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Morandi, il progetto di Autostrade arriva a Bucci: 9 mesi (con penali) per la ricostruzione

Aspi ha consegnato la documentazione lunedì, confermando quanto anticipato nelle ultime settimane: il nuovo viadotto potrebbe essere costruito in meno di un anno

Autostrade per l’Italia tira dritto, e torna ad assicurare al commissario per la ricostruzione Marco Bucci di essere in grado di ricostruire il viadotto sul Polcevera entro 9 mesi.

Dopo le indiscrezioni degli ultimi giorni, è infatti arrivata la conferma della consegna del progetto che Aspi ha messo a punto per il ponte che prenderà il posto del Morandi: la documentazione è arrivata al sindaco e commissario Bucci nella serata di lunedì, e al momento non può fare altro che giacere virtualmente vicino alle altre proposte inviate. 

Il decreto Genova, infatti, parla chiaro: Autostrade per l’Italia è fuori dalla ricostruzione (che dovrà limitarsi a finanziare), e con lei tutte le società a lei collegate, insieme con le altre concessionarie di strade a pedaggio. E se su quest’ultimo punto il governo sta lavorando per apportare modifiche in fase di conversione, sulla partecipazione di Autostrade alla ricostruzione da Roma non arriva il minimo segno di retromarcia.

Come anticipato nei giorni scorsi, il progetto di Autostrade si basa su un ponte costruibile in 9 mesi dall’ok al progetto, con penali nel caso in cui i tempi non venissero rispettati. Aspi ha inoltre sottolineato la disponibilità a sviluppare anche altri progetti alternativi, come per esempio quello di Renzo Piano. Bucci al momento non può però prendere alcun tipo di decisione: la demolizione e la ricostruzione del ponte sono vincolate non solo ai tempi del decreto Genova, ma anche a quelli della magistratura, che deve dissequestrare quanto resta del Morandi e non può farlo sino al completamento dell'incidente probatorio.

Bucci: «Non commento i progetti, ma sono aperto a tutto»

«Ho ricevuto il progetto di Autostrade, ma non l'ho ancora visto - ha detto Bucci a margine degli Stati Generali dell'Economia a Certosa - Anche se lo avessi visto non potrei fare commenti: sono arrivati molti progetti. Non posso esprimermi perché c'è una commissione tecnica preposta a farlo. Teoricamente, come commissario potrei anche stravolgere il loro parere e decidere io, ma intendo avvalermi della loro competenza. Noi manderemo delle lettere d'invito, quindi ci sono progetti che stanno arrivando senza invito e altri che arriveranno su invito, le valutazioni le faremo alla fine». E sul contribuito di Autostrade, pur ribadendo il diktat del governo, il commissario ha aggiunto: «Lascio sempre tutte le porte aperte, non ne chiudo mai una: alla fine cercheremo di fare la scelta migliore».

Il commissario sta quindi lavorando per essere pronto a partire non appena arriveranno le autorizzazioni: oltre a prevedere case in zona rossa potenzialmente vuote (o comunque svuotate degli oggetti di valore degli sfollati) entro dicembre, sta mettendo insieme un team di esperti che lavoreranno al progetto e lo affiancheranno nell'opera di demolizione e ricostruzione: «Adesso è ora di mettersi a lavorare - aveva detto Bucci a margine dell'inaugurazione di RistorExpo - stiamo lavorando insieme con il governo e i consulenti tecnici che stiamo mettendo insieme per fare un ponte di altissima qualità e nel più breve tempo possibile».

Il commissario sul rischio infiltrazioni mafiose: «Agiremo nel pieno dirspetto del codice Antimafia»

Il sindaco è quindi intervenuto anche sul tema sollevato nei giorni scorsi dal presidente di Anac, Raffaele Cantone, che ha fatto riferimento all'assenza del divieto esplicito, nel decreto Genova, di agire in deroga al codice Antimafia da parte del commissario.

«Considerata la discussione che si è creata sulla parte del decreto che prevede deroghe al Codice antimafia, voglio specificare che la nostra volontà è quella di mantenere tutte le deroghe previste nel decreto Genova e di adottare tutte le azioni necessarie per evitare infiltrazioni mafiose nei cantieri». 

«Lavoreremo per garantire pienamente gli effetti della normativa antimafia senza appesantire le procedure con adempimenti eccessivamente documentali o burocratici - ha chiarito Bucci - che, pur validi nelle condizioni normali, potrebbero rallentare la ricostruzione del ponte».

Inchiesta crollo, nuovi interrogatori

In attesa di aggiornamenti sulla ricostruzione, prosegue anche l'inchiesta sul crollo del Morando. Martedì in tribunale sono state ascoltate altre persone considerate informate sui fatti: si tratta di Assunta Luisa Perrotti, capo dipartimento del ministero delle Infrastrutture, e di Fabio Brancaleone, ingegnere della Edingegneria, società che fece uno studio per Autostrade nel 2017. 

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Meglio un nuovo ponte fatto da Autostrade in tempi brevi o aspettare di più ma tenere la società fuori dalla ricostruzione?

Dopo il crollo di ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, provocando 43 vittime, ci si interroga su chi dovrà occuparsi di costruire il nuovo ponte



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