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Domenica, 16 Giugno 2024
Precauzioni

Accuse di corruzione, perplessità dei manager e telefoni allontanati: i comportamenti degli indagati prima degli arresti

A fare da sfondo alla maxi inchiesta sembra esserci la piena consapevolezza dei protagonisti che le operazioni che stavano portando avanti non fossero "lineari" per usare il termine che aveva utilizzato Paolo Emilio Signorini conversando, intercettato, con la sua fidanzata

Tra accuse di corruzione, telefoni allontanati, minacce di rivolgersi alla procura e 'talpe' che avrebbero spifferato in anticipo le indagini degli inquirenti, a fare da sfondo alla maxi inchiesta della procura di Genova sembra esserci la piena consapevolezza dei protagonisti che le operazioni che stavano portando avanti non fossero "lineari" per usare il termine che aveva utilizzato Paolo Emilio Signorini conversando, intercettato, con la sua fidanzata. 

Alcuni di questi episodi li abbiamo già raccontati, come la telefonata della manager Ivana Semeraro, (non indagata), referente del fondo di private equity britannico 'Icon Infrastructures', proprietario, attraverso la Lighthouse Italy srl dl 45% delle quote sociali della Spinelli srl. Semeraro, al telefono con Aldo Spinelli, a proposito di una donazione al comitato Giovanni Toti-Liguria, gli diceva: "Questi pagamenti sono visti come corruzione". Per la procura la conversazione paleserebbe l'effettiva volontà di Spinelli "di veicolare in modo occulto somme di denaro in favore del 'Comitato Giovanni Toti - Liguria'".

A proposito di corruzione, a leggere le pagine della richiesta di custodia cautelare, si nota come, per esempio sul porto, i due litiganti, che poi troveranno un accordo, Spinelli e il patron di MSC Gianluigi Aponte, si accusavano a vicenda. È rimbalzata su tutti i giornali la telefonata di Aponte a Signorini accusato di aver favorito Spinelli: "Questo è ladrocinio, è mafia", urlava l'armatore all'indirizzo dell'allora numero uno di Autorità Portuale. Spinelli, dopo aver saputo da Signorini il contenuto della telefonata, rispondeva: "Mi sembra che lui voglia giocare col fuoco perché se lui va in procura ci vado io in procura, non lui".

Ci sono altre intercettazioni che per gli inquirenti paleserebbero la consapevolezza degli indagati che i loro comportamenti fossero quantomeno borderline. C'è una persona, che per gli investigatori sarebbe il consigliere comunale Umberto Lo Grasso, tra gli indagati, che avrebbe avvertito Italo Maurizio Testa, referente della comunità riesina a Certosa, dell'apertura di un'inchiesta. "Vedi che stanno indagando - riferisce a Testa - non fate nomi e non parlate al telefono. Stanno indagando". "Sì lo so non ti preoccupare, l'ho stutato" ("spento" in dialetto siciliano, ndr) è la risposta. E Italo Maurizio avvisa immediatamente anche il fratello Arturo Angelo, insieme a lui destinatario dell'obbligo di dimora nel Comune di Boltiere. Su questo episodio la procura ha aperto un'inchiesta per rivelazione di segreto d'ufficio.

Ci sono poi i telefoni allontanati durante gli incontri nello yacht di Spinelli e a quello tra il manager di Esselunga Francesco Moncada e Giovanni Toti negli uffici della Regione per discutere del finanziamento occulto, secondo gli inquirenti, della lista a sostegno del sindaco Marco Bucci alle scorse comunali. Ci sono infine le condotte "non lineari" di Signorini che ha raccomandato alla fidanzata di non confidare alcuni particolari riguardanti la Ioro vita privata "evidentemente - scrivono gli inquirenti - riferendosi alla Ioro abituale frequentazione con Aldo Spinelli, nonché ai molteplici soggiorni fruiti con questi a Monte Carlo".

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