Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Maxi concorso per Oss, il Tar accoglie ricorso e ordina ripetizione della prova

Sugli elaborati mancava il timbro d'ufficio e la firma di un componente della commissione esaminatrice. Danilo Granata, uno degli avvocati che si sono occupati della vicenda, invita Alisa a non indugiare e a procedere con una nuova prova

Il Tar della Liguria ha accolto il ricorso di alcuni candidati che non avevano superato la prova pratica del concorso per 274 posti a tempo indeterminato di Oss. "La sentenza del Tribunale amministrativo si basa su un aspetto meramente formale - fa sapere Alisa -: la tesi dei ricorrenti accolta dal Tar sostiene che il foglio fornito dalla commissione d'esame per formulare le risposte ai quesiti, oggetto di valutazione tramite lettura ottica, non fosse idoneo a garantire l'assoluta sicurezza della genuinità dell'elaborato".

Leggendo le sette pagine della sentenza, di cui GenovaToday è venuto in possesso, sono stati violati gli articoli secondo cui "gli elaborati debbono essere scritti esclusivamente, a pena di nullità, su carta portante il timbro d'ufficio e la firma di un componente della commissione esaminatrice o, nel caso di svolgimento delle prove in località diverse, da un componente del comitato di vigilanza"; e "a tutti i candidati viene fornita carta recante il timbro dell'unità sanitaria locale o dell'Azienda ospedaliera e la firma di un membro della commissione esaminatrice. L'uso di carta diversa comporta la nullità della prova". 

Alisa ritiene invece che la modalità operativa adottata sia in realtà più sicura di quella auspicata dal Tar, in quanto ogni candidato ha dovuto inserire sul proprio elaborato uno specifico e univoco codice a barre fornito al momento della prova.

"Questi continui ricorsi non fanno bene al sistema e non fanno altro che rallentare le procedure di assunzione di chi sta aspettando da tempo di cogliere questa importante opportunità - commenta Giovanni Toti, presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria -. Quanto accaduto comporterà un ritardo nella presa in servizio di figure professionali fondamentali per il funzionamento nel nostro sistema sanitario regionale, si tratta di persone che da anni aspettavano questo concorso. Occorre un impegno da parte di tutti nel rivedere questi meccanismi, nel massimo rispetto dei principi di legalità e di regolarità amministrativa".

Alisa sta valutando di ricorrere al Consiglio di Stato confidando nella salvaguardia della procedura e delle aspettative dei quasi duemila candidati ammessi all'orale. Tutto questo, inevitabilmente, produrrà ritardi nei tempi di assunzione dei vincitori che erano attesi per il prossimo 1 agosto.

L'accovato Danilo Granata si dice soddisfatto anche per la decisione del Tar di definire il giudizio con una sentenza breve, basata su manifesta fondatezza, quindi netta, e invita Alisa a non indugiare e a procedere con una nuova prova.

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