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Cornigliano, manifestazione contro il degrado: «Questo è solo l'inizio»

Cornigliano scende in piazza contro il degrado. Centinaio di persone hanno bloccato il quartiere, mandando in tilt il traffico genovese. Campo abusivo, sicurezza, depuratore e cantieri aperti le principali tematiche

Cornigliano dice basta. Questo recita lo striscione, questo urla a gran voce la gente. Cornigliano scende in piazza per manifestazione contro una situazione di degrado che da anni ormai colpisce il quartiere e che continua a peggiorare di mese in mese.

Campo rom abusivo, sporcizia, sicurezza, cantieri aperti, ex mercato comunale, sono tantissime le tematiche che le centinaia di persone hanno portato nel corteo. Partita alle 9 dalla stazione ferroviaria la manifestazione si è diretta verso piazza Massena, bloccando dalle 9 alle 11 tutto il traffico di via Cornigliano, sia verso levante che verso ponente, mandano in tilt l'intera città. I negozianti stanno coi manifestanti, tanto che al loro passaggio ogni negozio, multietnici compresi, abbassano le saracinesche in segno di solidarietà.

«Il sindaco dove è?» recita un altro cartello. I corniglianesi chiedono a gran voce l'intervento di un sindaco che «in campagna elettorale era sempre a Cornigliano, dopo averla vinta non si è più visto». Il campo rom di via Muratori è un po' la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso, già pieno di mille crepe. Più di venti roulotte parcheggiate proprio vicino a Villa Bombrini in un campo assolutamente abusivo, verso il quale l'amministrazione non sembra mai aver preso una posizione.

«Non siamo contro i Rom - afferma Claudio Sciotto, l'organizzatore della manifestazione, consigliere del Municipio Medio Ponente della Lista Progresso Ligure - ma siamo contro l'illegalità. Qui non ci possono stare, è un campo abusivo. Il Comune deve trovare una soluzione non solo per noi, ma anche per loro. Il sindaco dove è? Siamo stanchi di questa situazione, non vogliamo essere cittadini di serie B. Cornigliano era uno dei fiori all'occhiello di Genova, ora siamo dimenticati da tutti. Questa manifestazione è solo l'inizio, non ci fermeremo qui».

«Noi ci siamo - racconta Mirko, un giovane manifestante - ma purtroppo temo serva a poco. Chi di dovere dovrebbe intervenire per risolvere questa situazione. Avremmo voluto parlare noi con questa gente e fargli capire educatamente che a Cornigliano abusivamente non ci possono stare. Queste cose, chissà perché, ad Albaro non succedono mai».

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