro nelle strutture ospedaliere. Per ovviare alla problematica dei pochi posti in corsia, su proposta degli studenti, da più di un anno è stata avviata l’estensione delle convenzioni con altre strutture ospedaliere della regione. Questo intento non è ancora stato realizzato per varie ragioni, tra le quali un blocco periferico da parte delle Asl una mancata presa in carico degli studenti da parte di alcuni Responsabili di Reparto degli altri ospedali. Malgrado, ancora una volta, non manchino esempi di altre realtà in cui si sono concretizzate tali soluzioni".

Per gli studenti c'è il pericolo concreto di un danno al loro percorso formativo:"Per quanto riguarda le visite di sorveglianza invece, la competenza è del Reparto di Medicina del Lavoro che, tuttavia, si trova rallentato a causa di una situazione di sotto organico che non consente il compimento delle mansioni con una tempistica accettabile. Questa è l’ennesima conseguenza dei tagli alla Sanità Pubblica, aggravata inoltre dall’inadeguata gestione ligure. Il nuovo programma prevede che i tirocini inizino negli ultimi giorni di dicembre per il quinto anno, mentre solamente da marzo 2022 per il quarto anno (esattamente a due anni dall’inizio della pandemia). Infine, il terzo anno non è stato neanche considerato in tale prospettiva. Questa organizzazione a nostro avviso è inaccettabile: ci troviamo costretti a condensare in un ristretto periodo di tempo le attività formative che di norma sono distribuite in più anni, causando un importante danno qualitativo alla nostra formazione professionale".

Sono mancati i servizi ma non le tasse che sono arrivate puntualmente agli iscritti: "Tutto ciò a fronte di tasse volte a coprire i servizi di cui da due anni non usufruiamo. I pagamenti però non sono mai stati sospesi, bensì solo posticipati. La nostra è una richiesta di rispetto e considerazione da parte delle Istituzioni responsabili, in relazione non solo alla mancata erogazione dei tirocini, ma anche alle modalità con cui ciò è stato comunicato. Gli avvisi riguardanti lo spostamento dell’inizio delle attività professionalizzanti e della modalità dello svolgimento delle lezioni (DAD o mista) sono pervenuti sempre a ridosso delle scadenze e senza comunicazioni ufficiali. I nostri rappresentanti hanno soventemente contattato gli uffici e le figure che ci sono state indicate come riferimento, ricevendo risposte inconcludenti e contraddittorie. Questa situazione crea disagio anche ai numerosi studenti fuori sede, che hanno dovuto cercare e pagare un alloggio in vista di una data che poi è stata posticipata dall’oggi al domani. Al contrario, le notifiche di pagamento delle tasse non sono mai tardate ad arrivare".

Gli studenti di medicina si rivolgono a tutti i cittadini che hanno a cuore una sanità pubblica che funzioni: "L’allarme non è solo per noi studenti, la cui formazione è stata gravemente compromessa, ma anche per tutti coloro che in futuro dovranno rivolgersi al Servizio Sanitario Nazionale: siamo preoccupati per la qualità del medico che ognuno di noi sarà. Nel nostro interesse e nell’interesse della collettività, ci aspettiamo una presa in carico della nostra situazione e una conseguente revisione del piano comunicatoci fino ad ora. Il disagio che stiamo vivendo ci porta a richiedere, in rispetto della nostra preparazione: comunicazioni ufficiali agli studenti, chiarezza e trasparenza nelle spiegazioni delle scelte intraprese dall’Università, valorizzazione della Sanità Ligure e della formazione dei futuri medici con stanziamento di nuovi fondi se necessario". 

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