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Paura in piazza delle Erbe, crollano calcinacci dal soffitto della scuola

L'episodio ha interessato la scuola Garaventa-Don Gallo, inaugurata nel 2014, e al momento chiusa a causa dell'emergenza coronavirus. Non si registrano feriti

La chiusura imposta dall'emergenza coronavirus ha evitato che qualcuno restasse ferito. La scorsa notte la scuola Garaventa-Don Gallo in piazza delle Erbe è stata oggetto di distacco di cartongesso, cemento e calcinacci, finiti davanti all'ingresso dell'istituto, da dove normalmente passano gli alunni.

La scuola è una delle più recenti della città visto che è stata inaugurata nel 2014. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale. I detriti sono stati rimossi da una ditta, che stava svolgendo lavori all'interno dell'istituto ed è stata anche allertata l'impresa che aveva eseguito i lavori.

Avviati accertamenti per chiarire cosa sia esattamente successo e se ci siano eventuali responsabilià per quanto accaduto, ripetiamo, fortunatamente senza provocare danni a persone.

«La Scuola Garaventa-Don Gallo - dichiara Maurizio Natale, segretario provinciale Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Genova - ha subito gravi danni strutturali in conseguenza di un crollo sulla parte esterna dell'edificio. I genitori denunciano di avere fatto innumerevoli segnalazioni al Municipio Centro-Est, senza mai avere una risposta. Davanti a questi eventi, non possiamo che ribadire l'assoluta l'insensibilità delle istituzioni alle quali sono affidate le vite dei bambini che frequentano le scuole pubbliche, ribadisco pubbliche. Il Diritto allo Studio è sancito dalla nostra Costituzione, nonostante ciò abbiamo una giunta regionale che elargisce contributi alle famiglie che mandano i loro figli alle scuole private. Il Sindaco Bucci, ogni giorno ci propone una propaganda inaccettabile e lontana dalla realtà. La Genova Meravigliosa di Bucci è questa?  Una città abbandonata a se stessa, dove le periferie soffrono a causa dei disservizi, della mancanza di un progetto che renda partecipi i cittadini alla ricostruzione morale e fisica dei loro territori. Noi siamo convinti che solo attraverso il rispetto dei dettati fondamentali della nostra carta costituzionale, quali lavoro, sanità, diritto allo studio e antifascismo, si possa davvero ricostruire una società dove la giustizia sociale sia la sua stella polare. Sindaco - conclude Natale - ormai sono mesi che le chiediamo rispetto per la città di Genova e i suoi cittadini, lei è evidente che non conosce il significato della parola rispetto e questa è la vera sciagura che la nostra città sta vivendo. Non ci sarà mai pace senza giustizia sociale».

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