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Ultradestra a Genova, hotel del centro nega l'ospitalità al convegno

Dallo Starhotel di Corte Lambruschini un diniego motivato da ragioni tecniche, comunicato circa una settimana fa. Sale intanto la polemica sull'arrivo nel capoluogo ligure dei leader dell'estrema destra

Non si placa la polemica sull’organizzazione del convegno dell'ultradestra nel capoluogo ligure: dopo la netta presa di posizione del sindaco Marco Doria, che si è schierato per il no definendo «veleno» la «diffusione della  propaganda e dell’organizzazione di forze razziste e neonaziste che nulla hanno a che fare con la libertà di pensiero», dalla città arriva un altro no ai leader neofascisti europei, attesi per sabato 11 febbraio.

Lo sbarramento stavolta arriva dallo Starhotel President di Corte Lambruschini, una delle prime strutture che gli organizzatori del convegno "For the Europe of Fatherlands!" (“Per un’Europa delle patrie”, ndr) hanno contattato per chiedere disponibilità a ospitare un centinaio di persone nei giorni precedenti e successivi all’evento: «Confermo che ci è stata fatta una richiesta, circa una decina di giorni fa, preceduta da un primo contatto durante il quale una persona è venuta a visionare l’hotel e a chiedere informazioni - fa sapere Flavio Simioni, direttore dell’albergo a 4 stelle che sorge a pochi passi dalla stazione di Brignole - Pochi giorni dopo la richiesta abbiamo dovuto comunicare l’assenza di disponibilità per motivi tecnici».

Lo Starhotel è stato soltanto una delle strutture contattate dagli organizzatori del convegno - promosso da Forza Nuova - per il soggiorno genovese dei partecipanti, selezionato sulla base della posizione e della possibilità di accogliere «circa 100, 120 persone», come ha confermato Simioni. Alla manifestazione, oltre a Roberto Fiore, presidente di Forza Nuova, dovrebbero intervenire come relatori anche Udo Voigt, parlamentare europeo del Partito Nazionaldemocratico di Germania, il leader del Parti Nazionaliste Français, Yvan Benedetti, e Nick Griffin, ex presidente del British National Party.

Nessun’altra notizia, al momento, è trapelata sulla struttura in cui i leader di estrema destra organizzeranno il convegno, anche se sembra certo che altri grandi alberghi della città avrebbero ricevuto una prima richiesta. A oggi, d’altronde, non è neppure chiaro se effettivamente l’evento avrà luogo: anche il presidente della Regione, Giovanni Toti, dopo un’iniziale apertura sembra avere fatto retromarcia chiamando in causa la Prefettura e spiegando che «il convegno dell’ultradestra non rappresenta le mie idee, né quelle della mia famiglia e i valori di democrazia e antifascismo che sono ben radicati in questa amministrazione, come è stato dimostrato: abbiamo infatti celebrato il partigiano più famoso del nostro Paese, Pertini, a cui abbiamo dedicato giornate e soldi pubblici per celebrare la sua memoria e per restaurare la casa natale. Ma credo che l’autorizzazione di eventi pubblici spetti a Prefettura e Questura, e non al consiglio Regionale».

Anche la sezione genovese dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha invitato a boicottare l’evento, seguita dalla Fiom, che in una nota ha fatto sapere che «non possiamo accettare che i fascisti abbiano voce nella nostra città. I lavoratori e i partigiani hanno combattuto contro la dittatura fascista che negava i diritti, impedendoli con ogni mezzo, dei lavoratori in fabbrica e fuori da essa. Chi ha torturato e ucciso per schiacciare le lotte dei lavoratori impegnandoli poi in guerre per la difesa dei profitti dei vari padroni non può avere cittadinanza nella nostra città - prosegue la segreteria -Questa è la storia del movimento sindacale, è la nostra storia e non intendiamo permettere che razzisti e xenofobi che negano il ruolo e l’organizzazione autonoma della classe operaia possano esprimersi. Una generazione di operai, impiegati, dirigenti sindacali, di uomini e donne ha dato la propria vita per impedire un futuro al fascismo. Per il rispetto che dobbiamo a quella storia e per la difesa del nostro futuro invitiamo i lavoratori e lavoratrici, i delegati e tutti gli antifascisti a scendere in piazza per impedire che l’11 febbraio si svolga la manifestazione fascista a Genova».

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