Crollo Ponte Morandi, seconda notte di scavi: si continua a cercare

Soccorritori al lavoro ormai da tre giorni per cercare eventuali vittime tra macerie e lamiere e recuperare oggetti personali: sarebbero 38, secondo le ultime stime, i morti

Secondo risveglio senza più l’ormai familiare silhouette di Ponte Morandi per Genova: dopo l’ennesima nottata trascorsa a scavare tra macerie e lamiere, il bilancio delle vittime sarebbe di 38 identificate e una ancora non identificata, a cui si aggiungono una decina di feriti, di cui 2 gravissimi. Angelo Grattarola, responsabile del Dipartimento Interaziendale Emergenze (Diar) di Genova, ha confermato in mattinata che al San Martino sono ricoverate 6 persone, di cui una in condizioni molto gravi, mentre il Galliera sta gestendo tra i 3 e i 4 feriti, due in via di dimissioni. Al Galliera è ricoverata invece un'unica paziente, una donna in condizioni gravissime.

VIDEO | Angelo Grattarola illustra le condizioni dei feriti: «Due sono gravissimi»

In mattinata alle camere mortuarie dell'obitorio San Martino si sono avvicendati i parenti, sostenuti dagli psicologi dell'ospedale: sabato alla Fiera di Genova, nel padiglione Jean Nouvel, verranno celebrati i funerali di Stato alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, delle autorità e del cardinale Angelo Bagnasco, che officerà le esequie. Il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha confermato in mattinata che le indagini della polizia Giudiziaria sull'inchiesta procedono, aggiungendo che ci sarebbero ancora tra le 10 e le 20 persone disperse, e che la conta delle vittime è inevitabilemnte destinata a salire.

Durante il giorno, i soccorritori hanno utilizzato un martello pneumatico per demolire le macerie nel letto del Polcevera.

Nel tardo pomeriggio è stato reso noto che Comune e Arte mettono a disposizione 45 alloggi già pronti nell'immediato, più altri 300 appartamenti entro 2 mesi per poter sistemare gli sfollati.  

Viabilità, appartamenti, Protezione Civile: le novità di giovedì sera

Salvini e Rixi contro Autostrade: sospeso il pedaggio per le ambulanze

Nel primo pomeriggio di giovedì, dopo le dure parole del ministro dell'Interno Matteo Salvini e del sottosegretario alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, Autostrade per l'Italia ha annunciato la sospensione del pagamento del pedaggio per le ambulanze.

All'uscita del Monoblocco, dopo avere fatto visita a medici e feriti, Salvini aveva infatti lanciato un amareggiato appello ad Autostrade: «Invece che parlare di penali passino agli aiuti, si mettano una mano sul cuore e una sul portafogli, è una società che ha un utile di oltre un 1 miliardo di euro l'anno, e le nostre ambulanze e i nostri soccorsi stanno ancora pagando il pedaggio. Mi aspettavo lo facessero da subito. Prima facciano ammenda, poi riparleremo delle concessioni». Nel pomeriggio Salvini tornerà sul luogo della tragedia per «ringraziare tutti coloro che stanno lavorando, iniziando già a demolire le macerie. Entro l'anno conto di assumere altri 1.500 Vigili del fuoco per metterli nelle condizioni di poter lavorare». Anche Salvini ha confermato che il numero dei morti è destinato a salire.

Molto simile la lineqa adottata dal premier Conte e dal vicepremier Di Maio, che dopo il vertice in Prefettura e prima di ripartire alla volta di Roma hanno sottolineato l'intenzione di avviare la pratica per la revoca delle concessioni ad Autostrade, puntanto il dito contro l'ipotesi pagamento penali.

La tragedia e la solidarietà: come aiutare

Come stanno i feriti

Resistono e lottano per la vita, intanto, i feriti ricoverati negli ospedali cittadini. Al San Martino la donna di circa 75 anni intossicata dai fumi dell'incendio divampato nella sua abitazione a seguito del crollo del ponte sarà sottoposta a un nuovo ciclo di camera iperbarica, dopo quello effettuato due giorni fa.

