Coronavirus, 101 contagi in Liguria. A Genova strade e locali deserti

Il sistema sanitario regionale si sta adoperando per potenziare soprattutto i reparti di terapia intensiva

Sono 101 le persone risultate positive al coronavirus in Liguria: il dato è stato comunicato dal governatore Giovanni Toti nel pomeriggio di lunedì 9 marzo. Ci sono anche due decessi registrati in giornata: un uomo deceduto ad Albenga, ultra novantenne, e uno mancato all'ospedale Evangelico (trasferito dal Villa Scassi), era in terapia intensiva e aveva 79 anni. Da quest'ultima notizia si evince che l'ospedale di Voltri ha iniziato a ospitare malati di coronavirus. Dei contagiati, 75 sono ospedalizzati e 26 al domicilio.

I casi sono in aumento (lunedì 30 in più rispetto a domenica), e Regione Liguria, per far fronte ad un possibile picco, comunica che il sistema sanitario si sta adoperando per potenziare soprattutto i reparti di terapia intensiva e quelli di media intensità di cura (Malattie infettive), con posti dedicati per i pazienti positivi Covid-19. 
In particolare, per quanto riguarda la Terapia intensiva (Uti) nei prossimi giorni saranno resi disponibili su tutto il territorio fino a 75 posti dedicati a pazienti con coronavirus.
Di questi, 11 saranno in Asl1, 15 in Asl2, 8 all’Evangelico, 28 all’Ospedale Policlinico San Martino, 2 all’ospedale Galliera, 6 all’ospedale di Sestri Levante e 5 all’ospedale San Bartolomeo di Sarzana. Se necessario, i posti dedicati Covid-19 nei reparti di terapia intensiva potranno aumentare nelle settimane successive fino a 88, suddivisi nei diversi ospedali (12 dei quali all’Ospedale Policlinico San Martino). 

«Siamo preoccupati ma sereni - ha detto il presidente di Regione Liguria Toti - la curva del virus sta seguendo l'andamento previsto e stiamo cercando di rallentare l'epidemia. 

Per quanto riguarda i reparti di media intensità, è previsto che nei prossimi giorni siano individuati fino a 224 posti. Di questi, 33 in Asl1, 58 in Asl2 (tra Albenga e Savona), 50 all’ospedale Evangelico, 30 all’Ospedale Policlinico San Martino, 25 all’ospedale Galliera, 28 all’ospedale Sant’Andrea della Spezia. Se necessario, è prevista l’ulteriore attivazione nelle settimane successive di 35 posti dedicati all’ospedale Micone di Sestri Ponente.

In sorveglianza attiva ci sono attualmente 617 persone.

Durante la conferenza stampa ha preso la parola anche l'infettivologo Matteo Bassetti: «Sto ricevendo attacchi personali molto spiacevoli, tutto perché le mie posizioni sono del non allarmismo. L'allarmismo genera panico, e quando si genera panico il sistema sanitario corre il rischio di andare in tilt. Non ho mai voluto banalizzare, ma ribadisco che questi numeri finora sono molto simili a quelli di un'influenza pandemica, che è diversa da un'influenza stagionale».

Ordinanza regionale: 3500 mail in poche ore

Per quanto riguarda l’ordinanza regionale entrata in vigore alle 14 di oggi con l’obbligo di autosegnalazione per coloro che siano arrivati in Liguria dalle zone del nord Italia individuate dalla presidenza del Consiglio dei ministri, il governatore Toti ha aggiunto che «in poche ore sono arrivate 3500 e-mail all’indirizzo di posta elettronica dedicato e 500 telefonate da tutta la Liguria. Questo ci restituisce il volume di persone che da altre regioni sono attualmente in Liguria, al netto di chi non è tenuto ad autosegnalarsi perché si trova qui per motivi di lavoro. Questo tema è stato affrontato anche da altre Regioni durante la videoconferenza con la cabina di regia nazionale: l’auspicio è che il governo intervenga con una disposizione più cogente per imporre ai cittadini interessati di tornare ai propri domicili. Lo dico non per scortesia o per mancanza di ospitalità ma per la sicurezza loro e dei liguri. Il nostro sistema sanitario è infatti tarato sulla popolazione ligure: se c’è un aumento sensibile, questo rischia di avere un riflesso non solo sui rischi di espansione dell’epidemia ma anche sulle necessità di cura. E questo andrebbe a discapito di tutti». 

