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Concordia: stop alle autopsie su otto corpi compresa piccola Dayana

I legali di uno degli indagati costringono la procura di Grosseto a interrompere gli esami del dna su otto vittime del naufgragio, compresa la piccola Dayana. La compagnia fa sapere di dissociarsi da questa linea legale

Nell'ambito dell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia, Costa Crociere «si dissocia fermamente» dalla linea difensiva seguita dal legale di uno degli indagati, in seguito alla quale la Procura di Grosseto è stata costretta a fare interrompere le autopsie disposte su otto salme recuperate dalla Concordia.

L'opposizione del legale ha costretto la Procura di Grosseto a disporre l'interruzione delle autopsie su otto cadaveri ripescati dalla nave, tra cui quelli della piccola Dayana e di due passeggeri francesi, la coppia Mylene e Mickael.

In questo modo è impossibile risalire attraverso il dna alla assoluta certezza della loro identità, e per questo i familiari di Mylene e Mickael si sono detti indignati e addolorati. Oggi Costa Crociere ha preso le distanze da questa linea difensiva. «Costa Crociere - sottolinea la società in una nota - si dissocia fermamente da questa iniziativa, di cui non è dato comprendere il motivo e tantomeno l'utilità nell'ambito dell'inchiesta. L'avvocato in questione - precisa la Compagnia - non è uno dei professionisti suggeriti da Costa Crociere per la difesa dei propri ufficiali» (Ansa).

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