Coronavirus e Liguria “blindata”. Alisa: «Eseguiti tamponi su casi sospetti»

Ancora nessun contagio conclamato in regione, ma sono in corso accertamenti su persone che hanno manifestato sintomi che potrebbero far pensare al contagio. Gli aggiornamenti dalla Regione

Alcune persone che si trovano in questi giorni in territorio ligure e che hanno manifestato sintomi che potrebbero far pensare a un contagio da coronavirus sono state sottoposte a un tampone per l’accertamento delle loro condizioni. 

La notizia è stata diffusa dal governatore ligure Giovanni Toti nel corso del punto stampa di lunedì mattina, il primo dopo l’adozione dell’ordinanza che di fatto “blinda” la regione disponendo una serie di provvedimenti a tutela della cittadinanza. I test sono stati effettuati su persone che si trovavano già in isolamento volontario domiciliare, o che sono stati nel frattempo trasferiti in ospedale.

«Abbiamo fatto i tamponi ad alcuni pazienti - ha confermato Filippo Ansaldi, direttore prevenzione di Alisa - Si tratta di persone che riteniamo casi sospetti perché presentano una serie di disturbi. Aspettiamo di avere l’esito degli esami nelle prossime ore».

Ad accertamenti sono stati sottoposti una famiglia di Torino, residente nella Asl 2, due persone residenti a Lerici che hanno avuto contatti con il Lodigiano, un nucleo di Montemarcello in arrivo da Codogno. Nella definizione di "caso sospetto", a oggi, rientra chi ha un’infezione respiratoria ed è stato negli ultimi 14 giorni nelle aree a rischio in Cina, del mondo e delle regioni italiane. Oggetto di provvedimenti restrittivi anche gli operatori sanitari che prestano cura a casi sospetti e tutti coloro che manifestano sindrome respiratoria e hanno avuto contatti con casi sospetti o confermati.

Coronavirus, chi deve autodenunciarsi

E’ obbligatorio per tutti coloro che negli ultimi 14 giorni abbiano fatto ingresso in Liguria dalle aree oggetto di provvedimenti restrittivi: dalla Cina, dai Comuni della provincia di Lodi e dal Comune di Vo’ Euganeo (Padova). Chi è stato in zona a rischio dovrà chiamare il 112 o contattare i dipartimenti di prevenzione delle proprie ASL.

Altre persone si trovano invece in isolamento fiduciario, la maggior parte volontario: l'unica eccezione è per il nucleo familiare di Codogno che nella notte ha lasciato l'area, isolata, per spostarsi a Montemarcello, nello spezzino, dove hanno una seconda casa. Il sindaco di Ameglia ha emesso un'ordinanza apposita per obbligarli a restare in isolamento.

Tende pre-screening al San Martino e al Gaslini

Al San Martino, intanto, è stata montata la tenda per i pre-screening adiacente all'entrate del pronto soccorso. L'obiettivo è separare i pazienti con problemi respiratori da quelli con altre problematiche che accedono al pronto soccorso, in modo da intercettare eventuali casi di persone che a loro insaputa potrebbero essere stati contagiati.

«Vogliamo ricordare - ha sottolineato Sonia Viale, assessore alla salute della Regione Liguria - che in caso di sospetti e dubbi non bisogna recarsi in modo autonomo ai pronto soccorso, ma occorre chiamare il 112, che stiamo potenziando insieme con il numero 1500. I tendoni che stiamo allestendo davanti agli hub regionali, San Martino e presto anche al Gaslini, sono presidi che servono anche come punto di riferimento per il personale».

Il commissario di Alisa, Walter Locatelli, ha anche confermato che sono stati regolamentati gli accessi alle Rsa: «Abbiamo definito che l'accesso nelle Rsa è consentito solo ai caregiver, alle persone che devono prestare assistenza ai pazienti. Per gli altri, in questi giorni, è invece vietato».