«Continuate a donare sangue»

La vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale ha rivolto un appello ai donatori di sangue affinchè «continuino a donare, compiendo un gesto che può salvare una vita. Il Centro nazionale di raccolta del sangue ha inviato una circolare – ha spiegato - per invitare i donatori a continuare a donare. Abbiamo quindi diramato le indicazioni ai nostri centri e alle associazioni di volontariato per adottare tutte le misure necessarie, ad esempio attraverso un sistema di prenotazione». Regione Liguria ha inoltre previsto «la proroga a fine giugno del termine per la scadenza dell’esenzione ticket – ha aggiunto l’assessore Viale - per evitare adempimenti burocratici in questa fase di emergenza».

Genova deserta ai tempi del coronavirus

È una Genova deserta quella che si risveglia lunedì 9 marzo, dopo un weekend complicato che ha visto salire il numero di contagi in Liguria, e l'inasprimento delle misure anti-coronavirus (insieme alle polemiche per gli assembramenti nei caruggi, in corso Italia e a Boccadasse). Ben poca gente si è vista durante la giornata per le strade di Genova: quasi nessuno nei bar e nei negozi, pochissime auto e moto in centro o in zone comunque in genere molto popolate. Insomma, un'atmosfera decisamente surreale.

Le misure del Comune per sostenere il commercio

Anche le istituzioni prendono i loro provvedimenti: il Comune di Genova ha annullato la seduta del consiglio comunale di martedì 10 marzo, così come le commissioni consiliari previste dal 9 al 13 marzo.

Nonostante le difficoltà, i genovesi non si arrendono e affrontano le nuove sfide legate al virus: sono molti i locali che si attrezzano per rispettare il decreto introducendo anche misure volte a non scoraggiare i clienti (come i bar che non fanno pagare la consumazione al tavolo).

Inoltre, l'emergenza non spegne il cuore grande dei genovesi: molti su base volontaria si sono offerti sui social per portare la spesa a casa dei più anziani o delle persone malate che non vogliono uscire.

Video: a Chiavari la Polizia Locale avvisa la cittadinanza con gli altoparlanti

I bollettini medici di lunedì 9 marzo

Ecco la situazione comunicata dalle varie ASL della Liguria.

ASL 1 - IMPERIA

  • Paziente di 72 anni della provincia di Bergamo, ricoverato dal 4 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in discrete condizioni di salute,
  • Paziente di 51 anni, della provincia di Savona, ricoverata dal 1 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in buone condizioni di salute,
  • Paziente di 73 anni, della Provincia di Savona, ricoverato dal 4 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in discrete condizioni di salute,
  • Paziente di 57 anni, della provincia di Bergamo, ricoverato dal 6 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in condizioni critiche di salute,
  • Paziente di 71 anni, della provincia di Imperia, ricoverata dal 5 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in discrete condizioni di salute,
  • Paziente di 72 anni, della provincia di Imperia, ricoverata dal 6 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in condizioni stabili di salute,
  • Paziente di 72 anni, della provincia di Imperia, ricoverato dal 6 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in condizioni stabili di salute,
  • Paziente di 85 anni, della provincia di Imperia, ricoverato dal 4 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in condizioni critiche di salute e successivamente trasferito nel reparto di Rianimazione,
  • Paziente di 76 anni, della provincia di Imperia, ricoverato dal 6 marzo nel reparto di Malattie Infettive, in condizioni critiche di salute e successivamente trasferito nel reparto di Rianimazione.

