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Sospetto coronavirus a bordo, nave Costa bloccata a Civitavecchia

«Per ora siamo solo di fronte a un caso sospetto, e dalla nave non è sceso nessuno», ha spiegato il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco. Il 25 gennaio la nave ha fatto scalo nel porto di Savona

Una nave da crociera è bloccata a Civitavecchia a causa della febbre alta riscontrata su una passeggera di origine asiatica: è scattato il protocollo d'emergenza coronavirus. A bordo è intervenuta la squadra di lavoro d'emergenza coronavirus da poco allestita dalla Asl locale, il ministero della Salute è stato allertato.

Sono stati presi i campioni dai due cittadini asiatici e portati d'urgenza a Roma per una verifica. Si tratterebbe di una coppia arrivata da Hong Kong all'aeroporto Malpensa di Milano lo scorso 25 gennaio per poi dirigersi a Savona, dove era salita sulla nave. Durante il suo tour, la nave, Costa Smeralda, aveva fatto tappa a Marsiglia, Barcellona e Palma di Maiorca.

Migliaia di passeggeri - seimila circa - e il personale sono ancora a bordo. I pullman, treni speciali, ncc e taxi pronti al trasferimento dei crocieristi a Roma e nelle altre località sono fermi, vuoti, nel piazzale antistante il porto.

Intanto, è stata potenziata la sala operativa che risponde con medici e professionisti sanitari al numero verde 1500 attivo 24 ore su 24 sull'emergenza coronavirus. Lo ha deciso nell'incontro di oggi la task force del ministero della Salute. Al momento - sottolinea il ministero in una nota - tutti i casi sospetti segnalati in Italia si sono rivelati infondati.

«Per ora siamo solo di fronte a un caso sospetto, e dalla nave non è sceso nessuno - ha spiegato il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco -. Sono stati attivati i canali sanitari. Non dobbiamo destare allarme, perché c'è un'emergenza in corso ma la stiamo affrontando con la massima professionalità e competenza. Insomma, la situazione, ribadisco, è sotto controllo, ma ovviamente dobbiamo prestare la massima attenzione».

Regione Liguria ha fatto sapere di essere in attesa di ricevere dal ministero della Salute e dall'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), i risultati delle indagini epidemiologiche e di laboratorio, oltre alle indicazioni procedurali da seguire.

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