Tra le notizie positive, l'identificazione di Marian Rosca, cittadino rumeno del 1982,come uno dei feriti portati sempre al San Martino. Inizialmente inserito tra le vittime, è invece vivo, anche se in gravi condizioni, e sta affrontando un grave trauma cranico e un trauma toracico, drenato,

Ulteriormente migliorate le condizioni di M. K., il 46enne cittadino della Repubblica Ceca, che presumibilmente sarà dimesso nei prossimi giorni dal Trauma Center, dov’è ora ricoverato.

G. A., il giovane genovese di 28 anni a cui sono state ridotte le fratture a spalla, bacino e colonna, è in condizioni stabili e si trova ricoverato in Subintensiva presso il Monoblocco.

Migliorano lentamente anche le condizioni di Y. N. 43enne ucraina, sottoposta a intervento chirurgico per ridurre una frattura esposta a una caviglia e una frattura alla colonna; è stubata, ricoverata in Rianimazione e ha parlato con gli psicologi dell'ospedale. Il marito, E. B., 34enne residente a Caserta, è stabile e potrebbe dover essere sottoposto a un intervento alla colonna cervicale.

Al Galliera è a oggi ricoverata una sola ferita, una donna che versa in condizioni critiche e che da ormai due giorni è ricoverata nel reparto Rianimazione, dove i medici stanno disperatamente tentando di stabilizzarla prima di riportarla in sala operatoria. Il resto dei feriti si trova al Villa Scassi.

La situazione degli sfollati

Sul luogo del crollo sono centinaia gli uomini impegnati nelle operazioni di scavo, cui si aggiungono tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e i volontari che si stanno occupando della gestione del sito e delle persone - oltre 600 - che dalla mattina di martedì 14 agosto, giorno del disastro, attendono di poter tornare nelle loro case, fatte evacuare per precauzione. 

Da Roberto a Samuele, da Camilla a Luigi: chi sono le vittime del crollo del Ponte Morandi

Il pilone immediatamente soprastante via Porro e via Pillak, infatti, così come il troncone di ponte rimasto in piedi, hanno dato pericolosi segni di cedimento, e nelle scorse ore pompieri e Protezione Civile hanno operato senza sosta per accompagnare ogni singolo sfollato negli appartamenti dei palazzi a rischio per recuperare effetti personali e animali domestici che erano stati costretti ad abbandonare. Intorno a mezzogiorno di mercoledì le spedizioni sono state sospese per qualche ora per ragioni di sicurezza - il cedimento pareva praticamente imminente - ma sono poi riprese nel primo pomeriggio. 

Gli sfollati hanno trascorso la notte da amici, parenti e negli alberghi che hanno stipulato la convenzione con il Comune di Genova (sono 11 i civici inseriti nella “zona rossa”), che ha allestito all’interno del centro civico Buranello, a Sampierdarena, un centro di accoglienza attivando 24 ore su 24 il numero telefonico 010.65981. Chiunque sia rimasto senza abitazione, ha reso noto il Comune, può rivolgersi al centro per essere preso in carico dagli operatori e sistemato in collocazioni provvisorie in attesa di soluzioni abitative di lungo periodo: le case non potranno più essere abitate, hanno confermato le istituzioni cittadine.

Comune di Genova e Arte stanno inoltre predisponendo un elenco di appartamenti che saranno disponibili da lunedì 20 agosto per le famiglie rimaste senza alloggio, con priorità per i nuclei con anziani, minori e disabili. Sarà presto pronto un ulteriore elenco di 300 abitazioni di proprietà pubblica su cui realizzare interventi di manutenzione da finanziare attraverso una richiesta al Governo. Anche il presidente della Regione, Giovanni Toti, in mattinata ha confermato che «già nei prossimi giorni ci saranno 30 case disponibili per gli sfollati a causa del ponte Morandi. Altre cento arriveranno più tardi ma l’impegno è di dare una casa a tutti entro la fine dell’anno». 