ASL 2 - SAVONA

Presso il reparto Malattie Infettive di Savona :

  • Donna di 74 anni di Castiglione d'Adda ricoverata dal 29/02/2020 tramite 118, in miglioramento;
  • Uomo di 79 anni di Pizzighettone ricoverato dal 01/03/2020 tramite 118, stazionario
  • Uomo di 45 anni della provincia di Savona ricoverato dal 07/03/2020 tramite118, stazionario
  • Uomo di 76 anni della provincia di Savona ricoverato dal 08/03/2020 tramite 118, stazionario
  • Uomo di 55 anni della provincia di Savona ricoverato dal 08/03/2020 tramite 118, stazionario

Presso il reparto Malattie Infettive dell’Ospedale di Albenga:

  • Donna, 75 anni, della provincia di Savona, ricoverata il 06/03/2020 tramite PS, in condizione critica
  • Donna, 76 anni, di Aosta, ricoverata il 08/03/2020 tramite PS, stazionaria
  • Uomo, 90 anni, di Alessandria, ricoverato il  01/03/2020 tramite altro reparto, stazionario
  • Uomo, 83 anni, della provincia di Savona, ricoverato il 06/03/2020 tramite triage dedicato, in condizione critica
  • Donna, 83 anni, di Maleo (LO), ricoverata il 29/02/2020 tramite 118, in miglioramento
  • Uomo, 61 anni, di Alessandria, ricoverato il 01/03/2020 tramite  118, stazionario
  • Uomo, 73 anni, della provincia di Savona, ricoverato il 29/02/2020 proveniente da altro reparto, in miglioramento
  • Uomo, 58 anni, della provincia di Savona, ricoverato il 07/03/2020 tramite triage dedicato, stazionario
  • Uomo, 54 anni, della provincia di Savona, ricoverato il 06/03/2020 tramite 118, stazionario
  • Uomo,  81 anni, della provincia di Savona, ricoverato il 06/03/2020, triage dedicato, in condizione critica

ASL 3 - GENOVA

Ospedale Galliera:

- un uomo di 55 anni, di Andora, con notizia di contatti con persone provenienti da regioni del nord, ricoverato dal 5 marzo al Galliera, trasferito da Savona, è in discrete condizioni di salute;

- una donna di 70 anni, di Varazze, con notizia di contatti con persone provenienti da regioni del nord, ricoverata dal 5 marzo al Galliera, trasferita da Savona, è in buone condizioni di salute.

- un uomo di 50, di Genova, stazionario.

- un uomo di 33, di Santo Stefano D'Aveto, stazionario.

- un uomo di 69, di Montoggio, stazionario.

Sono ricoverati presso l'Unità di terapia Intensiva (UTI) dell'Ospedale Galliera 3 pazienti:

. una donna di 68, di Genova, intubata stazionaria

- un uomo di 50, di Genova, intubato stazionario

- un uomo di 80, di Genova, intubato condizioni critiche

Ospedale San Martino:

15 ricoverati ad oggi in Malattie Infettive di cui 8 in rianimazione. Nessuna dimissione al momento.

ASL 5 - LA SPEZIA

  • Paziente maschio - anni 54 - ricoverato presso SC Malattie Infettive è attualmente dimissibile; per la dimissione siamo in attesa di una adeguata sistemazione domiciliare.
  • Paziente maschio - anni 61 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 48 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 72 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento -  condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 65 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 46 - ricoverato presso SC Anestesia e Rianimazione (Ospedale S. Andrea) - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 54 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 53 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 67- ricoverato presso SC Anestesia e Rianimazione (Ospedale S. Andrea) - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 65 - ricoverato presso SC Anestesia e Rianimazione (Ospedale S. Andrea) - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 50 - ricoverato presso SC Malattie Infettive in isolamento - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio – anni 80 - ricoverato presso SC Anestesia e Rianimazione (Ospedale S. Andrea) - condizioni cliniche stabili.
  • Paziente maschio - anni 66 - ricoverato presso SC Oncologia (Ospedale S. Andrea) - condizioni cliniche discrete.

