Incendio Cogoleto, 2 famiglie senza casa e danni ad aziende: allo studio un provvedimento regionale

Difficile, a oggi, chiedere uno stato di emergenza nazionale. Però, ha assicurato l'assessore Giacomo Giampedrone, la Regione cercherà di gestire la situazione dall'interno

«Non ci sono i presupposti per chiedere lo stato di emergenza nazionale, ma stiamo già lavorando a un provvedimento a livello regionale per gestire i danni causati dal rogo». A parlare è l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, e il riferimento è al terribile incendio divampato lunedì notte sulle alture di Cogoleto e che ormai da più di 48 ore continua a bruciare, tenuto comunque sotto stretto controllo.

Il bilancio, a oggi, è di decine di ettari di macchia mediterranea in fumo (la stima dei carabinieri forestali è di 40, anche se per i vigili del fuoco si tratta di 100 metri quadrati di perimetro interessato), danni ad aziende agricole e ditte che fortunatamente non sono state costrette a interrompere l’attività produttiva, e quattro persone rimaste senza casa: si tratta di due nuclei familiari che lunedì notte, quando l’incendio si è avvicinato pericolosamente alle abitazioni sulla collina, sono stati fatti evacuare da vigili del fuoco e protezione civile insieme con altre 43 persone. Soltanto in quattro, alla fine, non hanno potuto fare ritorno a casa, per i danni troppo gravi che il fuoco ha causato agli edifici.

«Attualmente sono alloggiate in un albergo del comprensorio di Cogoleto e il Comune se ne sta facendo carico, ma stiamo pensando di offrirgli due case di Arte per la sistemazione sul breve periodo - spiega Giampedrone - Dovremo poi ragionare sul riconoscimento di uno stato di necessità. Non credo si possa procedere con la richiesta a livello nazionale dello stato di emergenza, ma per le persone che hanno perso la casa nell’incendio la situazione è come quella di uno sfollato del ponte Morandi, e bisogna intervenire».

La soluzione potrebbe essere procedere a livello regionale con un apposito provvedimento: «Nei casi di incendio la dimensione “emergenza” intesa come derivante da calamità non esiste: gli incendi non hanno origine naturale, o sono dolosi o sono colposi - aggiunge Giampedrone - Mi sono però già confrontato con il capo dipartimento della Protezione Civile, e anche se né la portata dell’evento né le condizioni dell’evento sono sufficienti per chiedere lo stato di emergenza nazionale, ci muoveremo come in una fase tipica di emergenza di protezione civile per trovare una soluzione e aiutare chi ha perso la casa o ha avuto danni a causa dell’incendio». 

Sulle alture di Cogoleto, intanto si continua a lavorare per cercare di spegnere definitivamente l'incendio e bonificare l'area, molto vasta. Nel pomeriggio di mercoledì i focolari hanno ripreso vigore nella zona tra l'ex Stoppani e Lerca, fortunatamente lontano dalle case, ma nella notte i vigili del fuoco hanno deciso comunque di evacuare, a titolo precauzionale, tre case e quattro persone cui è stato poi dato il via libera per il rientro.

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