Consigliere inneggia ai fasci da combattimento, la Lega: «Non fa più parte del gruppo»

La comunicazione arriva dalla segreteria provinciale del partito di Matteo Salvini. Venerdì mattina è arrivata anche la denuncia per apologia del fascismo

«Il consigliere del Municipio Medio Levante Igor D’Onofrio non fa più parte del gruppo Lega Salvini Premier»: così la sezione provinciale della Lega ha annunciato i provvedimenti adottati dopo che D’Onofrio è finito al centro di una bufera di polemiche per avere inneggiato alla costituzione dei fasci di combattimento sulla sua pagina Facebook.

Una "cacciata" tempestiva seguita poi dalla denuncia, da parte della Digos, alla Procura di Genova: D'Onofrio dovrà rispondere del reato di apologia del fascismo, reato previsto dall'articolo 4 della legge Scelba che punisce chi tenta di riorganizzare il partito fascista e chi «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo o le sue finalità antidemocratiche».

La denuncia, come detto, è stata preceduta dalla decisione della Lega di prendere le distanze dal consigliere: «La segreteria provinciale ha accolto la decisione di uscire dal gruppo da parte del consigliere e sta provvedendo a inviare comunicazione ufficiale al presidente del Municipio e al sindaco di Genova», si legge nella nota firmata dal commissario della Lega, nonché presidente del consiglio comunale, Alessio Piana. 

«La scelta di uscire dal gruppo, come motivato dal consigliere stesso, nasce dalla volontà di non mettere in ulteriore imbarazzo il nostro movimento - conclude Piana - Le dichiarazioni espresse a mezzo Facebook, come ribadito personalmente al consigliere D’Onofrio, non rispecchiano i valori e la storia del nostro movimento: noi guardiamo avanti e non al passato».

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D’Onofrio, come rivetato ieri, aveva sfruttato il suo profilo Facebook per postare una serie di contenuti in cui celebrava la costituzione dei fasci di combattimento: durissima la reazone di Anpi e del Pd, che hanno chiesto al sindaco Marco Bucci di intervenire e prendere le distanze dal consigliere così come accaduto a Savona con la sindaca Ilaria Caprioglio e la consigliera Simona Saccone. Il consigliere (ormai ex) leghista, dal caanto suo, da quando è scoppiato il caso ha “blindato” il profilo Facebook, prima pubblico e ora inaccessibile.

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