Mercati comunali, manifestazioni sportive, fiere: i chiarimenti sull'ordinanza

Per quanto riguarda l'ordinanza regionale, Toti ha specificato: «I mercati comunali e rionali restano aperti, ma le fiere occasionali dei grandi eventi sono chiuse. Fosse in programma, ad esempio, la fiera di Sant'Agata, sarebbe annullata. Le palestre e gli impianti sportivi rimangono aperti per l'ordinaria attività, ma le manifestazioni eventualmente ospitate all'interno sono vietate. In generale sono vietati gli eventi e le fiere che comportano lo spostamento di persone anche da altri luoghi. I sindaci poi possono inasprire l'ordinanza». Poi ci sono le strutture private che non vengono chiuse per l'ordinanza - come i cinema - ma che scelgono autonomamente se tenere aperte o no (The Space ad esempio ha deciso di chiudere).

Nell'80% dei pazienti il quadro clinico è «simile all'influenza»

Ma cosa succede a chi viene infettato, e quali sono i rischi che si corrono? «Sappiamo che nella maggioranza dei casi - ha ribadito il professor Ansaldi di Alisa - è un'infezione che si manifesta con un quadro clinico simile alla classica influenza nell'80% dei casi. Nel restante 20% invece presenza un quadro clinico severo, soprattutto nei pazienti anziani o con malattie croniche respiratorie o cardiovascolari. L'impatto in termini di mortalità è più spiccato nei confronti di queste persone».

Viale: «No ad allarmismi ingiustificati»

No ad allarmismi inutili e psicosi ingiustificate: Sonia Viale, assessore regionale alla Sanità, torna sull’ordinanza approvata tra domenica e lunedì in cui l’intera regione - dove a oggi, va ricordato, non ci sono casi accertati di coronavirus - viene di fatto “blindata” per cercare di contenere eventuali contagi da virus cinese. E lo fa con una lettera in cui si rivolge direttamente ai cittadini, spiegando che «non condivido gli allarmismi inutili ma è giusto che la tutela della salute dei cittadini sia il più possibile protetta». 

L’ordinanza, lo ricordiamo, prevede la sospensione delle attività didattiche di ogni genere in tutte le scuole di ordine e grado, in università, nelle accademie e negli enti di formazione, la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche di qualsiasi natura, dei viaggi d’istruzione sul territorio nazionale ed stero, la chiusura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura e delle biblioteche e la sospensione dei concorsi pubblici, con l’eccezione (visto il periodo) di quelli relativi alle professioni sanitarie.

«Nei giorni scorsi mi sono recata in Commissione salute e in Conferenza delle Regioni e delle province autonome, dove ho illustrato il ‘modello Liguria’ che successivamente è stato adottato anche dal governo - ha ricordato Viale - Per evitare la diffusione del virus è indispensabile prevenire fin dal principio adottando tutte le misure di sicurezza più idonee».

Misure di sicurezza mostro strette, che hanno, prevedibilmente, aumentato i timori dei cittadini, come dimostrano le corse ai supermercati per rifornirsi di generi alimentari e alle farmacie per gel e mascherine, e le ansie generalizzate che emergono soprattutto su chat e social network, dove sempre più persone si confrontano e dove la frenesia si trasforma spesso in psicosi con tanto di diffusione di fake news che contribuiscono ad aumentare confusione e paure.

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I provvedimenti adottati dalla Liguria sono, infatti, del tutto simili a quelli adottati nelle regioni italiane focolaio dell’epidemia, che lunedì mattina in Italia  faceva registrare157 contagi su un totale mondiale di 79.434. Le morti per coronavirus (fonte Johns Hopkins alle 11 di lunedì 24 febbraio) sono 2.620, la gran parte in Cina. In Italia, lunedì mattina, i morti sono saliti 4, l’ultimo un uomo di 84 anni affetto da patologie ricoverato a Bergamo. Proprio sulla mortalità del nuovo COVID-90, Viale ha voluto rassicurare.

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«Con questa mia lettera voglio solo tranquillizzarvi, è necessario seguire le norme di igiene essenziali come per esempio lavarsi accuratamente le mani, ma non voglio che si crei una psicosi ingiustificata - ha scritto l’assessore - gli attuali studi sul coronavirus rilevano una letalità bassa nei soggetti sani e senza patologie pregresse e croniche, esistono infezioni molto più pericolose, ma non potevamo fare finta di nulla, per questo abbiamo adottato un’ordinanza in merito».

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