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Davagna, 10 anni di carcere all'ex muratore che massacrò l'amica a colpi d'ascia

Si chiude con una condanna il processo a Remo Carbone, il 54enne accusato di avere brutalmente ucciso la 46enne Barbara Carbone nella sua abitazione di Piano Sella nel settembre del 2014

Il tribunale di Genova ha condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione Remo Carbone, il 54enne accusato di avere massacrato a colpi d’ascia la 46enne Barbara Carbone nella sua abitazione di via Piano di Sella, a Davagna, nell’entroterra genovese.

Il giudice per le udienze preliminari Massimo Cusatti, cui è stato affidato il processo con rito abbreviato, ha riconosciuto a Carbone la parziale infermità mentale e ha escluso l’aggravante della crudeltà, condannandolo anche al pagamento di una provvisionale di 20.000 e 10.000 euro da versare rispettivamente al padre e al marito della vittima, mentre eventuali altri risarcimenti danni saranno stabiliti in un giudizio separato.

I fatti risalgono al settembre del 2014: secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la sera del 13 settembre Barbara Carbone (che non aveva alcun tipo di parentela con il suo carnefice) era andata a trovare l’uomo nella sua casa di Davagna per portargli medicine e cibo, come spesso faceva per altri compaesani in difficoltà. Durante la serata però qualcosa è andato storto, perché Carbone, ex muratore seguito dalla Asl a causa dei suoi problemi psichici e di dipendenza dall’alcol, ha afferrato un’ascia e si è accanito contro Barbara colpendola alla testa, mettendo poi il suo corpo senza vita sul letto e cercando di darle fuoco.

Il suo cadavere semicarbonizzato è stato ritrovato la mattina dopo, quando il marito ha dato l’allarme non trovandola a casa. Carbone era stato immediatamente fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato, e a distanza di un anno è arrivata la condanna. Per quanto riguarda invece i reati di vilipendio e tentata distruzione del corpo, il gup ha trasmesso gli atti alla Procura perché vengano affrontati in un altro procedimento.

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