Coronavirus, la Protezione Civile: «Ci stiamo attivando per trovare strutture adatte all'isolamento»

L'assessore Giacomo Giampedrone in contatto con i prefetti per individuare luoghi da mettere a disposizione nel caso in cui vi siano persone che devono trascorrere un periodo di quarantena nella regione

Christian Ferrer - Wikimedia CommonsCo

Resta al momento isolato sulla nave, ormeggiata ai cantieri San Giorgio, l'equipaggio della Gnv Rhapsody bloccato a Genova dopo la conferma di un caso positivo di coronavirus sbarcato a Tunisi lo scorso 28 febbraio. L'uomo, un 40enne sbarcato a La Goulette, si trova ricoverato all'ospedale universitario Farhat Hached di Sousse, e i 254 passeggeri che erano sulla nave con lui sono tutti in osservazione.

La nave, una volta sbarcati i passeggeri, era rientrata a Genova e si era fermata per lavori manutentivi nell’area delle Riparazioni Navali. Reso noto il caso positivo, l'Usmaf ha allertato le autorità locali che hanno messo in isolamento l'equipaggio, circa 65 persone, ta cui anche 6 marittimi che erano sbarcati per riprendere servizio sulla Splendid e sono stati recuperati e portati a bordo della Rhapsody.  Persone che dovranno scontare la quarantena di 14 giorni come previsto dal protocollo, e se di questo deve, per competenza, occuparsene l’armatore, che dovrà indicare alla Regione una struttura adeguata in cui ospitare l’equipaggio, la Protezione Civile regionale si sta comunque già attivando per individuare sul territorio ligure strutture che possano accogliere persone che devono rispettare il periodo di isolamento e non possano farlo nelle mura di casa.

«Non penso solo a situazioni particolari come navi o aerei, ma anche a casi di persone che sono in albergo, come accaduto ad Alassio, a Finale Ligure o a Diano Marina - spiega l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone - Noi e la Campania siamo, al momento, le uniche regioni che devono gestire casi di questo tipo: persone che in Liguria sono venute in vacanza, che devono sottoporsi alla quarantena e che dovrebbero farlo in un luogo come l’hotel, che oltre a essere poco confortevole può rivelarsi anche uno spazio promiscuo e poco utile a contenere casi di contagio».

In Liguria al momento restano in albergo soltanto gli ospiti dell’hotel Paradiso di Diano Marina che fanno parte della comitiva dell’uomo di Brembate di Sopra (Bergamo) risultato contagiato e il personale della struttura, in totale una decina di persone. Tutti gli altri (le comitive di turisti di Alassio e di Finale Ligure) sono già stati riportati ai loro domicili con mezzi della Croce Rossa, trasferimenti organizzati dalla Protezione Civile ligure.

«Anche quelli di Diano Marina rientreranno a casa entro sera - conferma Giampedrone - io però ho già chiesti ai prefetti liguri di organizzare un tavolo per individuare strutture che si spera rimangano vuote, ma che potrebbero servire in situazioni particolari, in presenza di cittadini che non riusciamo a riportare a casa e devono restare in isolamento in Liguria. Può essere una struttura dell’esercito o strutture private, lo stiamo valutando, ma se dovessero aumentare i casi aumentano anche le persone che devono stare in quarantena e devono essere messe in isolamento, e vogliamo essere preparati».

«Riportare a casa tutte le persone in albergo ha comportato uno sforzo notevole per la macchina della Protezione Civile - prosegue l’assessore - Con l’aumentare dei casi potrebbe rendersi necessario trasferire più persone in quarantena in strutture idonee, e il mio obiettivo è individuare almeno una struttura per provincia. Basta pensare anche alle persone che, guarite, devono comunque attendere un periodo di “decompressione” prima di tornare a casa: non possono stare in ospedale, ma non possono neppure tornare ai loro domicili».

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È quanto è accaduto, per esempio, a Roma, con la struttura militare della Cecchignola, alle porte di Roma, che ha accolto gli italiani rimpatriati da Wuhan: «Al momento non ho ancora ricevuto risposte soddisfacenti in questo senso, ed è per questo che ho attivato i prefetti - conclude Giampedrone - Bisogna mettere in chiaro che non abbiamo bisogno di strutture sanitarie ma strutture adeguate per l’isolamento, perché non si tratta di persone malate o da assistere, ma di persone sane che devono trascorrere un periodo in quarantena. Nel caso in cui manifestassero sintomi e avessero bisogno di assistenza, è chiaro che le prenderebbe in carico il sistema sanitario».

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