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Coronavirus, i lavoratori della sanità: «Vogliamo rassicurazioni sull'organizzazione negli ospedali»

In una lettera firmata da Usb e indirizzata a Regione, Alisa e direttori sanitari, le richieste di chiarimento di chi lavora a stretto contatto con potenziali casi

Nei giorni in cui l’attenzione sul coronavirus cinese è altissima, e in cui si registrano i primi casi italiani e il primo decesso, dai lavoratori della sanità ligure arrivano richieste di rassicurazioni. In una lettera indirizzata all’assessorato alla Sanità e ai direttori generali delle Asl, l’unione sindacale di base (Usb) elenca una serie di interrogativi sollevati dai lavoratori riguardo l’organizzazione ospedaliera.

I sindacati chiedono se il rischio specifico è stato valutato, se sono stati individuati fondi per organizzare corsi di formazione sulla sicurezza specifici e per assumere personale specializzato dedicato esclusivamente alla gestione del coronavirus. 

Si chiedono, anche, se gli ospedali sono attrezzati adeguatamente, con posti letto interni o isolati dalle altre degenze, se nei pronto soccorso è stata realizzata una zona filtro per ingressi di eventuali pazienti contagiati, e se le scorte delle mascherine sono adeguate e sufficienti per tutto il personale.

A firmare la lettera Luca Nanfria, delegato Usb Sanità, che l’ha indirizzata anche ad Alisa e ai lavoratori: dubbi cui venerdì pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa organizzata per comunicare gli esiti, negativi, dei test sulla famiglia di cittadini cinesi accompagnata al San Martino, hanno provato a rispondere il governatore ligure Giovanni Toti, il commissario di Alisa, Walter Locatelli, e l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale. 

Proprio Viale ha spiegato che «abbiamo avviato immediatamente una task-force ligure che coinvolge tutti gli esperti di Asl e Alisa per unificare i modelli di presa in carico delle persone, ma il fatto che le Regione abbia seguito scrupolosamente tutte le indicazioni date dal Ministero della Salute non ci ha esentato dal fare osservazioni critiche e di miglioramento rispetto alle indicazioni ricevute».

L’assessore ha chiarito che «le mascherine vanno usate dagli addetti ai lavori quando servono, e devono essere quelle adeguate. Abbiamo stabilito di garantire un’ambulanza dedicata in ogni Asl e abbiamo bisogno di personale preparato, per questo abbiamo iniziato a fare corsi di formazione che partiranno dalla prossima settimana, perché il nostro personale deve essere formato rispetto a questa tipologia di caso»

«Non si deve trascurare l’ascolto di chi è tutto il giorno sul campo, ciò che viene fatto non viene percepito come sufficiente rispetto alla lettura dei casi internazionali - ha chiarito Viale - Dobbiamo essere già chiari nei messaggi che diamo: la misurazione della temperatura in aeroporto, per esempio, non ci sono evidenze scientifiche che sia la modalità idonea per accertare eventuali casi. Tutti i sistemi sanitari regionali stanno facendo tutto con risorse proprie. L’ordinanza di protezione civile stanza 5 milioni che non sono destinati alle Regioni».

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