Le nuove "zone rosse"

Pene fino all'arresto per tre mesi per chi viola le misure delle autorità emanate per far fronte all'emergenza coronavirus. Sale l'asticella con l'ultimo decreto del Governo Conte, anche per chi viola la quarantena. Il decreto, come sappiamo, punta a contenere il contagio tra la Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia con divieto di ingresso e di uscita senza motivate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi si salute.

Coronavirus, boom di chiamate al 112: «Non telefonate per semplici informazioni»

Coronavirus, cosa deve fare chi arriva dalle zone "blindate"

Lunedì 9 marzo 2020 alle ore 14 entra in vigore l'ordinanza sanitaria regionale che obbliga i turisti provenienti dalla Lombardia o dalle altre provincie "blindate" di segnalarlo alle autorità o di rimanere chiusi in casa. Il presidente della Regione Giovanni Toti ha spiegato: «Abbiamo chiesto a tutti i cittadini provenienti dalla Lombardia o dalle zone equiparate alla Lombardia che sono venuti in Liguria dalla mezzanotte del 24 febbraio e non vi siano residenti, i cui spostamenti verso la Liguria e dalla Liguria non siano per comprovate esigenze lavorative o dettate da situazioni di necessità o da motivi di salute, di segnalare la loro presenza e il loro domicilio in Liguria attraverso la casella di posta elettronica sonoinliguria@regione.liguria.it o comunicarlo ai numeri telefonici 010548.577.67 o 010548.86.79  e soprattutto di restare a casa e non uscire. L’obbligo di segnalazione scatta dalle ore 14». I numeri telefonici, attivi da domani alle 14, saranno contattabili, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16. Nella segnalazione bisognerà indicare, per ogni componente del nucleo familiare, nome e cognome, data di nascita, contatto telefonico, data di arrivo in Liguria e provenienza e indirizzo completo del domicilio in Liguria.

I genovesi all’estero: «Ecco come viviamo l’emergenza coronavirus»

L’ordinanza del presidente di Regione Liguria vieta inoltre alle strutture ricettive e ai proprietari degli appartamenti a uso turistico della Regione Liguria di ospitare soggetti nei confronti dei quali si applichino le limitazioni previsti dal dpcm del governo e cioè che siano residenti in Lombardia oppure nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Novara, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli e Alessandria.

«State a casa!» lo sfogo social dell'anestesista del San Martino

«Si tratta di disposizioni di buon senso e ci aspettiamo che le persone le rispettino per senso civico. - ha sottolineato il presidente Toti -  Ci aspettiamo collaborazione. In questo momento siamo ancora in una fase di relativa tranquillità rispetto alla disponibilità dei posti letto in terapia intensiva. Per questo dobbiamo fare in modo di evitare il più possibile il diffondersi del contagio e abbiamo il dovere e diritto di sapere dove sono le persone in questione per evitare l’aumento del contagio che può mettere in difficoltà le nostre strutture. Tutto questo non si applica a coloro che sono qui per ragioni di lavoro».

Controlli & sanzioni

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha adottato la direttiva ai prefetti per l’attuazione dei controlli nelle “aree a contenimento rafforzato”. La direttiva prevede

  • La convocazione immediata, anche da remoto, dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’assunzione delle necessarie misure di coordinamento.
  • Indicazioni specifiche per i controlli relativi alla limitazione degli spostamenti delle persone fisiche in entrata e in uscita e all’interno dei territori “a contenimento rafforzato”: gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.
  • I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali.
  • Per il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi “termoscan”. Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni.
  • Negli aeroporti delle aree dei territori “a contenimento rafforzato”, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito.
  • Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto dell’ingresso.
  • Analoghe controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza.
  • La veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli.
  • La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella indicata dal decreto dell'8 marzo 2020 (articolo 650 del codice penale sull'inosservanza di un provvedimento di un’autorità), salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave. Pene fino a 3 anni e sanzioni fino a 206 euro.

