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Crollo in galleria sull'A26, aperta nuova inchiesta per disastro colposo

Sospesi i due ispettori di Spea che hanno certificato la sicurezza della Bertè, dal primo gennaio la società non è più incaricata dei controlli

Si allarga sempre di più l’inchiesta sulla gestione della rete autostradale in Liguria. Dopo il crollo di parte della volta della galleria Berté, sull’A26, avvenuto lo scorso 30 dicembre, la procura di Genova ha aperto un nuovo fascicolo per disastro colposo che riguarda lo stato delle gallerie. 

Al momento il fascicolo è contro ignoti e la procura avrebbe acquisito le relazioni di servizio della Polizia stradale e disposto l’analisi del materiale crollato, subito sequestrato, che sarà sottoposto al vaglio di tecnici nominati dalla procura. Sale dunque il numero delle inchieste nate da quella più ampia aperta con il crollo del Morandi: oltre che sulla tragedia del 14 agosto 2018, i magistrati indagano anche sullo stato dei viadotti, sulle barriere fono-assorbenti e adesso sullo stato delle gallerie.

Autostrare, cessato contratto con Spea. Sospesi due ispettori

Spea, intanto, ha sospeso i due ispettori che nel corso del 2019 hanno effettuato i controlli nella galleria Berté. Autostrade per l’Italia, convocata d’urgenza al Ministero dei Trasporti dopo il crollo della volta del tunnel (che resta chiuso, con salto di carreggiata e una sola corsia di transito per consentire la circolazione sull’A26), aveva riferito alla ministra Paola De Micheli che la galleria «aveva recentemente superato positivamente e senza criticità le verifiche condotte dalla società di controllo Spea», come sottolineato nella nota diffusa dal Mit il 31 dicembre, a margine della riunione.

Proprio Spea, dal 1 gennaio, non è più la società incaricata di effettuare i controlli sulla rete autostradale. Aspi ha revocato il mandato, che verrà affidato a una società esterna scelta tramite gara.

Nel corso della stessa riunione, De Micheli ha inoltre chiesto ad Aspi di ridurre da tre a due mesi i tempi di verifica di tutte le autostrade e le gallerie gestite dal concessionario e di aumentare il numero di squadre e di personale impegnato per velocizzare i tempi di una prima tornata di verifiche. È stato inoltre istituito un osservatorio tecnico che si riunirà ogni 10 giorni nella sede del Ministero per verificare che venga rispettato il cronoprogramma presentato dal concessionario sui controlli effettuati e da verificare. 

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