Da Boccadasse al Righi, la fuga dal coronavirus si trasforma in folla

Persone alla ricerca di luoghi all’aria aperta finiscono per farli diventare affollati: decine di persone in spiaggia, sulle alture le auto restano in coda per gente che va in cerca di luoghi in cui fare passeggiate

Il consiglio di evitare luoghi chiusi e affollati, in questa domenica di sole e temperature miti, ha finito per scatenare una sorta di corsa ai luoghi all’aperto. E così, finisce che in tantissimi hanno approfittato della giornata per evitare sì i luoghi chiusi, uscendo però di casa e affollando altri luoghi all’aperto. 

Succede a Boccadasse, dove sin da domenica mattina le persone in spiaggia erano moltissime, e in molti casi la distanza raccomandata di un metro inevitabilmente non si riesce a rispettare. E se al mare la situazione è questa, non cambia molto quella sulle alture, dove nel pomeriggio di domenica le auto sono rimaste di fatto incolonnate sulla strada che porta al Righi e anche sulla strada per il monte Fasce.

righi auto incolonnate

Ancora una volta, dunque, pare che le raccomandazioni del governo (e non solo) non siano state recepite: uscire di casa il meno possibile, evitare assembramenti di persone e rispettare la distanza di almeno un metro. Anche all’aperto, ovviamente, e non solo al chiuso. 

Toti: «Così non va»

«Ragazzi, così non va - ha detto il governatore ligure Giovanni Toti, che in mattinata aveva già lanciato l'appello a stare in casa - Si possono prendere tutti i provvedimenti che si vogliono, ma il primo provvedimento è usare la testa e il buonsenso. Se si chiude tutto e poi ci si ammassa in giro, cosa cambia? Mentre medici, infermieri, operatori e volontari combattono contro il virus e ci dicono di non uscire di casa, che fate? Aspettate che capiti a voi, a un vostro amico o un parente per rendervi conto che è un'emergenza che riguarda tutti? Su dài! Stiamo lavorando per limitare gli arrivi da fuori Liguria, per quello che ormai si può limitare, ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte: cominciamo a comportarci bene».

L'infettivologo Bassetti: «Se i contagi crescono seria crisi per il nostro sistema sanitario»

«I contagi crescono e se continuano a crescere potranno mettere in seria crisi il nostro sistema sanitario - sono le parole dell'infettivologo Matteo Bassetti - Come già detto, noi siamo in grado di affrontare e mitigare una onda lunga di nuovi casi, non una onda molto alta. Molti hanno visto nel mio atteggiamento non catastrofista, la ragione per evitare di seguire le regole che abbiamo raccomandato e stressato dal Primo giorno. Il mio messaggio voleva e vuole essere rassicurante, ma non banalizzante. Chi lo ha interpretato diversamente, lo ha fatto solo per giustificare propri interessi e comportamenti. La notizia positiva rimane quella che nel 97-98% dei casi da questa infezione si guarisce (vedremo i numeri di letalità alla fine). È probabile che attualmente in Italia ci siano molti più casi di quelli riportati ( almeno x 4 o x 5). La letalità più bassa di altre infezioni è sicuramente un fatto positivo, ma occorre ora applicare fedelmente tutto ciò che viene raccomandato dalll’ISS, onde evitare che i contagi crescano ancora e possano mettere gli ospedali in ulteriore difficoltà»

Bassetti ha nuovamente diffuso le buone norme per tutelare se stessi e gli altri, soprattutto le persone più fragili, e per limitare il contagio.

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  • evitare di uscire di casa e avere contatti con altre persone se si ha febbre e/o tosse
  • evitare di andare al pronto soccorso se si hanno questi sintomi, salvo non vi sia indicazione ad andarci per condizioni gravi e/o consiglio del proprio medico
  • evitare luoghi o situazioni affollate
  • tenere a casa le persone anziane, specie se hanno altri problemi di salute
  • lavarsi accuratamente le mani più volte al giorno
  • disinfettare le varie superficie più volte al giorno compreso il cellulare
  • rispettare le indicazioni del ministero e le altre regole del buon senso e della buona educazione civica

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