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Inchiesta corruzione, l'interrogatorio di Toti fissato al 23 maggio

Inizialmente sembrava che la data del colloquio dovesse essere fissata non prima della settimana del 27, ma da quanto si apprende è stato anticipato al 23 mattina, non si sa ancora se in procura o in altra sede

Sarà giovedì mattina, 23 maggio, l'interrogatorio davanti ai pm di Giovanni Toti, il presidente della Regione, sospeso perché ai domiciliari accusato di corruzione. Dopo l'interrogatorio di garanzia dello scorso 10 maggio, durante il quale Toti si era avvalso della facoltà di non rispondere, il suo legale Stefano Savi aveva dato la disponibilità in procura per un nuovo interrogatorio, una volta lette le carte.

Inizialmente sembrava che la data del colloquio potesse non essere fissata prima della settimana del 27 maggio, ma da quanto si apprende è stato anticipato al 23 mattina, non si sa ancora se in procura o in altra sede.

Nei giorni scorsi il procuratore capo Nicola Piacente era intervenuto in merito alla data della fissazione dell'interrogatorio, precisando che Toti "così come qualsiasi indagato, può presentare una memoria" o fare "spontanee dichiarazioni al Riesame". Quello davanti al pubblico ministero, aveva precisato Piacente, "non è un interrogatorio di garanzia" e dunque "non è obbligato a farlo". Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche l'interrogatorio sarebbe potuto slittare addirittura a dopo le europee.

Gli inquirenti in queste ore stanno provvedendo all'esame del materiale sequestrato a Toti il giorno dell'arresto, tra cui anche il cellulare, analizzato con un software già utilizzato nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi.

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