Cronaca Chiavari / Via Preli

Colonia Fara: da residenza fascista a dimora vista mare per i senza tetto

Nel 2010 anche l'ex giocatore del Genoa Hernàn Crespo, insieme a Fabio Santomauro, aveva tentato di acquistare la residenza estiva, inaugurata nel 1938 alla presenza di Benito Mussolini. All'interno vivono molti senza tetto, come mostrano le foto

Chiavari - Non tutti i senza tetto sono uguali. Ci sono quelli che vivono sotto il classico ponte e quelli che dimorano al coperto in riva al mare. La colonia Fara, intitolata al generale Gustavo Fara, è stata inaugurata in via Preli a Chiavari nel 1938 alla presenza di Benito Mussolini. L'edificio nasceva come luogo di soggiorno e villeggiatura marinaro per bambini e aveva una capienza di 400 posti.

UN PO' DI STORIA - Con l'ingresso dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, la colonia Fara divenne ospedale militare e sede di occupazione dell'esercito tedesco. Al termine del conflitto ospitò fino al 1955 i profughi provenienti dall'Istria prima di diventare breve tempo albergo. Poi la chiusura negli anni Sessanta e l'abbandono durato fino al 1980 quando il Comune di Chiavari rilevò la struttura dalla Regione Liguria.

LA SCUOLA - Il tentativo di collocare una scuola elementare all'interno della colonia è naufragato definitivamente a cavallo fra il 1998 e il 1999 a causa del crescente stato di abbandono dell'edificio, ormai praticabile solo per metà. Da allora un lento ma inesorabile declino. Nel 2008 il Comune di Chiavari ha chiesto l'autorizzazione all'alienazione, ma Legambiente ha impugnato la delibera davanti al Tar.

SANTOMAURO - Sempre nel 2008 la prima asta per la vendita. Ad aggiudicarsela è Fabio Santomauro, amministratore delegato della Centro Arte srl, con 17 milioni di euro. Ma, dopo il versamento di 500 mila euro di acconto, il pagamento del saldo non è mai avvenuto.

CRESPO - Nel 2010 Santomauro ci riprova insieme all'ex giocatore del Genoa Hernàn Crespo e a Massimo Pollio. Il calciatore spiega di voler trasformare la struttura in un complesso dotato di beauty-farm, piscina calda con acqua di mare, appartamenti di lusso, ristorante e stabilimento balneare privato. Ma adesso i 17 milioni inizialmente concordati sembrano troppi alla cordata guidata dall'imprenditore di Lavagna, dopo i tre ricorsi al Tar e la discesa generalizzata dei prezzi degli immobili negli ultimi anni.

29 PERSONE SGOMBERATE - Nell'ottobre 2012 Santomauro ha dichiarato di voler presto partecipare a una nuova asta per l'assegnazione di una porzione ridotta della colonia Fara. Nel frattempo la struttura non si può certo definire disabitata. Il 26 gennaio 2012 un blitz delle forze dell'ordine ha sgomberato gli abitanti abusivi: erano in 29, di cui 4 minorenni.

LA PROSSIMA ASTA - Ai primi di gennaio il Comune di Chiavari ha fissato per il 14 febbraio 2013 la data per una nuova asta: il prezzo di partenza è 9.877.500 euro, un milione di euro in meno rispetto alla richiesta presentata il 29 novembre 2012. In attesa di vedere come andrà siamo andati a vedere come si presenta la struttura.

IL NOSTRO REPORTAGE - Mentre ci aggiravamo a fare qualche foto abbiamo notato una persona parcheggiare una bicicletta nel cortile antistante la colonia e poi entrare all'interno. Incuriositi abbiamo cercato di capire da dove poteva essere entrato. Con sorpresa ci siamo accorti che l'accesso è possibile attraverso una rete divelta dal lato della spiaggia. Come si vede dalle foto imboccando il vialetto che va verso mare ci si trova con la colonia a destra e quello che doveva essere il campo sportivo a sinistra.

INGRESSO AGEVOLE - Basta girare a destra per trovarsi su una terrazza affacciata sul mare, che dà accesso alla colonia. A fianco a due ragazzine che si scattano foto ricordo, il varco. L'odore non è dei migliori e l'alto numero di escrementi umani segnalano una presenza piuttosto folta di ospiti. L'edificio ha una base di due piani più ampia rispetto ai restanti otto piani. Al piano terra, sul lato destro, veniamo attirati da un buco da cui immaginiamo si possa accedere all'interno. La curiosità però sta a capire da dove è entrato l'uomo ripreso nelle foto.

BICI PARCHEGGIATE - Proseguiamo allora verso ponente costeggiando il refettorio. Dall'altro lato alcune biciclette parcheggiate, accanto a un giaciglio di fortuna. Si vede che non tutti hanno diritto di dormire all'interno. Salita una rampa di scale e percorso il ballatoio ecco la finestra da cui è entrato l'uomo nella foto. Una sedia agevola l'ingresso dalla finestra. All'interno una fila di sedie ribaltate, di quelle usate solitamente negli auditorium, permette di accedere all'interno.

ALL'INTERNO - La stanza è pittuosto ampia e forse meno maleodorante di altre. All'interno, illuminati dalla luce del sole che filtra dalle finestre prive di vetri, diversi sacchetti di plastica. Su una parete campeggia la scritta Greetings from Chiavari, accanto a uno strano disegno. Proseguendo per il corridoio ci si trova la sala mensa sulla destra, mentre a sinistra, accanto all'ascensore, la porta d'ingresso che dà su via Preli. Poco più avanti la scala che porta ai piani superiori.

PERICOLO SCAMPATO - All'improvviso si sente una persona schiarirsi la voce al piano superiore, è giunto il momento di andare. Uscendo pestiamo dei vetri facendo rumore, ma nessuno sembra accorgersene fortunatamente. Ripercorriamo la strada a ritroso. Nel passare sotto i portici davanti al refettorio vediamo uscire tre persone dal buco notato in precedenza. Non è il caso di farsi vedere. Una volta allontanati ne approfittiamo per andare a visitare le loro stanze. Per accedere dal buco bisogna chinarsi. All'interno gli spazi sono angusti e il pavimento è in terra battuta. Sulla destra una porta apre su una stanza circolare piena di detriti, sulla sinistra un corridoio collega a quello principale che porta alla mensa.

CONTINUO VIA VAI - Anche stavolta, al momento di andare via incrociamo altri due ospiti della struttura intenti a uscire. Indugiano e questo ci regala gli ultimi momenti da cardiopalma, ma poi ciondolanti si allontanano e così ne approfittiamo per fare anche noi.

CONCLUSIONE - Nel giorno della Memoria, 27 gennaio 2013, la colonia è illuminata dal sole e non si può non pensare a quello che questo edificio è stato, è, e potrebbe essere. Nata come luogo per forgiare i giovani fascisti, ora è abitata dai senza tetto. La complicata vicenda giudiziaria ha bloccato la vendita. Ora il Comune ci riprova nel giorno di San Valentino, data della prossima asta, sperando che per una volta il buon senso vinca sulla burocrazia e che la colonia diventi da problema a risorsa in più per il turismo chiavarese.

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