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Immagine di repertorio

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Decapitato nei boschi, sospetti su tre persone

La convinzione dei carabinieri e del sostituto procuratore è che l'ex infermiere di 68 anni è stato ucciso e non è morto per un incidente. I primi sospetti erano nati dopo l'ispezione del cadavere da parte del medico legale

I carabinieri hanno messo a punto una prima ricostruzione dell'omicidio di Albano Crocco, trovato cadavere ieri sera in località Craviasco nel comune di Lumarzo. L'ex infermiere di 68 anni è stato gettato in fondo a una scarpata dopo che gli hanno sparato con un fucile da caccia a pallini alle spalle, all'altezza del collo. Poi gli è stata tagliata la testa, probabilmente con un macete o un grosso coltello.

Gli investigatori hanno ricostruito la scena in base alle tracce di sangue ritrovate. Il corpo privo di vita è poi stato trascinato per un centinaio di metri e spinto nel vuoto. Le ricerche della testa del pensionato si sono interrotte nel primo pomeriggio di oggi quando le squadre dei vigili del fuoco e del soccorso alpino sono rientrate.

I carabinieri hanno ascoltato diverse persone, che abitano in zona, fra cui amici e parenti della vittima e alcuni cacciatori, sorpresi in passato armati nei boschi in periodi in cui l'attività venatoria era vietata. Il colpo è stato sparato all'indirizzo del pensionato da vicino, segno che a premere il grilletto potrebbe essere stato qualcuno che era con lui.

Al momento ci sarebbero tre sospettati, due amici e un parente. Negli ultimi tempi Crocco avrebbe avuto diverbi con persone a lui vicine. Il delitto ha provocato sgomento nella valle e non solo. Le indagini proseguono a ritmi serrati per cercare di dare un nome all'assassino.

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