Politiche d'innovazione: il Comune al fianco dell'Europa

Il Comune di Genova è uno dei 14 partner, rappresentanti di 10 Stati membri dell’Unione Europea, del progetto CCIC (Complex Challenges, Innovative Cities), teso a migliorare le politiche regionali di innovazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Il Comune di Genova è uno dei 14 partner, rappresentanti di 10 Stati membri dell’Unione Europea, del progetto CCIC (Complex Challenges, Innovative Cities), teso a migliorare le politiche regionali di innovazione, incoraggiandone l’uso e rafforzando la collaborazione tra le amministrazioni locali e regionali, gli enti pubblici e gli altri stakeholder. Il progetto è stato finanziato dal Comitato di Programmazione INTERREG IVC per un importo complessivo di 2.036.969,35 euro, di cui 127.867,84 euro destinati al Comune di Genova.

Il progetto è iniziato a gennaio di quest’anno e durerà 36 mesi, fino a dicembre del 2014. Dei 14 partner che lo gestiscono, 8 sono autorità locali o regionali. Il Comune di Genova partecipa al progetto attraverso il coinvolgimento attivo della direzione Contabilità e Finanza in collaborazione con la direzione Programmazione, Bilanci e Partecipate, con il supporto del settore Acquisizione Finanziamenti e Sviluppo Progetti, coordinamento progetti europei. Nel corso del meeting di apertura che si è svolto a Sofia, la capitale della Bulgaria, il 13 e il 14 marzo scorsi, le sopra citate direzioni hanno presentato gli obiettivi dell’esperienza pilota che si vuole realizzare a Genova: sarà focalizzata sull’utilizzo di strumenti innovativi già impiegati all’interno dell’ente negli scambi tra l’ente stesso e la società civile, in vari ambiti istituzionali.

Per gli scopi di CCIC, l’innovazione del settore pubblico dovrà essere analizzata non tanto in termini di idee individuali o isolate, quanto piuttosto entro una cornice di direttive politiche. L’analisi quindi richiederà di concentrarsi non solo sulla singola nuova idea, sul prodotto, sul servizio o sulla pratica, ma anche su un contesto più ampio, all’interno del quale questa innovazione possa diventare significativa, con implicazioni nel breve e nel lungo periodo.

Ove possibile, dovranno anche essere analizzati i “fattori moltiplicativi”, cioè in che modo una “politica migliorata” possa contribuire al miglioramento di altre politiche, moltiplicando così gli effetti dell’innovazione originaria.

Le attività del progetto sono distribuite in 5 fasi distinte e comprendono:
- l’Identificazione di buone pratiche di innovazione a livello locale o regionale;
- la compilazione di un elenco di buone pratiche per favorire una peer-review da parte di gruppi tematici e forum pubblici locali da tenere in ognuna delle città coinvolte;
- l’analisi completa delle migliori prassi, l’ elaborazione di una relazione analitica sulle innovazioni nel settore pubblico, propedeutica alla preparazione di un database di buone pratiche in materia di innovazione del settore pubblico e degli effetti che ne derivano;
- la programmazione di visite - studio per analizzare le buone pratiche e conoscere gli approcci locali per l'innovazione del settore pubblico;
- la selezione delle buone prassi da adottare;
- l’organizzazione di un programma di visite di scambio.

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