L’infettivologo Bassetti: «La Liguria modello nazionale nella gestione dei casi di coronavirus»

Il direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino, presidente della Sita, fa il paragone con la Lombardia sull’ospedalizzazione dei casi di Covid-19: «Evitiamo sovraffollamenti»

Gli esperti lo vanno ripetendo ormai da giorni: il rischio, quando si tratta di contagi da coronavirus, non sono tanto le ripercussioni sulla salute (escludendo ovviamente immunodepressi e persone con patologie, più esposte a complicazioni), ma l’impatto che i casi confermati, sempre di più a causa dell’elevata contagiosità del Covid-19, hanno sulla sanità italiana.

In Lombardia, per esempio, diversi ospedali sono quasi al collasso e si sta valutando l’ipotesi di richiamare medici in pensione per cercare di far fronte ai casi sempre più numerosi. E per Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino, la falla è nel modello di organizzazione: «Mancano i posti letto in Lombardia ma non tornano i conti», sottolinea l’infettivologo ligure, ricordando che «l’infezione da Covid-19 si manifesta per l'80-85% in maniera lieve o asintomatica dando un quadro in questa forma molto simile alle forme influenzali. Questi casi non dovrebbero essere ricoverati in ospedale, ma gestiti, come si fa per le forme influenzali, a casa. Bisognerebbe riservare i posti letto ospedalieri, sia nei reparti medici che nelle terapie intensive, ai casi più complicati e gravi. I numeri odierni dicono che ci sono quasi cinquecento casi ospedalizzati in Lombardia ovvero più del 50% del totale. O le forme sono gravi nel 50% dei casi oppure occorre cambiare strategia per evitare sovraffollamenti».

A oggi in Liguria sono stati trattati circa 50 casi di infezione, ha spiegato Bassetti, tutti con un’età media di 80 anni. Tra loro c’è anche una 90enne ricoverata in ospedale che «sta benissimo», e sul totale solo 14 sono stati ricoverati e 4 sono stati già dimessi per continuare la terapia e l’isolamento a casa: «Solo il 20% rimane ospedalizzato. Questo potrebbe essere un modello da seguire. Lo dico senza alcuna polemica, conosco la professionalità dei medici infettivologi lombardi, ma solo per dare un consiglio».

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«Occorre infondere ottimismo nella popolazione - conclude Bassetti - questa è una infezione che nella maggior parte dei casi non è grave, ma decorre in maniera lieve o asintomatica. È una infezione dalla quale si guarisce anche rapidamente. Certo alcuni possono avare un decorso grave, che può necessitare di cure intensive e assistenza respiratoria, ma sono solo una parte minoritaria. Evitiamo di terrorizzare la gente. Non porta da nessuna parte».

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