Coronavirus, negativo lo studente sottoposto ai test al San Martino

Esclusa la possibilità che il giovane, arrivato dalla Cina per sostenere l’ultimo esame, abbia contratto il virus. Mercoledì mattina aveva manifestato sintomi che hanno spinto la direzione ad avvertire la Asl

Ha dato esito negativo l'esame cui è stato sottoposto lo studente cinese di vent’anni del Conservatorio di Musica Paganini di Albaro ricoverato mercoledì all’ospedale San Martino di Genova dopo avere manifestato sintomi che hanno fatto temere potessero essere ricondotti al coronavirus.

È stato definitivamente escluso, dunque, il virus cinese: il giovane è stato immediatamente sottoposto ai primi accertamenti che hanno escluso che potesse rientrare nella casistica di potenziale contagio, e nel giro di meno di un'ora è stato dimesso.

Il ragazzo, arrivato appositamente a Genova dalla Cina per un ultimo esame del suo biennio di studio, ha manifestato alcuni sintomi sospetti che hanno spinto il direttore del Conservatorio, Roberto Tagliamacco, ad avvisare la Asl, che ha attivato il protocollo iniziale previsto in questi casi. Proprio il tempo trascorso tra il momento in cui è arrivato dalla Cina e la manifestazione dei sintomi che hanno fatto scattare la segnalazione hanno fatto escludere da subito la possibilità che potesse trattarsi di un sospetto contagio.

Nel parco del Conservatorio di via Albaro è quindi arrivata un’ambulanza della Croce Bianca con personale in tute anti contaminazione e mascherine che ha preso in carico lo studente per il trasporto al policlinico, individuato come centro di gestione di eventuali casi di coronavirus a livello regionale. Intorno alle 14 il ragazzo è stato accompagnato dalla sua docente all’ambulanza, dove è salito autonomamente assistito dai sanitari.

«Senza voler fare allarmismo - spiega Tagliamacco - stamattina lo studente è arrivato manifestando una forte tosse che ci ha spinti a contattare il 118, che ha avviato il protocollo previsto in questi casi. Non sappiamo a che tipo di quarantena si è sottoposto e ci è sembrato giusto avere uno scrupolo in più piuttosto che uno in meno. Lui ci ha ribadito di stare bene, ma visto che è sufficiente un prelievo per accertare la situazione abbiamo ritenuto opportuno avvisare le autorità competente».

Il direttore della task force di Alisa dedicata al coronavirus, Filippo Ansaldi, ha spiegato, nel corso del punto stampa in Regione, che il giovane non rientra nella casistica che richiedere approfondimenti specifici e che non rientrava in alcun quadro preoccupante: il giovane è tornato dalla Cina 20 giorni fa, una finestra temporale più ampia rispetto ai 14 giorni che vengono indicati a livello nazionale come tempistiche per soggetti potenzialmente a rischio. 

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