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Cronaca Cogoleto

Porto a Cogoleto, il sindaco ribadisce: "Nessun progetto è stato messo al voto"

Le parole del sindaco Paolo Bruzzone dopo le polemiche

Il sindaco di Cogoleto Paolo Bruzzone interviene nuovamente nel dibattito creatosi intorno al porticciolo turistico per ribadire che nello scorso consiglio comunale nessun progetto è stato messo al voto. 

"L’amministrazione - spiega Bruzzone - ha portato in discussione in Consiglio Comunale le osservazioni al Piano Territoriale Regionale in cui si chiede, in conformità all’articolo 17 punti b e c dello stesso piano, se l’area ex Envireg potrebbe ospitare un porticciolo, peraltro precisando le ragioni a supporto". In sostanza, l'obiettivo era capire se su può parlare di porto a Cogoleto. Di quale progetto di porto si vedrà in seguito, nel frattempo il resto è esercizio di stile. Ma ciò non toglie che un progetto sia già finito all'attenzione della commissione consiliare, attirando l'attenzione di molti.

Bruzzone continua, riferendosi alla polemica sollevata nei giorni scorsi dal consigliere regionale Ferruccio Sansa: "Con buona pace di chi si è già portato avanti pensando che, ad essere oggetto del voto, fosse il progetto protocollato dalla società Blu Life Project Srl presentato a tutti i gruppi nell’ambito della seconda commissione consiliare, è bene precisare che tale documento non è stato assolutamente mai stato approvato dal nostro comune, bensì portato a conoscenza dei cittadini per mettere al centro del dibattito politico alcuni temi da troppo tempo accantonati come fossero un tabù, primo fra tutti quello della bonifica di un’area che attualmente è interdetta alla balneazione. Non sono state fatte verifiche sulla società che ha proposto questa ipotesi di superamento della problematica proprio perché tutte le relative indagini, previste da codice degli appalti, Anac e normative di riferimento, vengono svolte dal momento in cui un progetto viene ufficialmente messo a gara. Il tutto a garanzia della trasparenza e del rispetto dei requisiti di legge che debbono sussistere al momento dell’aggiudicazione di un appalto". 

Per il sindaco la priorità è capire se quel tratto di litorale - di fronte all'ex fabbrica Stoppani - "inquinato, ormai privo di posidonia e non fruibile da troppo tempo, possa o meno ospitare un porticciolo. Solo successivamente, sia in caso di risposta positiva che negativa, ci si dovrà occupare del futuro dell'area posta all'ingresso del nostro paese".

Qualsiasi progetto da vagliare dovrà comprendere la bonifica dell'area - le cui modalità sono da verificare da parte degli uffici comunali, Regione e Stato -, la creazione di un volano di sviluppo economico-turistico, l'auto-sostenibilità energetica di un qualsiasi progetto, la capacità di attrarre investimenti e di inserirsi in una nuova fetta di mercato, la compatibilità con il progetto di protezione del litorale del Comune, la creazione di un interesse anche per le aree retrostanti, quelle della ex fabbrica Stoppani in cui dev'essere ancora conclusa la messa in sicurezza.

Per quanto riguarda le aree alle spalle della spiaggia, quelle su cui insisteva la fabbrica, la speranza del sindaco è che lo Stato le possa acquisire dalla curatela fallimentare Stoppani, a parziale risarcimento del danno ambientale subito negli oltri cento anni di attività dello stabilimento di lavorazione del cromo. L'amministrazione ha anche scritto una lettera al Prefetto (che è il commissario straordinario all'emergenza Stoppani) per conoscere l'avanzamento del cronoprogramma per la messa in sicurezza, sollecitandone le tempistiche. L'area a mare - la spiaggia ex Envireg, su cui oggi vige il divieto di balneazione e dove potrebbe sorgere il porto - è invece di proprietà demaniale e si può già discutere di bonifica.

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