Coronavirus, chi può spostarsi e come: ecco il modulo di autocertificazione

Il modello serve a chi si sposta per motivi di lavoro, di salute o per necessità. Il ministero dell'Interno ha già stabilito come verranno effettuati i controlli per strada, nelle stazioni e negli aeroporti

Con il nuovo decreto per il coronavirus posso spostarmi? E se sì, come? È una delle domande che più frequentemente rimbalzano su social, chat e a voce nelle ultime ore, complice l’entrata in vigore del decreto “Io resto a casa”, che stabilisce in tutta Italia una “zona protetta” limitando gli spostamenti. 

A oggi la raccomandazione è quella di uscire il meno possibile di casa per limitare la possibilità di contagio (il divieto assoluto resta per chi è in isolamento, chi è positivo e in terapia domiciliare e per chi ha sintomi influenzali), e di non spostarsi fuori dal proprio territorio di residenza eccezion fatta per tre casi:

- comprovate esigenze lavorative

- situazioni di necessità 

- motivi di salute

- rientri presso il proprio domicilio

Chi per questi motivi dovesse muoversi deve avere con sé sempre il modulo di autocertificazione (il modulo in allegato in fondo alla pagina) in cui si assume la responsabilità del proprio spostamento e appunto lo certifica per le ragioni elencate sopra. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha già chiarito che saranno effettuati controlli sulle auto-certificazioni per evitare che qualcuno possa approfittarsene per muoversi senza il verificarsi delle ragioni elencate sopra. 

Coronavirus, i controlli sugli spostamenti

I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno, ha reso noto il ministero degli Interni, lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali.

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni per consentire le verifiche sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi “termoscan”. Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni.

Negli aeroporti delle aree dei territori “a contenimento rafforzato”, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo dell’autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. 

Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.

Come detto, la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli. La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella indicata dal dpcm 8 marzo 2020 (articolo 650 del codice penale: inosservanza di un provvedimento di un’autorità), salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave.

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