Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Sampierdarena / Via Walter Fillak

Crollo Morandi, gli sfollati in procura. Ancora incerti i tempi dei monitoraggi

Il procuratore capo Francesco Cozzi ha incontrato i rappresentanti dei comitati che includono chi è rimasto senza abitazione. Ancora poche risposte certe su quando sarà possibile rientrare nelle case

Un incontro chiarificatore, finalizzato ad aggiornare anche chi è rimasto senza la propria abitazione sugli sviluppi dell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi: il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, ha incontrato in mattinata alcuni membri del comitato degli sfollati di via Porro, informandoli sulle motivazioni - di fatto procedurali - che hanno portato alla loro esclusione dall’incidente probatorio, fissato al 25 settembre per l’assegnazione dell’incarico ai periti.

«Abbiamo ritenuto opportuno convocare i due rappresentanti delle famiglie che sono state costrette a lasciare le loro abitazioni perché in zona rossa per due motivi - ha spiegato Cozzi - Il primo è spiegare in anticipo che, siccome la legge prevede la partecipazione delle sole parti offese all’incidente probatorio, quelle danneggiate non vengono convocate. Alla procedura parteciperanno dunque, oltre alla procura stessa, agli indagati, ai loro avvocati e ai rispettivi periti, soltanto i parenti delle 43 vittime. Chi è rimasto senza casa ha però tutti i diritti di esercitare azione civile e penale per i danni che hanno subito e che stanno subendo».

Ponte Morandi, i vigili del fuoco posizionano i sensori | Video

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata a chiarire in cosa consisterà esattamente l’incidente probatorio, quantomeno il primo: un approfondimento sullo stato del ponte, che richiederà dai 30 ai 60 giorni a seconda dei tempi necessari ai periti, che non inciderà però sul loro ritorno nelle case per recuperare i loro effetti personali. Sono infatti i monitoraggi eseguiti attraverso i sensori che hanno iniziato a venire posizionati nel corso del weekend a fornire gli unici dati necessari a Comune, Regione e Protezione Civile per stabilire la ripresa delle operazioni di recupero.

Proprio sulle tempistiche dei monitoraggi, a oggi non è ancora possibile fornire informazioni certe. In totale sono tra i 200 e i 300 i sensori e le sonde da posizionare su tutti i piloni del ponte, lato Est e lato Ovest, strumenti che la Regione ha ordinato alle ditte selezionate (che già si occupano della fornitura dei sensori per il torrente Bisagno) e poi affidato al Comune e agli uffici tecnici coordinati dall’ingegnere Stefano Pinasco, membro della commissione di Tursi predisposta alla gestione dell’emergenza Morandi. 

Al sindaco Marco Bucci, e solo a lui, spetta il compito di stabilire se e quando gli sfollati potranno rientrare nelle loro case, un valutazione delicata e complessa vista l’area ad alto rischio per cui Bucci si affiderà alle relazioni dei tecnici. Relazioni che saranno esaustive soltanto nel momento in cui tutti i sensori saranno installati e i dati inizieranno ad arrivare a cadenza quotidiana, fornendo un esatto quadro della stabilità del ponte. Il verdetto dipende dunque dalla rapidità - sicurezza per i vigili del fuoco permettendo - con cui i sensori verranno installati e con cui i dati verranno elaborati: impossibile, sostengono al momento fonti vicine alla commissione tecnica, dare tempi certi, anche per evitare di alimentare aspettative che potrebbero non venire rispettate.

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