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"Libera Genova" a convegno sul rispetto della legalità

Al centro del dibattito, dal titolo "La legalità è un diritto?", la creazione di un coordinamento tra istituzioni e associazioni contro il dilagare della criminalità organizzata, della corruzione e il senso d'illegalità crescente

È stato un importante momento di riflessione e confronto, organizzato da Libera Genova, sul tema della lotta alle mafie, l'incontro che si è tenuto ieri sera nel salone del Minor Consiglio a Palazzo Ducale.

Al centro del dibattito, dal titolo "La legalità è un diritto?", la creazione di un coordinamento tra istituzioni e associazioni contro il dilagare della criminalità organizzata, della corruzione e il senso d'illegalità crescente.

Protagonisti, oltre ai numerosi studenti e alle associazioni che aderiscono all'associazione fondata da Don Ciotti, l'onorevole Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia, Elena Fiorini, assessore alla legalità del Comune di Genova, Sonia Viale, vice presidente e assessore alla sicurezza della Regione Liguria e Carlo Brusco, magistrato. Coordinava gli interventi Chiara Volpato, referente di Libera Genova.

Dopo i saluti di Luca Borzani, presidente della fondazione Palazzo Ducale, e prima dell'intervento del prefetto del capoluogo ligure, Fiamma Spena, ha preso la parola il sindaco di Genova Marco Doria.

«Il rispetto della legalità - ha detto Doria - va imposto a tutti, malavitosi, corrotti, evasori fiscali ma anche alla piccola criminalità, senza eccezioni o attenuanti. Il nostro territorio non è immune dalla presenza di organizzazioni criminali tentacolari, spesso in commistione con il mondo degli affari e degli appalti, per riciclare il denaro sporco e tentare di vincere le gare bandite dalla pubblica amministrazione. Due i filoni di azione per contrastare questi fenomeni: la trasparenza e il controllo degli atti amministrativi. Il malaffare, spesso, si annida nelle procedure previste da norme ormai superate. Come, ad esempio, il meccanismo di assegnazione basato sul "massimo ribasso", crocevia di prassi in cui si insinua l'illegalità».

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