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Atteso in procura

Inchiesta corruzione, Toti: "Denaro accreditato con metodi tracciabili"

Al termine dell'interrogatorio, durato quasi nove ore, Toti ha presentato una memoria difensiva di 14 pagine

Si è concluso dopo quasi 9 ore l'interrogatorio del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nella caserma della Guardia di Finanza di Molo Giano nel porto di Genova. Il governatore ligure, da più di due settimane agli arresti domiciliari nell'ambito della maxi inchiesta della Procura di Genova sulla corruzione in Liguria, avrebbe risposto a tutte le domande dei pm Federico Manotti e Luca Monteverde.

Al termine dell'interrogatorio Toti ha presentato una memoria difensiva. Nel documento di 14 pagine il governatore ligure spiega il suo operato. "Nel mio percorso politico - scrive - ho sempre perseguito l'interesse pubblico il quale è il fine unico e ultimo della mia azione politica".

"La mia azione politica è sempre stata tesa alla tutela della dignità e del lustro della Regione e delle sue istituzioni", e "ogni intervento a favore delle iniziative economiche è stato pubblico" e "anche ogni dazione di denaro è avventa nella massima trasparenza", si legge ancora nella memoria.

"Ogni dazione di denaro è stata accreditata con metodi tracciabili e rendicontata. Del pari tutte le spese sostenute (sia a sostegno della mia attività politica come leader della lista Toti presente in Consiglio regionale e in molte amministrazioni municipali, sia per sostenere sindaci, liste e candidati collegati e coerenti alla linea politica della lista Toti, sia per quanto riguarda le iniziative della coalizione di governo) sono stati rendicontati e pubblicizzati in termini di legge e anche oltre. I bilanci e i rendiconti sono stati (e sono ancora) pubblicati sui siti internet delle organizzazioni politiche a mio sostegno" sottolinea Toti.

"Ogni euro incassato ha avuto una destinazione politica: nessun contributo ha prodotto arricchimento o utilità personale a me, agli altri appartenenti al mio partito o a terzi privati" rimarca Toti. "E proprio per fugare ogni minimo possibile sospetto e garantire massima trasparenza e possibilità di controllo, particolare attenzione è stata posta nel separare ogni aspetto economico della mia vita privata da qualsiasi attività economica legata alla politica, tanto da separare anche i conti correnti personali ed utilizzare per l’attività politica esclusivamente conti dedicati e 'trasparenti', con strumenti di accredito e spesa tracciati, tracciabili e sempre rigorosamente documentabili", conclude il governatore.

A chiedere di essere interrogato è stato lo stesso Toti, tramite il suo avvocato Stefano Savi, l'incontro inizialmente era stato fissato per la prossima settimana, ma nelle ultime 24 ore è arrivato l'ok della procura ad anticipare l'interrogatorio. Il presidente della Regione era stato chiamato a fornire la propria versione già lo scorso 10 maggio durante l'interrogatorio di garanzia davanti alla gip Paola Faggioni, ma in quell'occasione Toti si era avvalso della facoltà di non rispondere per la mole eccessiva di carte contenute nel fascicolo. Lette le novemila pagine del faldone è pronto a rispondere alle domande dei magistrati.

Ai pm Toti dovrà convincere i pm di quello che dal giorno del suo arresto sostiene tramite Savi e cioè che i finanziamenti ricevuti da Aldo Spinelli fossero regolari, così come sostiene fossero regolari gli accordi con il manager di Esselunga Francesco Moncada sulla sponsorizzazione elettorale a sostegno del sindaco Marco Bucci e che non ci sia stato nessun voto di scambio con la comunità riesina di Certosa per le regionali del 2020.

L'obiettivo è quello di ottenere la revoca dei domiciliari, condizioni necessaria, come aveva ricordato il suo avvocato, affinché Toti possa ragionare con i suoi alleati in merito all'opportunità o meno di dimettersi dalla guida della Regione.

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