Crollo Ponte Morandi: mobilità, treni straordinari e i servizi speciali Amt

Genova incognita viabilità: corsie gialle gratis e bus gratuiti per i soccorritori

E proprio dal premier Giuseppe Conte, a Genova insieme con il vicepremier Luigi Di Maio e i ministri Danilo Toninelli e Matteo Salvini, è arrivata la firma sulla richiesta dello Stato d’Emergenza per 12 mesi avanzata dal governatore ligure Giovanni Toti e sullo stanziamento dei primi fondi, 5 milioni di euro per realizzare gli interventi urgenti.

Tra le priorità c’è, ovviamente, la rimozione delle macerie dal greto del Polcevera, anche alla luce di eventuali temporali e del rischio alluvionale, e la realizzazione di infrastrutture alternative per sbloccare la viabilità. Senza il viadotto dell’A10, infatti, Genova si ritrova di fatto tagliata a metà, divisa dall’estremo ponente e isolata dal resto della regione e da quelle limitrofe. Enormi disagi si prevedono anche per il porto, l’aeroporto e le aree industriali del ponente. 

Il Comune in una nota ha comunicato che sino alla mezzanotte di domenica 19 agosto sarà possibile passare sulle corsie gialle del trasporto pubblico senza incorrere in multe (su tutto il territorio cittadino) e che i mezzi Amt saranno gratuiti per tutti i soccorritori: «Tutti i volontari della Protezione Civile in divisa, impegnati nelle operazioni di soccorso, possano viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi Amt della rete cittadina. Entro domenica, l’eventuale passaggio sulle corsie gialle verrà regolamentato, zona per zona, con una apposita ordinanza. Si cercherà di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici per evitare disagi».

Autostrade ha comunicato i seguenti percorsi alternativi:

- Chi da Savona è diretto a Genova o Livorno può utilizzare la A26 Genova-Gravellona Toce, successivamente la D26 Diramazione Predosa Bettole e la A7 Milano-Genova in direzione Genova. 

- Chi da Livorno e Genova è diretto a Savona, può percorrere la A7 Milano-Genova, seguire le indicazioni per la D26 Diramazione Predosa-Bettole per poi immettersi sulla A26 Genova-Gravellona Toce in direzione Genova e proseguire per Savona.

- Coloro che sono diretti al porto di Genova e provengono da Milano o Livorno, possono percorrere la A7 Milano-Genova ed uscire a Genova ovest, percorso inverso per chi dal porto è diretto verso Milano o Livorno.

- L’aeroporto di Genova è raggiungibile dalla A10 utilizzando l'uscita di Genova Aeroporto per chi proviene da Ventimiglia; invece chi proviene da Milano o Livorno deve uscire a Genova ovest sulla A7 

- Per le lunghe percorrenze, dal Frejus/Traforo del Monte Bianco verso il corridoio Tirrenico si consiglia la A21 Torino-Piacenza-Brescia proseguire in A1 verso sud per poi percorrere la A15 Parma-La Spezia percorso inverso in direzione Frejus e Traforo del Monte Bianco.

- Chi da Ventimiglia è diretto verso il corridoio Adriatico può percorrere la A10 fino a Savona, proseguire sulla A6 Torino-Savona e successivamente sulla A21 Torino-Piacenza-Brescia e quindi a seconda della destinazione percorrere la A4 Torino-Trieste, o la A1 Milano-Napoli e quindi la A14 Bologna-Taranto.

