Comandante scomparso, nave sequestrata ed equipaggio interrogato

Non c'è traccia del 54enne di origini ucraine al comando della Msc Giannina, partita da Gioia Tauro mercoledì

Resta ancora un mistero la scomparsa del comandante della Msc Giannina, la nave cargo partita lo scorso mercoledì dal porto di Gioia Tauro, in Calabria, e arrivata sabato mattina al Vte di Voltri: gli agenti della Squadra Mobile della questura di Genova e della Scientifica hanno immediatamente effettuato un sopralluogo sul cargo, senza trovare alcuna traccia dell’uomo, un 54enne di origini ucraine, né segni di violenza.

Neppure l’equipaggio ha saputo fornire indizi utili a ricostruire cosa sia esattamente accaduto all’uomo: gli investigatori, che hanno messo sotto sequestro sia la nave sia la cabina del comandante, hanno più volte ascoltato i marittimi, tutti di origini ucraine, e sono riusciti a restringere la finestra oraria in cui potrebbe essere scomparso. Stando ai racconti dell’equipaggio, avrebbe fatto perdere le proprie tracce tra la sera di giovedì 19 e le prime ore della mattina di venerdì 20 ottobre, ma le ombre sulla vicenda sono ancora troppo fitte per ricostruire cosa sia successo.

Le ipotesi degli inquirenti

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono diverse: dato per assodato il fatto che il comandante sia salito a bordo a Gioia Tauro e abbia iniziato la navigazione, potrebbe essersi sentito male ed essere caduto in mare, potrebbe essersi gettato di sua volontà, oppure potrebbe essere stato ucciso e il corpo buttato tra le onde. In quest’ultimo caso, sarebbe da chiarire anche se si sia trattato di un gesto volontario, o se la morte sia stata un incidente e il colpevole, preso dal panico, abbia deciso di liberarsi del cadavere.

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Di certo al momento c’è che sulla nave non sono state trovate tracce evidenti di violenza: la cabina del comandante è risultata in ordine, e non ci sono indizi utili a farsi almeno un’idea di quanto accaduto. Nelle prossime ore gli agenti della Mobile del dirigente Marco Calì, coordinati dal pm Marcello Maresca e con la collaborazione della Polmare, continueranno a interrogare l’equipaggio - che resta sulla nave, senza il permesso di scendere - per cercare di capire cosa sia successo.

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