A questo proposito, al fine di fornire al pubblico un'informazione non solo corretta ma quanto più esaustiva possibile, il personale operante provvederà anche a informare gli interessati sulle più gravi conseguenze sul piano penale di un comportamento, anche solo colposo, non conforme alle previsioni del dpcm che possono portare a configurare ipotesi di reato.

Stop a messe, funerali, battesimi, matrimoni e rosari. Ma le chiese rimangono aperte

Stop a messe, matrimoni, funerali e rosari, ma anche a battesimi, cresime, comunioni e tutte le attività delle parrocchie che non permettano alla persone di stare a distanza di un metro fino al 3 aprile.

La Conferenza Episcopale Ligure attraverso  un comunicato rivolto a fedeli e sacerdoti ha spiegato tutte le iniziative adottate in questo periodo di emergenza, per rispettare le norme contenute nel nuovo decreto del governo.

Le chiese rimarranno aperte per la visita, la preghiera personale e la celebrazione del sacramento della Riconciliazione, fatta salva “l’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, in modo da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza fra loro di almeno un metro. 

Sospesi, nei locali e nelle opere parrocchiali, incontri, iniziative, riunioni, compresa l’attività catechistica; stop anche alla benedizione delle famiglie e a convegni e riunioni di formazione a livello vicariale e diocesano.

Per quello che riguarda i funerali la Curia ha spiegato che, in osservanza al decreto in oggetto, sono sospesi.. Nel rispetto della norma, che chiede di evitare assembramenti di persone, è però possibile la benedizione del feretro davanti alla chiesa o al cimitero.

Stop alle corriere verso Piacenza

Atp ha annunciato che in seguito al decreto del governo emanato l’8 Marzo 2020, la linea M1 di Torriglia sarà limitata con decorrenza immediata al confine della Regione Liguria nel Comune di Gorreto. Dunque il servizio si ferma nel territorio dell’ultimo comune Ligure e il bus non prosegue più verso Ottone, comune che si trova già in provincia di Piacenza, inserita dal nuovo decreto tra le aree della cosiddetta zona rossa.

Da Boccadasse al Righi, la fuga dal coronavirus si trasforma in folla

Il presidente Toti ha ricordato che “in un momento come questo  serve rarefare il più possibile i contatti perché i cluster del passato non esistono più, dobbiamo sapere a quante persone eventualmente servono cure di terapia intensiva per poter offrire a tutti le cure più adeguate. Siamo convinti che le persone ci aiuteranno”.

Nessuna limitazione o restrizione al transito delle merci

Nessuna limitazione o restrizione al transito delle merci e di tutta la filiera produttiva da e per i territori indicati che rientrano nell'ultimo decreto del Governo . In attesa di linee guida sulla movimentazione delle merci, il MIT ha chiarito alcuni punti relativi ai trasfrontalieri e alle merci.

Le limitazioni introdotte non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Pertanto, salvo che siano soggettI a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i trasfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. L’attività degli operatori addetti al trasporto è un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

Coronavirus, pronto soccorso dedicati alle donne incinte

É possibile transitare sulla rete autostradale in zona arancione?

Molti lettori ci hanno chiesto se è possibile transitare sulla rete autostradale in zona arancione. É possibile, ma con dei paletti per chi esce dalla zona arancione. Il decreto stabilisce la necessità di evitare gli spostamenti, ma consente di farlo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità. Possibile anche per spostamenti effettuati per motivi di salute.

VIDEO | Coronavirus: Protesta dei detenuti di Marassi per la riduzione delle ore di visita

Il cuore grande dei genovesi

La solidarietà ai tempi del coronavirus arriva anche nelle case dei soggetti più a rischio (anziani o malati) che in queste giornate delicate preferiscono non uscire dai propri appartamenti.

È infatti da qualche giorno che su Facebook fioriscono le iniziative di volontariato per fare la spesa e portarla a domicilio a chi non vuole recarsi fuori per paura dei contagi.

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