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Crollo viadotto sull'A6, i parenti delle vittime del Morandi: «Come tornare indietro di 15 mesi»

Egle Possetti, presidentessa del comitato e sorella di Claudia, una delle 43 persone morte il 14 agosto 2018, dà ancora una volta voce al tormento di chi nella tragedia ha perso un familiare o una persona cara

Una ferita che mai si rimarginerà, nuovamente aperta nel vedere lo squarcio che spicca sull’autostrada A6, tra Savona e Altare, dopo il crollo di parte del viadotto “Madonna del Monte”, gestito dal gruppo Gavio: i parenti delle vittime del crollo del ponte Morandi, domenica pomeriggio, si sono sentiti trascinare indietro di oltre un anno, a quel maledetto 14 agosto 2018, quando le loro esistenze sono cambiate per sempre. 

Questa volta, fortunatamente, di morti e feriti non ce ne sono stati, ma è inevitabile che la mente corra alle 43 vite strappate dal gigante crollato nel Polcevera, soprattutto quella di chi a quelle 43 persone era legato: «Per pura casualità e per immensa fortuna non sono decedute altre persone innocenti - è la riflessione di Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo Vittime del ponte Morandi e sorella di Claudia, una delle vittime - non ci sono altri famigliari sprofondati nel dolore. I cittadini devono essere protetti, solo con la prevenzione seria, come abbiamo più volte ribadito possiamo eliminare tutte le tragedie evitabili».

E se non ci sono stati morti e nemmeno feriti è stato anche merito di Daniele Cassol, l'uomo ritratto nella foto con le braccia allargate, che ferma tutti i mezzi che lo precedono dopo essersi trovato davanti al baratro, un'immagine che rimanda al noto camion "Basko" rimasto sull'orlo del precipizio nella tragedia di Ponte Morandi. "Ero in fase di sorpasso - ha spiegato l'uomo all'Ansa - , ho visto una persona che sbracciava e ho pensato avesse qualche malore. Mi sono voltato e ho visto tutto nero, il viadotto non c'era più. Dietro di me arrivava un pullman con decine di persone, per fortuna siamo riusciti a fermarlo".

VIDEO A6, Il crollo del viadotto visto dall'elicottero

Il crollo del viadotto sull’A6, al momento, sembra avere almeno una causa accertata: il cedimento di un costone della montagna sovrastante, che ha investito il pilone e ha fatto crollare la carreggiata lato monte. Numerosi esperti nelle ultime ore stanno dibattendo sulla modalità con cui il viadotto è stato costruito - un pilone posizionato in un canalone -ma in attesa degli accertamenti tecnici e del sopralluogo della ministra De Micheli, quanto accaduto domenica riaccende il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture del territorio. 

Crollo viadotto A6, automobilisti sul ciglio della voragine. Video

«Vogliamo un impegno serio del nostro governo e del parlamento affinchè il nostro paese sia messo in sicurezza dal rischio infrastrutture, idrogeologico, sismico, ed ogni viaggio non diventi una roulette russa», prosegue Egle Possetti, che dà voce al pensiero di tutti i parenti delle vittime del Morandi e a chi ancora oggi fa i conti con un’esperienza traumatica che lo ha cambiato per sempre: «Per noi ieri è stato come tornare indietro di 15 mesi e ci ha lasciati ancora una volta senza fiato. Tante associazioni di famigliari deceduti per assurde tragedie aspettano un segno di inversione di rotta e di navigazione verso la giustizia»

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