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L'arrestato

L'arrestato

Trafficante internazionale di cocaina, tradito dalle foto ai Caraibi postate su Facebook

A tradire Danbilo De Bonis sono state alcune foto al mare dei Caraibi, postate su facebook. era latitante dal 2013. Le accuse sono omicidio aggravato e importazione di sostanze stupefacenti in concorso

Il 4 ottobre, su un'isola caraibica della Repubblica di Costa Rica, agenti della locale polizia hanno arrestato ai fini estradizionali, Danilo De Bonis, nato a Cagliari nel 1967, pregiudicato, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Genova per i reati di omicidio aggravato e importazione di sostanze stupefacenti in concorso.

L'uomo, latitante dal 2013, è stato localizzato grazie alle indicazioni fornite dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Genova, tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, all'Ufficio Interpol di San José (Repubblica di Costa Rica).

Le indagini condotte dal personale della Sezione Antidroga hanno preso avvio dalla morte di Salvatore Ramponi, marittimo genovese di 37 anni, avvenuta il 20 ottobre 2011. Durante il viaggio di ritorno in aereo dal Costa Rica, l'uomo era deceduto a causa di un'overdose provocata dalla rottura di uno dei 90 ovuli nascosti nelle cavità naturali, contenenti complessivamente circa 500 grammi di cocaina.

In particolare, a seguito dei gravi elementi di responsabilità raccolti, Danilo De Bonis è stato individuato quale procacciatore in Costa Rica nonché quale venditore di consistenti quantitativi di cocaina ai componenti di un gruppo criminale attivo nello spaccio a Genova, facente capo al pregiudicato Francesco Raschellà, nato a Catanzaro nel 1974 ma da tempo residente a Genova, arrestato nel 2013 con altri otto complici.

Ramponi svolgeva per il gruppo ruolo di corriere 'ovulatore' insieme a una ragazza genovese residente nel ponente cittadino che, nel corso delle indagini, era stata arrestata all'aeroporto di Newark nello Stato del New Jersey nel dicembre del 2011, due mesi dopo il decesso di Ramponi, mentre trasportava 500 grammi di cocaina in una borsa da viaggio con doppiofondo.

A tradire De Bonis alcune sue foto al mare dei Caraibi, postate su facebook, utilizzando account 'coperti', ovvero a lui non riconducibili, ma individuati dagli agenti della Squadra Mobile.

Francesco Raschellà è stato condannato, in sede di giudizio abbreviato, a sei anni di reclusione e 24mila euro di multa per il reato di importazione di sostanze stupefacenti dal Sudamerica, nonché a una condanna, in sede di patteggiamento, a tre anni di reclusione e 16mila euro di multa per il reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti conseguente al suo arresto in flagranza, avvenuto il 28 marzo 2012 dagli agenti della Squadra Mobile di Genova, in quanto sorpreso in possesso di 100 grammi di cocaina – acquistata a Milano - al momento del suo controllo nei pressi del casello autostradale di Genova Ovest.

Riguardo all'imputazione di omicidio aggravato a carico di Raschellà in concorso con De Bonis per la morte del 'corriere' Salvatore Ramponi, poi riqualificata dal giudice per l'udienza preliminare nel reato di morte quale conseguenza di altro delitto, era stato dichiarato il non doversi procedere perché il Ramponi era morto su un volo e dunque di fatto non su suolo italiano. A fronte di tale pronunciamento il pm Biagio Mazzeo ha proposto appello.

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