Tentato omicidio di Crocefieschi, appello per i cani della vittima in canile

Sono ancora critiche le condizioni del 57enne aggredito a colpi di pistola la sera dell'Epifania. Il padre è stato trasferito in una casa di riposo, e il maschio e la femmina di corso sono stati affidati al Monte Contessa

Restano gravi le condizioni di Giancarlo Bondanza, il 57enne di Crocefieschi aggredito a colpi di pistola nella tarda serata dell’Epifania nel casolare che divide con l’anziano padre, Francesco, in località Vallegge. L’uomo, in coma farmacologico dopo un intervento urgente per rimuovere un proiettile dalla testa, resta sedato, e i medici dell’ospedale San Martino dubitano di essere in grado di risvegliarlo nei prossimi giorni. 

Bondanza, anche se non più in pericolo di vita, non sarebbe infatti abbastanza stabile da poter riprendere conoscenza, e da parte dell’equipe che lo segue ormai da quasi dieci giorni arrivano forti preoccupazioni anche per gli strascichi che il colpo di pistola che lo ha raggiunto al volto potrebbe avere sulla sua salute. 

Una preoccupazione condivisa dai carabinieri della compagnia di San Martino, che stanno indagando su quanto accaduto insieme con gli uomini del Nucleo Investigativo: la testimonianza del 57enne è fondamentale per ricostruire i momenti che hanno preceduto l’aggressione, ma soprattutto per dare una volto a chi ha impugnato la pistola e fatto fuoco. Il padre novantenne di Bondanza, infatti, non è stato in grado di fornire dettagli nonostante l’incontro “scontro” con l’aggressore che si dava alla fuga dopo lo sparo, e la casa più vicina alla cascina si trova a circa 150 metri in linea d’aria.

La testimonianza di un vicino, che ha sostenuto di avere visto i fari di un’auto, è ancora al vaglio, così come alcuni sms che Bondanza avrebbe ricevuto nelle ore precedenti all’aggressione, tutti incentrati su richieste di soldi conseguenti ai debiti che l’uomo, disoccupato, aveva contratto con altri abitanti della vallata. Questioni economiche che, secondo gli investigatori, sarebbero quasi certamente alla base dell’aggressione, commessa molto probabilmente da qualcuno atteso e conosciuto dalla vittima, come dimostrerebbe la sua decisione di chiudere i due cani in un recinto.

E proprio i due cani di Bondanza, un maschio e una femmina di razza corso, nei giorni scorsi sono stati trasferiti al canile di Monte Contessa perché rimasti soli nella cascina dopo che il padre del 57enne, rimasto solo e molto anziano, è stato trasferito nella locale casa di riposo da alcuni parenti. A chiamare le Guardie Zoofile sono stati alcuni vicini, dopo giorni in cui sentivano gli animali abbaiare. Sul posto è intervenuto Gian Lorenzo Termanini, capo nucleo operativo, che ha verificato le condizioni degli animali, “docili e ben tenuti”, e che ha stabilito il trasferimento nella speranza che il padrone possa presto risvegliarsi e tornare a casa con loro, o che qualche parente o amico di famiglia decida di occuparsene.

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