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Cocaina fra i banchi di scuola come prova di 'maturità'

Secondo quanto trapelato negli ultimi mesi, all'interno dell'istituto Montale in via Timavo, ci sarebbe un ampio giro di spaccio. E non solo di droghe leggere

Poco più di un anno fa la campagna dell'associazione italiana di oncologia medica, 'Non fare autogol', aveva fatto tappa all'istituto Montale. Per l'occasione il portiere della Sampdoria, Angelo Da Costa, aveva invitato gli studenti a stare alla larga da alcol e droga.

Evidentemente il messaggio del portiere brasiliano ha già fatto il suo tempo. Secondo quanto trapelato negli ultimi mesi, all'interno della scuola in via Timavo, ci sarebbe un ampio giro di spaccio. E non solo di droghe leggere.

Il problema era già stato portato all'attenzione del preside Giovanni Vallebona, che aveva organizzato un incontro con studenti e professori. Ma anche la polizia ha iniziato a interessarsi della vicenda. Un minorenne è stato fermato prima dell'ingresso a scuola con alcuni grammi di marijuana. Apriti cielo.

Altri giovani hanno iniziato a parlare, descrivendo situazioni (da verificare) quantomeno equivoche. Si parla di cocaina tirata fuori in classe fra una lezione e l'altra e del suo consumo nei bagni. Portare la 'bianca' a scuola, secondo quanto riferito dagli studenti, rappresentava una sorta di prova di maturità.

Insomma una specie di «vediamo se hai gli attributi di venirci a scuola». Droga e bullismo dunque, ma ora bisognerà vedere se la reale entità dell'intera faccenda corrisponderà al grande clamore che la stessa sta suscitando.

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