Coronavirus, deceduto paziente al San Martino; nuovo caso a Diano Marina

La situazione di giovedì 5 marzo: un nuovo caso a Diano Marina, e un paziente di Savona deceduto al San Martino (è il quarto in Liguria)

Foto ANSA DANIEL DAL ZENNARO

Scuole e università chiuse sino al 15 marzo, sospesi tutti gli eventi sportivi e le manifestazioni che richiamano pubblico, restrizioni per cinema e teatri, rispetto della distanza minima di un metro da una persona all’altra e niente baci, abbracci e strette di mano per salutarsi: sono solo alcuni dei più o meno grandi provvedimenti che il governo - con un nuovo decreto, firmato il 4 marzo 2020 - ha deciso di adottare per far fronte all’epidemia di coronavirus e tentare di arginare l’epidemia.

Deceduto un paziente di 78 anni al San Martino

Nel frattempo, giovedì 5 marzo la Direzione Sanitaria del San Martino ha comunicato che un paziente di 79 anni residente in provincia di Savona, ricoverato nell'ospedale genovese, è morto durante la mattinata. È la quarta vittima del coronavirus in Liguria.

L’anziano, riscontrato positivo al tampone a Savona, era stato inizialmente gestito dall’equipe del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Savona per una grave broncopolmonite bilaterale ma presentando un quadro clinico molto complesso si è deciso di centralizzarlo al San Martino a mezzanotte, nel reparto di Rianimazione. Il paziente era transitato nell’area rossa del Veneto.

San Paolo di Savona: neurologia aperta e operativa

È aperto e operativo il reparto di Neurologia dell’ospedale San Paolo di Savona. Nel corso del pomeriggio di ieri, 4 marzo, il reparto è stato trasferito, a seguito di un caso di coronavirus relativo ad un paziente.

L’uomo, 79 anni, residente in provincia di Savona, presentava un quadro clinico complesso, era ricoverato in neurologia (camera singola), come appoggio dalla medicina e nella notte è stato trasferito all’Ospedale Policlinico San Martino, nel reparto di Rianimazione, dove è deceduto oggi, giovedì 5 marzo.

I 14 pazienti che erano ricoverati nel reparto di neurologia, sono stati trasferiti presso la day surgery del San Paolo di Savona, predisposta in via preventiva per accogliere eventuali emergenze. Il trasferimento dei pazienti è avvenuto seguendo le procedure necessarie per evitare contaminazioni. Il reparto di Neurologia dell’Ospedale San Paolo è quindi regolarmente operativo nella nuova sede.

A seguito del riscontro della positività del paziente al coronavirus, gli infermieri che hanno avuto esposizione a un potenziale contagio, sono stati posti in sorveglianza attiva e la sede originaria del reparto è stata sottoposta a scrupolosa sanificazione.

Un nuovo caso positivo a Diano Marina

Sempre nella mattinata di giovedì 5 marzo, un nuovo caso positivo è registrato in Liguria: si tratta di un uomo di 81 anni di Brembate di Sopra (Bergamo) che stava trascorrendo qualche settimana di vacanza in un hotel di Diano Marina insieme alla moglie e a una comitiva di turisti arrivati in riviera il 22 febbraio scorso.

L'uomo è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Sanremo insieme alla consorte 76enne (risultata negativa al primo tampone, e poi positiva dopo).

Dall’analisi epidemiologica del caso, è emerso che il 28 febbraio scorso la donna si era sentita male ed era stata trasportata in ambulanza al Pronto soccorso di Imperia, accompagnata dal marito. La donna era stata dimessa ed era rientrata in albergo. Mercoledì sera, a seguito di un nuovo malore, la signora è stata nuovamente trasportata al Pronto soccorso di Imperia, accompagnata dal marito. Dal momento che nel frattempo la zona di Bergamo è stata inserita tra quelle ‘a rischio’, il personale ha provveduto immediatamente a isolare la coppia, che è stata trasferita nel reparto di Malattie Infettive di Sanremo dove, effettuato il test ad entrambi i coniugi, il marito è risultato positivo al coronavirus. La moglie è risultata positiva solo al secondo tampone.

La Asl1 ha provveduto a individuare tutto il personale sanitario e delle ambulanze che sono entrati in contatto con la coppia: si tratta di 10 dipendenti della Asl e 8 del personale dell’ambulanza e automedica, si trovano già in isolamento fiduciario obbligatorio al proprio domicilio, sospesi dal servizio. Stanno bene e sono asintomatici.

Per quanto riguarda l’albergo, tutti gli ospiti e il personale (10 dipendenti oltre al proprietario) sono in quarantena. La protezione civile regionale sta già organizzando i pullman per riportare i turisti al loro domicilio, in provincia di Bergamo

Coronavirus, la situazione in Liguria

In totale i casi positivi nella nostra regione, stando ai dati diffusi nella serata di giovedì 5 marzo, sono 24, come confermato dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, di cui 14 ospedalizzati (Asl 1 due pazienti, Asl 2 quattro, San Martino sette, Asl 5 uno). Dimessi, sei pazienti. Sono assistiti al domicilio 10 pazienti. I tamponi in corso sono 8.