Ponte Morandi, il giorno dopo: salgono le vittime, si continua a scavare

Sia Conte sia Toninelli e Di Maio, a margine dei vari incontri in Prefettura, dei sopralluoghi e del Consiglio dei ministri straordinario, hanno puntato il dito contro Società Autostrade per il crollo, chiedendo la revoca della concessione. La replica è arrivata in serata, con l’assicurazione che la ricostruzione sarebbe possibile in 5 mesi: «In relazione all’annuncio dell’avvio della procedura di revoca della concessione, Autostrade per l’Italia si dichiara fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi - ha scritto la società in una nota - una fiducia che si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali. Peraltro non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo.  Autostrade per l’Italia sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree».

Per quanto riguarda il servizio autostradale di Atp Esercizio, attualmente tutti i servizi autostradali provenienti da Nervi (Levante) dai Giovi (entroterra Genova) utilizzano l'uscita di Genova Ovest. Per quanto riguarda le linee di ponente, le linee del Gruppo C in arrivo dal Ponente Genovese (Varazze, Cogoleto, Arenzano) sono limitate a Genova Voltri. Anche le linee dalla valle Stura del Gruppo F sono attestate a Voltri. Mentre le linee della Valle Scrivia che utilizzano il percorso autostradale transitano attraverso lo svincolo di Genova Ovest (Arquata Scrivia, Isola del Cantone, Busalla, Mignanego, Valbrebenna, Crocefieschi, Montoggio, Casella, Savignone e Vobbia). Il servizio Airport Shuttle dal Tigullio prosegue utilizzando parte di percorso urbano genovese: corso Aurelio Saffi, via Gramsci, via di Francia, via Lungomare Canepa, strada a mare "Guido Rossa" e Cornigliano. I tempi di percorrenza verranno a questo modo prolungati di una trentina di minuti.

Vista la tragedia immane, con l’intenzione di non produrre ulteriori disagi alla circolazione ferroviaria, che deve costituire asse portante della mobilità cittadina, i sindacati hanno sospeso lo sciopero del personale della manutenzione rotabili proclamato per il 7 settembre 2018, pur confermando le motivazioni che lo hanno determinato.

Case a rischio abbattimento, si indaga sulle cause del crollo

Sempre mercoledì, il sindaco Marco Bucci ha espresso forti dubbi sulla possibilità, da parte dei residenti di via Porro e di via Fillak, di rientrare nelle loro case, a prescindere dalla ricostruzione: «Quelle casa non si possono salvare perché sono sotto a un ponte che potrebbe essere abbattuto: ho seri dubbi che possano essere mantenute - ha detto il primo cittadino - Ci prenderemo cura degli sfollati, è la nostra priorità numero uno. Ai cittadini sarà data una casa nuova».

In attesa di scoprire le misure adottate dalle autorità, sul sito del disastro, definito «fortemente a rischio», hanno accesso soltanto i Vigili del fuoco, in particolare il personale Usar (Urban Search & Rescue), formato per la ricerca tra le macerie, affiancati da una quarantina di unità cinofile - composte da cane e conduttore - che lavorano su quattro zone: argine destro, argine sinistro, greto del Polcevera e la parte tra la campata e il pilone crollato.

Le modalità di ricerche sono quelle adottate a livello internazionale: le unità cinofile esplorano le macerie, e nel momento in cui i cani annusano odori riconducibili a essere umani abbaiano. In quei casi interviene il personale Usar, che inizia a scavare nel punto indicato dall'animale in cerca di vittime. La speranza dei soccorritori è ancora quella di assistere a un miracolo e riuscire a estrarre superstiti dalle macerie, complice il fatto che i lastroni di cemento potrebbero avere creato cavità abbastanza ampie da garantire un minimo margine di sopravvivenza.

Proseguono inoltre i rilievi della polizia Scientifica e della Giudiziaria, incaricata di raccogliere materiale per il fascicolo aperto dalla Procura di Genova: la magistratura, come confermato dal procuratore capo Francesco Cozzi, che mercoledì ha effettuato un sopralluogo, indaga per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Sotto accusa i tiranti di Ponte Morandi, i cavi d’acciaio inseriti all’interno di colate di cemento inventati proprio dal suo ideatore, Riccardo Morandi.

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