Negli ospedali il percorso "Covid-19": triage nella tende per chi arriva con sintomi influenzali

Cambiano le modalità di accesso al pronto soccorso visti i ripetuti casi di persone che sono arrivate autonomamente e si sono poi rivelate positive al covid-19

Cambiano, prevedibilmente, le modalità di accesso ai pronto soccorso alla luce dell’emergenza coronavirus e dei casi sempre più numerosi di persone che non sono collegate a casi già individuati, circoscritti e isolati.

Restano frequenti, infatti, i casi di persone che si presentato al pronto soccorso con sintomi influenzali e che risultano poi essere positivi al coronavirus, comportamenti che, come più volte ripetuto dalle autorità, non soltanto aumentano il rischio di contagio, ma mettono a rischio gli operatori - medici, infermieri, operatori socio sanitari e tutti coloro che lavorano nei pronto soccorso e negli ospedali - altre persone, altri pazienti e l’intero sistema sanitario. 

Nella giornata di domenica, la Croce Rossa e Protezione Civile hanno completato l'installazione delle tenda pre-triage nelle zona antistanti i pronto soccorso dei principali ospedali liguri, da quelli genovesi - Villa scassi e Galliera - a quelli in provincia e nelle altre province, come confermato dall'assessore alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone.

Coronavirus, come cambia l'accesso al Pronto soccorso

Da lunedì, dunque, tutti i pazienti con sintomatologia simil-influenzale (tosse, mialgie, febbre) che arriveranno in pronto soccorso sia con 118 sia in modalità di autopresentazione passeranno dal Triage Respiratorio, e cioè dalla tenda allestita fuori dall’ospedale, e saranno accolti nella sala d’attesa assistita in isolamento, dove verranno

sottoposti a una visita da parte di un medico del pronto soccorso, a una radiografia al torace su letto/barella con apparecchio portatile e ad analisi del sangue. Se il quadro della radiografia evidenzia sintomi di polmonite interstiziale ed è presente un evidente disturbo alle vie respiratorie, si richiede consulenza infettivologica per indicazione al tampone per Covid-19.

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Se non viene data indicazione al tampone (sospetta infezione di altro microorganismo), il paziente esce dal percorso coronavirus e segue un altro percorso. Se il tampone viene effettuato ed è positivo, possono succedere due cose: 

Se in buone condizioni, su indicazione dell’infettivologo, il paziente va a casa con mascherina chirurgica in isolamento fiduciario.

Se necessita di ricovero ospedaliero va in Malattie Infettive.

Se durante la permanenza in pronto soccorso si aggrava viene gestito dagli anestesisti in stanza d’isolamento e poi trasferito in Rianimazione.

L’ambulatorio ortopedico del Pronto Soccorso verrà spostato nella stanza numero 5. L’ambulatorio oculistico verrà spostato nella stanza dedicata fino ad oggi agli infermieri diurnisti, la Radiologia del Pronto Soccorso verrà dedicata esclusivamente all’urgenza per cui le attività a Cup (ecografie, Tc) sono sospese fino a nuova data e ricollocate in altre agende (ad eccezione di eventuali pazienti di lunedì, per un’evidente difficoltà nel poterli contattare tempestivamente).

Coronavirus, cosa succede negli ambulatori

In tutte le Aree Ambulatoriali (es. Cancer Center/Dialisi/ Clinica Reumatologica, ORL, Oculistica, ecc.) gli operatori indosseranno mascherine chirurgiche; si eseguiranno triage sui pazienti prima di ammetterli all’area secondo check list.

Nel Centro prelievi, gli operatori indosseranno mascherina chirurgica e non è previsto triage. Sospese tutte le attività ambulatoriali differibili, e da martedì 10 marzo è prevista la sospensione dell’attività di chirurgia ambulatoriale, Day Surgery e Endoscopia digestiva c/o pad. 15 (ex IST) piano terra

Coronavirus, niente accesso agli accompagnatori a meno di indicazioni dai sanitari

Sia nelle aree di degenza che nelle aree ambulatoriali non sarà consentito l’accesso agli accompagnatori, se non in condizioni selezionate dagli operatori sanitari (pazienti minori, pazienti con disabilità e pazienti in imminente pericolo di vita). Questo protocollo è già in atto presso il Pronto Soccorso. Pertanto per ogni ricoverato sarà necessario avere disponibile un recapito telefonico di contatto.

Coronavirus, cosa deve fare chi ha sintomi influenzali

Il decreto governativo dell’8 marzo spiega ancora una volta, nel dettaglio, come comportarsi se si hanno sintomi influenzali. 

Innanzitutto è raccomandato a chiunque abbia sintomi respiratori e febbre sopra i 37,5 gradi di non uscire di casa e contattare il medico curante. A quel punto il medico curante stabilirà se trasmettere o meno i dati alle Asl di competenza per eventualmente richiedere approfondimenti a seconda del quadro clinico. 

Non uscire di casa e non presentarsi in ospedale spontaneamente e autonomamente restano le due indicazioni principali e fondamentali. Nel caso in cui il medico curante non sia disponibile il consiglio è quello di contattare la guardia medica o, in alternativa, il 112. Il sistema sanitario si occuperà di prendere in carico tutti i casi che potrebbero apparire sospetti e necessari di approfondimenti e conseguente tampone per il coronavirus. 

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