I pazienti in sorveglianza attiva sono 469 totali: 42 per Asl 1, 230 per Asl 2, 83 per Asl 3, 42 per Asl 4 e 75 per Asl 5.

«Mi aspetto un'espansione dei contagi, ma siamo lontani dall'essere allo "stress test" delle nostre strutture, mi sento abbastanza fiducioso» ha detto Toti, pur senza nasconere la preoccupazione dovuta al il fatto che pare che una signora positiva al tampone, per la prima volta, non sia stata in contatto con i cluster già individuati. Occorre dunque ricostruirne la catena epidemiologica per capire se esistono altri cluster.

«Bisogna ricordare che non ci si deve autopresentare al pronto soccorso quando si hanno dei sintomi: bisogna chiamare il medico di medicina generale o l'112» ha ricordato l'assessore alla Sanità Sonia Viale riguardo al caso di un uomo che mercoledì sera alla Spezia si è presentato spontaneamente al pronto soccorso preoccupato di avere i sintomi del coronavirus.

«Alcuni turisti sono rientrati a casa grazie alla collaborazione del tour operator, è una modalità sperimentata oggi - ha detto l'assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone - ed è andata a buon fine, bene perchè i mezzi della Croce Rossa iniziano a essere molto occupati».

Sono ricoverati presso il reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino 4 pazienti:

  • 1 donna di 73 anni (di Castiglione d’Adda), in reparto dal 24 febbraio e migliorata a seguito del ricovero. Si tratta del primo caso registrato in Liguria, quello di Alassio.
  • 1 donna di anni 64 di Piacenza ricoverata dall’1 marzo (contatto di caso confermato a Codogno) in buone condizioni
  • 1 uomo di 75 anni della provincia di Cremona proveniente dall’Hotel Garden di Laigueglia, ricoverato dall’1 marzo in buone condizioni
  • 1 uomo di 79 anni residente in provincia di Cremona e proveniente dall’Hotel Corallo di Finale ricoverato dal 3 marzo in condizioni stabili ma sottoposto a stretto monitoraggio.

I 3 pazienti ricoverati presso il reparto di Rianimazione, in assistenza ventilatoria invasiva, risultano, come ieri, gravi ma stabili. Si tratta di:

  • un uomo di 79 anni, residente a Castiglione D’Adda e proveniente dall’Hotel Bel Sit di Alassio
  • una donna di 85 anni residente nella provincia di Cremona e proveniente dall’Hotel Garden di Laigueglia
  • una donna di 90 anni residente nella provincia di Lodi, proveniente dall’Hotel Bel Sit di Alassio

Il caso del 72enne di Andora deceduto a Savona

Il caso dell'uomo deceduto al San Paolo di Savona mercoledì è quello che suscita maggiore preoccupazione. L’uomo, originario e residente ad Andora, non è infatti collegato ad alcun cluster conosciuto in Liguria, né quello di Alassio né quello della Spezia (dove è residente il 54enne ricoverato al Sant’Andrea che, stando ai bollettini medici, sta migliorando sempre di più). Resta da capire, dunque, dove abbia contratto il virus. 

Regione e Alisa hanno spiegato che era arrivato alcuni giorni fa all’ospedale di Albenga con problemi respiratori, era stato inizialmente ricoverato lì e poi, con l’aggravarsi della sua situazione, trasferito al San Paolo di Savona. 

Non rispondendo ad alcuna terapia, e presentando una preoccupante polmonite, è stato testato anche per il coronavirus, così come previsto dal protocollo sanitario per individuare eventuali casi “nascosti” e la conseguente catena epidemiologica, ed è risultato positivo, anche se l’esito del tampone è arrivato soltanto dopo il decesso.

Alla luce della positività al covid-19, è stato attivato il protocollo previsto a livello nazionale:  i familiari sono stati posti in sorveglianza attiva insieme con 5 operatori sanitari che sono entrati in contatto con lui al suo arrivo al pronto soccorso di Albenga. Gli altri operatori che lo hanno assistito durante il ricovero non hanno invece corso il rischio del contagio, perché il paziente, per il suo quadro clinico, è rimasto protetto con maschera respiratoria filtrante.

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«Stiamo cercando di ricostruire i contatti che il signore ha avuto - ha detto il governatore Toti da Roma - Non ci risulta sia entrato in contatto con il cluster principale del ponente, quello di Alassio, e non sappiamo ancora dove possa avere contratto il virus. Potrebbe avere avuto contatti con alcuni lombardi, o averlo avuto da ancora prima che venisse diagnosticato il caso di Alassio. Ci stiamo muovendo anche con la famiglia per cercare di rintracciare la linea».

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