Coronavirus: sale a 34 il numero dei contagi in Liguria, un nuovo decesso

Il punto della situazione venerdì sera: morto un 76enne ricoverato nell'ospedale di Sanremo, le persone in sorveglianza sono 521. Cinque i guariti, ma si teme l'aumento di casi come accaduto in altre regionia

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha fatto nella serata di venerdì il punto sui contagi da coronavirus: il numero è salito a 34 sul territorio ligure. Si tratta di un aumento di 10 casi in un solo giorno, numeri che, secondo il governatore, sono destinati ad aumentare.

È arrivata inoltre la notizia di un nuovo decesso sotto la Asl 1 Imperiese, un uomo di 76 anni di Sanremo, ricoverato proprio nell'ospedale locale, risultato positivo al tampone effettuato per tentare di individuare eventuali casi di contagio non legati a quelli già individuati, conosciuti e tracciati.

A oggi gli ospedalizzati sono 23, coloro che stanno facendo decorso a domicilio 11, in sorveglianza attiva ci sono 521 persone. Sono in corso anche un'altra decina di tamponi, ma ciò che preoccupa è il fatto che la maggior parte dei nuovi casi siano liguri, e non legati ai cluster di Alassio e La Spezia. 

«Ai pazienti che provengono dai cluster noti, tra Alassio e La Spezia, si stanno aggiungendo casi autoctoni, liguri, di cui il percorso epidemiologico è più complesso - ha detto il governatore ligure - Ci aspettiamo un incremento di pazienti, per questo in giunta abbiamo portato una serie di piani operativi che prevedono la possibilità di curare pazienti in bassa, media e alta intensità di cura».

«Stiamo indivuduando strutture per la sorveglianza attiva nel caso in cui i numeri si moltiplichino e la domiciliazione non sia sempre possibile, come nel caso dei marittimi - ha proseguito Toti - Siamo equipaggiati, abbiamo predisposto un piano che prevede incrementi di terapie intensive, reparti di malattie infettive e luoghi di temporale isolamento temporaneo. Questo comporta alcuni sacrifici, nessuno pensi che la chiusura di pronti soccorsi portino una riduzione dei servizi sanitari della regione». 

«Se accadrà un'esplosione dei contagi saremo pronti - continua Toti -. Ognuno deve pensare che dietro a quei cittadini colpiti ci sono parenti e amici di tutti noi, questa cosa durerà per il tempo strettamente necessario per l'emergenza, poi si tornerà alla normalità».

«Non dobbiamo considerare il singolo ospedale, il singolo reparto, la singola Asl, ma è tutto il sistema che è chiamato a dare una risposta», ha aggiunto l'assessore regionale alla Sanità Sonia Viale. 

Toti sul piano emergenza: «Se servirà Micone ed Evangelico saranno riservati alla gestione del virus»

L'epidemia di coronavirus sta costringendo Regione Liguria e Alisa a ripensare anche il sistema sanitario. Nello specifico, a una “riorganizzazione prudenziale" dell’assetto degli ospedali liguri per individuare 65 posti per Terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 nuovi posti per Malattie infettive, coinvolgendo tutti gli ospedali liguri che hanno un reparto di Malattie Infettive.

A questo si aggiunge l’individuazione di strutture che possano garantire 240 posti letto (120 per l’area metropolitana, 60 per le Riviere) per chi deve sottoporsi all’isolamento in sorveglianza attiva e per chi viene dimesso dall’ospedale ma ha bisogno di trascorrere ancora qualche giorno in regime protetto.

Venerdì sera il governatore Toti ha voluto seccamente intervenire sulle polemiche nate per l'ipotesi che gli ospedali Micone di Sestri Ponente ed Evangelico di Voltri verranno dedicati alla gestione di persone contagiate: «Micone ed Evangelico, se ne avessimo bisogno, sarebbero destinati alla gestione dell’emergenza - ha detto il governatore ligure - c’è un piano di espansione nello sforzo di contenimento del virus che coinvolge tutti gli ospedali, ma se ci fosse necessità il Micone e l’Evangelico sarebbero destinati alla gestione del virus. I pronto soccorso quindi non funzionerebbero più e i pazienti verrebbero dirottati su San Martino, Galliera e Villa Scassi».

Il caso della GNV Rhapsody

Intanto sono iniziate nel pomeriggio di venerdì, e si concluderanno in serata, le operazioni di trasferimento dei 65 membri dell'equipaggio della Rhapsody GNV, da alcuni giorni a bordo in isolamento fiduciario obbligatorio dopo la conferma che un passeggero sbarcato a La Goulette, in Tunisia, lo scorso 28 febbraio è risultato pochi giorni fa positivo al coronavirus. 

Saranno 51 membri dell’equipaggio ad andare nel Centro Danilo Ravera di Viale Cembrano: una Rsa nuova, «idonea a ospitare persone in isolamento, dotata di camere con bagno che permettono un isolamento adeguato», fa sapere l'assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone. I rimanenti 14 membri dell'equipaggio verranno ospitati invece in largo Cattanei, a Quarto, in appartamenti messi a disposizione dal Comune di Genova.

Scuole chiuse, il contributo alle famiglie

Un bonus da 500 euro, confermato dal governatore ligure Giovanni Toti, verrà erogato una tantum allle famiglie per cercare di mitigare i disagi dei genitori che sono costretti a ricorrere a baby sitter.

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