Crollo ponte Morandi, Cozzi: «Stato severo di degrado anche del moncone ovest»

Mentre Autostrade e Regione lavorano per la messa in sicurezza e successivo abbattimento del pilone 10, il moncone est compromesso dalla corrosione, la Procura di Genova intende fissare un incidente probatorio

Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi

Autostrade per l'Italia ha dato risposta positiva alla lettera inviata ieri mattina dal presidente di Regione Liguria e commissario per l'emergenza, Giovanni Toti, circa la messa in sicurezza e l'abbattimento del pilone 10 di ponte Morandi. La prima riunione tra la società concessionaria e la struttura commissariale per valutazioni di competenza si svolge oggi, giovedì 23 agosto, alle ore 18 presso la sede di Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova.

La Direzione di Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia ha reso noto che si è già attivata per le verifiche necessarie alla messa in sicurezza dell'area sottostante il pilone 10. La messa in sicurezza dell'infrastruttura verrà realizzata nei tempi tecnici strettamente necessari, nel rispetto delle indicazioni della Procura di Genova, ed è finalizzata alla successiva demolizione del pilone 10.

La relazione della commissione ispettiva del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sul crollo di ponte Morandi ha evidenziato gravi problemi: «si ritiene indispensabile evidenziare che dall'esame tecnico della documentazione progettuale emerge, con riferimento alla pila n. 10 sopravvissuta al crollo, uno stato di degrado dei materiali, ovvero della corrosione dei trefoli dei cavi di precompressione primarie secondari, di grado più elevato (4 su una scala di 5) rispetto a quello che era stato riscontrato nella pila n. 9 crollata, che risultava di livello 3».

Nel frattempo la 'zona rossa' resta inaccessibile anche ai soccorritori e gli sfollati non possono rientrare nelle loro case, neanche se accompagnati.

Toti: «Del ponte non resterà neanche un guard rail»

«C'è una questione di tempi, di modalità su cui i tecnici hanno più voce della politica. Ma la politica ha già detto chiaramente che di quel ponte non resterà neanche un guard rail, né dell'ala di levante, né di quella di ponente. Quel ponte nelle debite maniere, nei tempi che spero siano rapidi e in totale sicurezza per i cittadini, verrà completamente smantellato». Lo ha detto il governatore della Liguria, Giovanni Toti, durante la conferenza stampa convocata ieri sera nella sede della Regione per fare il punto sull'emergenza dopo il crollo di Ponte Morandi.

«I costi - ha sottolineato il governatore ligure e commissario delegato all'emergenza - sono certamente a carico di Autostrade che è il concessionario della tratta ed è l'unico interlocutore citato e autorizzato come tale per i lavori su quella tratta nell'ordinanza di protezione civile. Il commissario di protezione civile - ha spiegato Toti - si rivolge alla società perché fino a quando i percorsi scelti dal governo non arriveranno ad una definizione, se vi arriveranno, il concessionario è detentore di un bene pubblico che deve custodire, manutenere e metterlo in sicurezza. Ogni mia richiesta e ingiunzione che riguardi quel ponte oggi e la sua ricostruzione domani -ha concluso il governatore- va fatta ad Autostrade».

Il punto sull'inchiesta della Procura

Sarebbe ormai pronta una prima lista di indagati: nelle prossime ore gli interessati riceveranno i relativi avvisi. Si tratterebbe di una decina di persone fra tecnici di Autostrade, del ministero delle Infrastrutture e collaudatori dell'opera. L'iscrizione nel registro di alcuni nomi viene fatta in vista dell'incidente probatorio, "istituto che ha la funzione di anticipare l'acquisizione e la formazione di una prova durante le indagini preliminari purchè pertinente e rilevante: per l'assunzione di essa, infatti, non è possibile attendere sino al dibattimento".

Attraverso gli avvisi di garanzia, imposti da un'esigenza procedurale, gli interessati potranno partecipare all'incidente probatorio insieme a periti di parte. I nomi nominati dalla Procura sono stati già scelti: si tratta di Pier Giorgio Malerba, docente al Politecnico di Milano, e Renato Buratti di Genova. Ieri la Guardia di finanza, su richiesta del procuratore Cozzi, ha eseguito perquisizioni negli uffici di Autostrade per l'Italia di Genova, Roma e Firenze.

In mattinata il procuratore Cozzi ha fatto alcune rivelazioni importati: ha sottolineato che al momento non ci sono indagati e che non è stata fatta nessuna richiesta di incidente probatorio; inoltre ha chiarito che «è stato accertato uno stato severo di degrado anche del moncone del lato ovest di ponte Morandi, precedente al crollo del viadotto. Il grado di gravità del lato est è un risultato di una misurazione che era stata fatta dagli organi tecnici. Il grado considerato grave dall'altra parte è il risultato di una constatazione di oggi dei consulenti incaricati dalla Procura. I consulenti informeranno ad horas i pm perché siano avvisati organi competenti per la messa in sicurezza o l'abbattimento», ha concluso Cozzi.

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