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Martedì, 25 Giugno 2024
Atteso in procura

Corruzione, atteso l'interrogatorio di La Mattina, al telefono diceva: "Non mi faccio minacciare da nessuno"

Il membro del comitato di gestione di Autorità Portuale inizialmente contrario al rinnovo della concessione a Spinelli del Terminal Rinfuse. L'ira di Signorini: "Riferirò ai suoi mandanti", Toti: "Un ragazzetto saccente che spera in un minimo di visibilità"

Proseguono gli interrogatori in procura dei membri del comitato di gestione di Autorità di Sistema Portuale, gli inquirenti sentiranno infatti Andrea La Mattina, membro del comitato per conto di Regione Liguria che, secondo l'ipotesi della procura, insieme a Giorgio Carozzi, membro per conto del Comune di Genova, sentito lo scorso venerdì, avrebbe subito pressioni per fare ottenere ad Aldo Spinelli la proroga trentennale della concessione del terminal rinfuse. 

Il ruolo di La Mattina è considerato molto importante dalla procura, il suo nome nelle carte viene citato 750 volte. Sulle prime era considerato il principale oppositore del rinnovo della concessione in favore dell'imprenditore, ai domiciliari con l'accusa di corruzione insieme al presidente della Regione Giovanni Toti, mentre l'allora numero uno dell'Autorità Portuale, Paolo Emilio Signorini, è in carcere.

La Mattina, come si legge tra le oltre 1.400 pagine della richiesta di custodia cautelare della procura, avrebbe ricevuto pressioni per permettere il rinnovo della concessione. Dopo la seduta del 29 settembre 2021, durante la quale il membro del comitato per conto della Regione si era astenuto, lo stesso raccontava a un interlocutore che Signorini avrebbe riportato l'accaduto a Giovanni Toti. 

"Significative - scrivono gli inquirenti - appaiono in questo senso le esternazioni di La Mattina che, ostentando e preservando la propria autonomia decisionale, in alcuni passaggi, sfogandosi con l'interlocutore, testualmente riportava: “il presidente ha anche detto - 'Sono stupefatto perché ho finito poco fa di parlare con Toti al quale riferirò questo comportamento', e ancora 'Tu così impedisci l'operatività del porto'.

La Mattina racconta di aver risposto a Signorini di non essere stato "in condizione di poter valutare e decidere, è come dire se vuole andare Toti a votare volentieri, io non posso farlo! Poi, ci mancherebbe, mi rimetto", e ancora "Ragazzi però queste cose le sapete per tempo, non è che me lo dite il giorno prima, perché sennò è un ricatto...cioè ho una pistola puntata alla fronte che devo votare sì". 

Il 30 settembre, quindi 24 ore dopo la seduta del comitato, Aldo Spinelli ha chiesto e ottenuto un incontro con Giovanni Toti nel suo ufficio in piazza De Ferrari. Durante l'incontro Toti ha effettuato due telefonate, una al sindaco Bucci per riferirgli che Carozzi, rappresentante del Comune aveva votato contro la delibera. In realtà Carozzi alla seduta del 29 settembre era risultato assente.

"Carozzi ha votato contro, parlaci un secondo", dice Toti a Bucci, il quale risponde di non esserne a conoscenza. "Non mi ha detto niente nessuno", "Te lo dico io", replica Toti. "Bisogna parlargli allora", commenta il sindaco, e Toti: "Non può votare contro Signorini, è rimasto solo". Prima di chiudere la conversazione, Toti aggiunge: "Bisogna che si raddrizzi per lunedì Carozzi". Secondo quanto riferisce lo stesso presidente della Regione, Paolo Emilio Signorini avrebbe tenuto aperto il verbale della seduta fino al lunedì seguente.

Dopo la telefonata con Bucci, Toti ha chiesto al segretario generale della Regione Pietro Paolo Giampellegrini, di contattare La Mattina: "Mi fai un favore, tu che sei in rapporti con il tipo che abbiamo messo al porto, come si chiama il professore", e ancora "Spiegaglielo te a 'sto La Mattina che è un progetto strategico di Regione che siamo tutti...".

Giampellegrini chiamerà La Mattina, il quale gli spiegherà di essersi astenuto perché avrebbe ricevuto la documentazione sulla proroga poco prima del voto. "Sono cose troppo delicate per essere gestite con superficialità, noi dobbiamo avere gli elementi per valutare e, e decidere con piena consapevolezza", spiega La Mattina che riferisce di un Signorini "incazzato come una pantera, ha detto 'questo lo trovo stupefacente ne parlerò con i vostri mandanti' inteso con la....". 

"Ma cosa vuol dire con i mandanti?", gli chiede Giampellegrini, "La Regione", risponde La Mattina che poi conclude "Io non accetto ovviamente di essere minacciato da nessuno". 

Qualche giorno dopo, il 13 ottobre, Toti incontra La Mattina. "La data appare non casuale, - annotano gli inquirenti - dato che si colloca proprio il giorno seguente alla nuova seduta del Comitato di Gestione che avrebbe dovuto deliberare sulla concessione in argomento (in realtà successivamente rinviata al 18 ottobre)". Dopo l'incontro, Toti ha chiamato Signorini, al quale ha riportato che "La Mattina è un ragazzetto saccente", invitando lo stesso presidente di Adsp a dargli "Un po' di considerazione" perché "è un ragazzetto che sperava di entrare in Autorità Portuale e avere un minimo di visibilità".

Poco dopo La Mattina avrebbe cambiato idea, spiegando a Rino Canavese, altro membro del comitato di gestione, insieme a lui e a Carozzi contrario alla proroga, di non avere subito pressioni: "Mi è stato spiegato un po' meglio il contesto".

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